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Nel novembre
2004, a oltre venti anni da quel primo convegno, l’archivio su
quegli stessi temi, ed altri ancora, ha organizzato, in
collaborazione con il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo di
Roma Tre, il seminario Modelli
di archivi audiovisivi(2). L’iniziativa ha previsto una fase
precedente l’incontro, nella quale gli oltre 60 invitati al
seminario hanno risposto a un questionario, strutturato in dieci
temi, per ognuno dei quali sono stati formulati diversi quesiti.
Le risposte al
questionario e la successiva discussione hanno riguardato i seguenti
argomenti:
-
Definizione di film, a partire
da quella elaborata agli inizi degli anni novanta dalla Fiaf
(Federazione internazionale degli archivi dei film);
-
Film come prodotto, documento
storico, opera d’arte
-
Audiovisivi e multimedialità
-
Supporti, conservazione e
restauro
-
Uso e riuso di documenti
filmici
-
Diritti di proprietà
intellettuale ed economica
-
Fenomeno della moltiplicazione
degli archivi audiovisivi
-
Assetti istituzionali e
legislativi nel settore degli archivi audiovisivi
-
Formazione e archivi
audiovisivi
10.
Strumenti di descrizione e consultazione dei patrimoni audiovisivi.
Il seminario del
2004 è stato concepito e organizzato con una metodologia originale,
con l’obiettivo, più che di creare una tradizionale occasione di
incontro scientifico tra pochi esperti, di realizzare una vera e
propria inchiesta, non solo tra gli addetti ai lavori, nell’ambito
del settore archivistico/biblieteconomico e del trattamento
documentale, ma anche tra storici contemporanei, storici del cinema,
autori cinematografici e multimediali, restauratori, documentalisti,
mediaconsultant, programmisti televisivi, informatici, studenti,
nonché legislatori(3).
Già dai
risultati dell’esperienza del 2004(4) è emerso un primo quadro di
concezioni, posizioni, proposte estremamente variegato e
interessante, ricco di spunti per futuri approfondimenti e
discussioni. Il seminario del 2004 è stato infatti concepito
all’interno di un progetto più ampio, configurandosi come
una prima tappa di un percorso di ricerca e di un complesso
dibattito su tutte le questioni inerenti il trattamento e
l’accesso ai patrimoni audiovisivi nazionali.
All’incontro
sono intervenuti esperti tecnici sui seguenti temi: Il quadro della
legislazione in Italia e nell’Unione Europea sugli archivi
audiovisivi (M. C. Sotgiu); Lo stato della legislazione regionale e
locale sugli archivi audiovisivi (V. Bazzocchi); La legge sul
deposito legale in Italia e in Europa (A.M. Mandillo); Modelli di
archivi audiovisivi, loro gestione, professionalità (A. Giannarelli,
C. Angeletti); La catalogazione, standard, modelli, necessità
formative (A. Pagliarulo, C. Magliano); Accesso on line ai metadati
e ai dati (G. Bruno, F. Baldi); La proprietà intellettuale ed
economica dell’audiovisivo (A. Miccichè); Restauro analogico e
digitale, criteri di scelta e necessità formative (M. Musumeci, L.
D’Aleo).
Per
affrontare queste problematiche è stata scelta anche per
quest’ultima iniziativa una specifica metodologia. Gli esperti
tecnici di settore sono stati incaricati di preparare un quadro
della situazione attuale relativa a ciascun argomento. Costoro hanno
elaborato delle scalette sui temi indicati, che sono state discusse
durante l’incontro seminariale insieme a studiosi e personalità
del mondo istituzionale, delle cineteche e degli archivi audiovisivi
che, a loro volta, sono intervenuti con brevi comunicazioni,
suggerimenti, proposte di integrazione. Particolarmente interessanti
sono stati gli interventi di Gigliola Fioravanti, direttrice del
CFLR – Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro, in merito
all’esperienza degli archivi “tradizionali” nel trattamento
delle fonti filmiche, di Alessandro Griffini, direttore della
Mediateca dell’Enea, relativamente ai possibili scenari di
valorizzazione dei patrimoni audiovisivi, facendo riferimento ad
alcune esperienze estere, di Maria Assunta Pimpinelli della Cineteca
Nazionale, circa lo stato dell’arte in merito ai criteri di
descrizione del documento audiovisivo. Su tale specifica
problematica è stato inoltre illustrato il prezioso contributo del
gruppo di lavoro Anai sugli standard di catalogazione negli archivi
audiovisivi italiani, attivo dall’aprile del 2004, grazie al
lavoro di stimolo e coordinamento di Isabella Orefice.
Le linee guida scaturite dal
dibattito, svoltosi durante il seminario, saranno seguite dagli
estensori delle scalette per realizzare dei rapporti finali
approfonditi sui diversi temi, che verranno presentati a un convegno
internazionale, che si svolgerà entro il 2006. I risultati di
quest’ultimo seminario, voglio sottolinearlo ancora, derivano
dallo sviluppo del citato percorso di ricerca, iniziato con
l’incontro del 2004, Modelli
di archivi audiovisivi, che aveva dato alcune prime risposte a
una serie di quesiti. Tra le finalità principali, tenute presenti
dall’Aamod e alla base di tali articolate iniziative, vi è
quella, sempre più urgente – come del resto è stato ribadito nel
corso del dibattito durante il seminario del dicembre u.s. -, della
definizione di un quadro della situazione in cui versano i patrimoni
audiovisivi custoditi soprattutto all’interno di piccoli e medi
archivi, diffusi non solo nelle grandi città, ma sparsi localmente
in tutte le regioni italiane. Tale quadro consentirebbe di delineare
l’ipotesi di un sistema di archivi audiovisivi
e sonori italiani, all’interno
del quale risulta strategico il ruolo di governo e di coordinamento
sia delle istituzioni centrali che degli enti locali, preposti per
legge alla tutela dei beni culturali, compresi i “nuovi” beni
sonori e audiovisivi. Ulteriori scopi della recente iniziativa, e
delle future già in programma, tra cui un convegno internazionale
dedicato ai medesimi temi, che si svolgerà entro la prima metà del
2006, sono appunto quelli di affrontare le problematiche relative
all’analisi di possibili modelli (legislativi, gestionali), con
uno sguardo alle esperienze europee e internazionali, e quelle
inerenti gli standard (di conservazione, restauro, descrizione,
accesso, fruizione) per il trattamento dei materiali audiovisivi.
Accanto a ciò, è stata sottolineata la necessità di individuare e
condividere, oltre a modelli e standard, una metodologia di lavoro
comune ed efficace, che possa aiutare in primo luogo le istituzioni,
locali e centrali nella progettazione e determinazione delle risorse
da destinare al recupero dei patrimoni, nella realizzazione di un
effettivo coordinamento tra strutture di conservazione e istituzioni
e nell’elaborazione di linee guida e soluzioni operative
condivise, in termini di scelte di gestione, di sistemi informativi,
di digitalizzazione, di restauro, di servizi e valorizzazione dei
patrimoni.
Il progetto è stato elaborato da un comitato scientifico composto
da Giuseppe Bertolucci, Letizia Cortini, Giorgio De Vincenti, Ansano
Giannarelli, Arturo Mazzarella e Vito Zagarrio.
Si è voluto con questa iniziativa e nell’ambito di un pubblico
dibattito, coinvolgere professionalità molto diverse, aventi a che
fare comunque con gli archivi audiovisivi pur operando in ambiti
differenti, per stimolare un confronto aperto sulle questioni della
salvaguardia del documento audiovisivo, sul suo trattamento
archivistico, sul problema della mancanza di profili formativi
adeguati, sulle pratiche di riuso dei film con il problema annesso
dei diritti, sulla questione dell’incremento e della nascita di
nuovi archivi filmici con le relative difficoltà di
regolamentazione normativa e di esercizio di un’effettiva tutela
legislativa in tale settore.
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