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In
occasione della quinta edizione della Settimana della
cultura d’impresa, promossa da Confindustria, si è svolto
a Roma, il 16 novembre, nella sede della Società geografica
italiana, il workshop Le aziende alimentari investono
nella propria memoria? Comunicare la storia per far
crescere l’impresa e il territorio.
L’incontro,
organizzato dal Consorzio Baicr Sistema Cultura, è promosso
da Museimpresa, l’Associazione che si propone di promuovere
la politica culturale dell’impresa attraverso la valorizzazione
di risorse museali e archivistiche.
Al
Convegno, moderato da Francesca Appiani (Museimpresa),
sono intervenuti rappresentanti di istituzioni culturali,
di industrie italiane e di enti impegnati nella promozione
e nella tutela di interessi aziendali che hanno rilevato
la necessità di operare investimenti culturali - non
solo a carattere occasionale - evidenziando l’opportunità
di salvaguardare la memoria per poter, in seguito, reinvestire
questo valore.
In
proposito, Roberto Di Vincenzo, per Symbola, Fondazione
per le qualità italiane, sottolinea il valore dell’identità
che permette di evidenziare le differenze e sostiene
un concetto dinamico di tradizione verso la riproduzione.
L’alimentazione
– secondo Luciano Hinna, docente di economia all’Università
di “Tor Vergata” è un fatto di cultura. Se l’azienda
anticipa la cultura del mercato con la sua cultura,
è destinata a crescere e prosperare, se la insegue,
sopravvive.
La
storia dell’impresa è, infatti, storia del territorio,
dell’economia e della società italiana. Valorizzare
e rendere fruibile questo patrimonio culturale è possibile
attraverso numerose iniziative che possono concretizzarsi
nella pubblicazione di monografie aziendali, nella raccolta
di memorie orali elaborate in diversi formati media
(testo, cdrom, web), nella realizzazione di esposizioni,
anche virtuali, nella messa in opera di strutture archivistiche
e museali.
Esponenti
di importanti aziende italiane hanno, infine, presentato
interessanti esperienze culturali realizzate per promuovere
la memoria dell'industria alimentare.
Marta
Bova, per S.p.A. Peroni, ha
descritto la
vicenda dell'archivio romano Museo Peroni, nato in occasione
dei 150 anni dell’azienda e aperto al
pubblico nel 2000; Pina Amarelli, per Liquirizia Amarelli,
ha raccontato la nascita del Museo della Liquirizia
Giorgio Amarelli dove, cimeli, libri, incisioni e carte
d’archivio testimoniano la vita agricola, culturale,
politica e industriale del territorio di Rossano nei
secoli XVIII-XX; Maria Grazia Lungarotti, per la fondazione
Lungarotti che si occupa della gestione del Museo del
Vino e del Museo dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano
e della tutela delle opere in essi conservate, ha messo,
infine, in risalto l’importanza della fruizione pubblica
del bene culturale gestito da privati.
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