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Tratti, punti, virgole, numeri. Simili
ai graffiti ma anche all’arte impressionista, chiara
e nitida nelle forme solo se guardata a una certa distanza.
È la forma di arte digitale che usa come segni pittografici
i caratteri del codice ASCII, la Ascii art.
Come è facile immaginare, la codifica
ASCII (American Standard Code for Information
Interchange) non nasce con intenti artistici. Proposto
dall’ingegnere Bob Bemer nel 1961, è un codice accettato ormai
da tempo dall’ISO come standard americano per lo scambio di
informazioni; tuttora i suoi caratteri vengono impiegati dalla
IBM nella loro versione estesa - extended ASCII o high
ASCII - costituita da 95 caratteri.
Le possibili combinazioni di tali
segni ha presto stuzzicato la fantasia, rispondendo ad antiche
suggestioni pittoriche che antropologicamente si possono far
partire dai geroglifici egiziani e magari approdare alla
poesia futurista, che dislocava le parole del componimento su
un foglio a formare non solo concetti, ma suoni e immagini.
Inoltre, va ricordata un’altra forma d’arte, moto vicina alla
Ascii art, che già nel XIX secolo prevedeva la creazione di
immagini utilizzando i caratteri delle macchine da scrivere -
Typewriter art - , rimasta popolare fino agli anni ’70
del secolo scorso. Dunque, nulla di innovativo tranne il fatto
che viene usato un nuovo media, il personal computer, per
realizzare questa forma d’arte.
La Ascii art, per formare immagini,
sperimenta la combinazione di segni alfabetici e non e di
numeri, insomma i segni che troviamo sulla nostra tastiera. Ad
esempio chi non riconosce nell’insieme di lineette, qui
riprodotte, Snoopy il bracchetto di Charlie Brown .--.__ | ;'__P '.;( | .) ';.L
Comunemente facciamo anche noi uso
della ascii art attraverso gli emoticon, o faccine, poste a
commento di sms o di e mail, ad esempio :-(
Tuttavia l’arte digitale si riconosce
per la sua complessità fino a ricreare ritratti di una fedeltà
all’originale decisamente sorprendente. Di recente questo tipo
di arte digitale ha iniziato a produrre anche immagini n
movimento. A questa nuova frontiera appartiene la nostra opera
preferita, la riproduzione fedele alla versione
cinematografica del IV episodio della saga di Guerre
Stellari. |