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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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MultiMedia 15 settembre 2006 n.15 
 
MQB: è a Parigi il nuovo museo d’arte “altra”
di Francesca Paola Ricci

“E’ il segno e il simbolo di una Francia che conosce e riconosce le culture del mondo e le esigenze del dialogo tra queste culture. Questo museo, in un certo modo, è anche il riconoscimento della diversità culturale, di quel che porta al mondo di oggi e di ciò che la rende necessaria se non altro per il rispetto dell’uomo e della pace”. Così Jacques Chirac presenta il museo delle arti primitive Quai de Branly che ha fortemente voluto e realizzato. I numeri sono sorprendenti: 40.000 mq di superficie complessiva disegnata dall’Architetto Jean Nouvel e 18.000 mq di giardino disegnato dall’architetto Jean Clement. Gli edifici che compongono il museo sono quattro e rappresentano i quattro continenti dai quali arrivano i 300.000 oggetti che fanno parte della collezione del Museo: Asia, Africa, America, Oceania.
Gli oggetti provengono in parte da due musei parigini trascurati da anni: il Museo dell’uomo (240.000) e il Museo delle arti d’Africa e di Oceania (50.000 circa). Inoltre sono state acquistate alcune importanti collezioni prestigiose come quelle di Jean Paul Barbier che ha arricchito la parte riguardante l’Oceania (in particolare Indonesia e Filippine).
3500 pezzi sono esposti permanentemente mentre gli altri saranno periodicamente oggetto di mostre. Al momento sono tre le esposizioni in corso: “Nous avons mangé la forêt”, “Ciwara”, “Qu’est ce qu’un corps?” e un’altra aprirà a settembre: “d’un regard l’autre”.
Un progetto costato 232,5 milioni di euro che vanta anche una mediateca e un aggiornatissimo sito internet all’interno del quale si trova il catalogo degli oggetti contenuti nel museo, il catalogo della mediateca, il catalogo dell’iconoteca. All’interno del catalogo degli oggetti, come per quello delle iconoteche, si possono effettuare ricerche tramite il nome ma anche attraverso le dimensioni (altezza, larghezza, profondità) l’unità patrimoniale, il toponimo, l’etnonimo, il numero d’inventario. Oltre agli oggetti si possono effetture ricerche sugli strumenti musicali e sui tessuti. C’è infine una importante distinzione per i “pezzi” che sono stati acquistati dal museo da collezionisti privati (nuovelles acquisitions). Per quanto riguarda il catalogo della biblioteca anche per questo si può fare una scrematura della ricerca attraverso la finestra che ti permette di scegliere tra monografie, articoli di periodici, documenti sonori, documenti audiovisuali e altro.
Segnaliamo inoltre che attraverso il link recherche fédérée si possono effettuare delle ricerche incrociate su tutti i cataloghi del museo.
Colpisce il link “esplorazioni tematiche” all’interno del quale si può fare una visita delle collezioni da un punto di vista ludico e interattivo. Una sorta di gioco virtuale che ti da la possibilità di conoscere meglio alcune popolazioni rappresentate attraverso le esposizioni del museo. In questo spazio si ha la possibilità di far suonare gli strumenti musicali e di abbinarli ai gruppi di persone che li suonano, si può imparare ad indossare un abito indiano o marocchino, si può esplorare l’habitat delle popolazioni nomade ed infine si può passeggiare nella foresta amazzonica o nella savana per conoscere meglio i riti e i segreti di questi popoli.

 

 

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