|
Uno degli eventi più
filmati della storia contemporanea, se non il più video
documentato; l’evento che ha ricordato all’Occidente che
cos’è un attacco nemico e che ha risvegliato paure
sopite da più di 60 anni; soprattutto, l’evento che ha
fatto conoscere agli USA ciò che il vecchio continente
ha ben radicato nella propria memoria storica: la
violenza di un attacco nemico sul proprio suolo
nazionale. L’attentato alle Torri gemelle, al World
Trade Center di New York, resterà per sempre nella
memoria di chi ha potuto vedere, sia in tempo reale che
seduto sulla propria poltrona, il crollo dei due
giganteschi edifici e la morte delle 3.000 persone
imprigionate al loro interno. Questo accadrà a
prescindere dall’emozione suscitata dalle immagini,
dall’inclinazione politica e dal giudizio elaborato per
la reazione statunitense all’attentato.
Per un fatto
collettivamente doloroso si pone, tuttavia, l’esigenza
di ricordare, così ogni 11 settembre i mass media
tradizionali ci ripropongono immagini e testimonianze
del 11/09/2001. È bene sapere, però, che tale patrimonio
audiovisivo non è l’unico esistente per ricordare.
Qualche tempo fa DV
Guide, un data base statunitense di video del tutto
gratuito sia per chi dona i propri filmati che per chi
ha interesse a consultarli (We don't want your money;
we want your participation and attention), ha
inviato un appello ai propri utenti: cerchiamo filmati
amatoriali sull’11 settembre. In pochissimo tempo il
direttore Steven Rosenbaum è stato sommerso da video e
interviste realizzate da e a gente comune che in quello
e nei giorni successivi all’attentato si trovavano a New
York. Così ha preso vita quello che il New York Times ha
definito la “ricostruzione della geografia emozionale
della città”.
460 ore di immagini ha
costretto DV Guide a creare un sito web a parte, 7 Days
in September. I filmati, supportati da quicktime,
testimoniano non solo fatti e immagini dell’11
settembre, ma anche piccoli eventi registrati nei giorni
successivi, a documentare l’intera settimana iniziata
l’11 settembre e le emozioni della città attraverso gli
occhi dei newyorchesi. Insomma, il piacevole adagio “la
storia siamo noi” è stata adottata da Steven Rosenbaum,
alla fine anche curatore dell’iniziativa. Dichiara dalle
pagine di Google “Noi non siamo storici e il 9/11 non è
ancora storia. Il nostro lavoro è proteggere … di modo
che le generazioni future possano determinare da sé come
interpretare gli eventi del 9/11”. In parte riteniamo
possa riuscire nell’intento; infatti, nel sito si
trovano le immagini e le voci di più di 70 osservatori e
il data base è aperto ad ulteriori contributi.
La consultazione del sito
consente di visualizzare video sia attraverso una
ricerca per argomento che per autore del video, con il
quale è anche possibile mettersi in contatto. Il
curatore inoltre, fedele al suo intento dichiarato, ha
anche inserito un forum aperto a diverse discussioni
sull’attentato; purtroppo è desolatamente privo di
contributi lasciando a noi europei il sospetto che,
ancora oggi, il controllo o la sicurezza gettata dal
governo sulla possibilità di esprimere un’opinione
sull’argomento spaventi l’americano medio. |