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MultiMedia 15 settembre 2006  n. 15
UN ARCHIVIO DIGITALE PER LA MEMORIA DEL 9/11
Giulia Mezzabarba

Uno degli eventi più filmati della storia contemporanea, se non il più video documentato; l’evento che ha ricordato all’Occidente che cos’è un attacco nemico e che ha risvegliato paure sopite da più di 60 anni; soprattutto, l’evento che ha fatto conoscere agli USA ciò che il vecchio continente ha ben radicato nella propria memoria storica: la violenza di un attacco nemico sul proprio suolo nazionale. L’attentato alle Torri gemelle, al World Trade Center di New York, resterà per sempre nella memoria di chi ha potuto vedere, sia in tempo reale che seduto sulla propria poltrona, il crollo dei due giganteschi edifici e la morte delle 3.000 persone imprigionate al loro interno. Questo accadrà a prescindere dall’emozione suscitata dalle immagini, dall’inclinazione politica e dal giudizio elaborato per la reazione statunitense all’attentato.

Per un fatto collettivamente doloroso si pone, tuttavia, l’esigenza di ricordare, così ogni 11 settembre i mass media tradizionali ci ripropongono immagini e testimonianze del 11/09/2001. È bene sapere, però, che tale patrimonio audiovisivo non è l’unico esistente per ricordare.

Qualche tempo fa DV Guide, un data base statunitense di video del tutto gratuito sia per chi dona i propri filmati che per chi ha interesse a consultarli (We don't want your money; we want your participation and attention), ha inviato un appello ai propri utenti: cerchiamo filmati amatoriali sull’11 settembre. In pochissimo tempo il direttore Steven Rosenbaum è stato sommerso da video e interviste realizzate da e a gente comune che in quello e nei giorni successivi all’attentato si trovavano a New York. Così ha preso vita quello che il New York Times ha definito la “ricostruzione della geografia emozionale della città”.

460 ore di immagini ha costretto DV Guide a creare un sito web a parte, 7 Days in September. I filmati, supportati da quicktime, testimoniano non solo fatti e immagini dell’11 settembre, ma anche piccoli eventi registrati nei giorni successivi, a documentare l’intera settimana iniziata l’11 settembre e le emozioni della città attraverso gli occhi dei newyorchesi. Insomma, il piacevole adagio “la storia siamo noi” è stata adottata da Steven Rosenbaum, alla fine anche curatore dell’iniziativa. Dichiara dalle pagine di Google “Noi non siamo storici e il 9/11 non è ancora storia. Il nostro lavoro è proteggere … di modo che le generazioni future possano determinare da sé come interpretare gli eventi del 9/11”. In parte riteniamo possa riuscire nell’intento; infatti, nel sito si trovano le immagini e le voci di più di 70 osservatori e il data base è aperto ad ulteriori contributi.

La consultazione del sito consente di visualizzare video sia attraverso una ricerca per argomento che per autore del video, con il quale è anche possibile mettersi in contatto. Il curatore inoltre, fedele al suo intento dichiarato, ha anche inserito un forum aperto a diverse discussioni sull’attentato; purtroppo è desolatamente privo di contributi lasciando a  noi europei il sospetto che, ancora oggi, il controllo o la sicurezza gettata dal governo sulla possibilità di esprimere un’opinione sull’argomento spaventi l’americano medio.

Per approfondimenti:
7days in september
DV Guide
9/11 on Google

 

 

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