| “E’
il segno e il simbolo di una Francia che conosce e riconosce
le culture del mondo e le esigenze del dialogo tra queste
culture. Questo museo, in un certo modo, è anche
il riconoscimento della diversità culturale,
di quel che porta al mondo di oggi e di ciò che
la rende necessaria se non altro per il rispetto dell’uomo
e della pace”. Così Jacques Chirac presenta il
museo delle arti primitive
Quai de Branly che ha fortemente voluto e realizzato.
I numeri sono sorprendenti: 40.000 mq di superficie
complessiva disegnata dall’Architetto Jean Nouvel e
18.000 mq di giardino disegnato dall’architetto Jean
Clement. Gli edifici che compongono il museo sono quattro
e rappresentano i quattro continenti dai quali arrivano
i 300.000 oggetti che fanno parte della collezione del
Museo: Asia, Africa, America, Oceania.
Gli oggetti provengono in parte da due musei parigini
trascurati da anni: il Museo dell’uomo (240.000) e il
Museo delle arti d’Africa e di Oceania (50.000 circa).
Inoltre sono state acquistate alcune importanti collezioni
prestigiose come quelle di Jean Paul Barbier che ha
arricchito la parte riguardante l’Oceania (in particolare
Indonesia e Filippine).
3500 pezzi sono esposti permanentemente mentre gli altri
saranno periodicamente oggetto di mostre. Al momento
sono tre le esposizioni in corso: “Nous avons mangé
la forêt”, “Ciwara”, “Qu’est ce qu’un corps?”
e un’altra aprirà a settembre: “d’un regard l’autre”.
Un progetto costato 232,5 milioni di euro che vanta
anche una mediateca e un aggiornatissimo sito internet
all’interno del quale si trova il catalogo degli oggetti
contenuti nel museo, il catalogo della mediateca, il
catalogo dell’iconoteca. All’interno del catalogo degli
oggetti, come per quello delle iconoteche, si possono
effettuare ricerche tramite il nome ma anche attraverso
le dimensioni (altezza, larghezza, profondità)
l’unità patrimoniale, il toponimo, l’etnonimo,
il numero d’inventario. Oltre agli oggetti si possono
effetture ricerche sugli strumenti musicali e sui tessuti.
C’è infine una importante distinzione per i “pezzi”
che sono stati acquistati dal museo da collezionisti
privati (nuovelles acquisitions). Per quanto riguarda
il catalogo della biblioteca anche per questo si può
fare una scrematura della ricerca attraverso la finestra
che ti permette di scegliere tra monografie, articoli
di periodici, documenti sonori, documenti audiovisuali
e altro.
Segnaliamo inoltre che attraverso il link recherche
fédérée si possono effettuare delle
ricerche incrociate su tutti i cataloghi del museo.
Colpisce il link “esplorazioni tematiche” all’interno
del quale si può fare una visita delle collezioni
da un punto di vista ludico e interattivo. Una sorta
di gioco virtuale che ti da la possibilità di
conoscere meglio alcune popolazioni rappresentate attraverso
le esposizioni del museo. In questo spazio si ha la
possibilità di far suonare gli strumenti musicali
e di abbinarli ai gruppi di persone che li suonano,
si può imparare ad indossare un abito indiano
o marocchino, si può esplorare l’habitat delle
popolazioni nomade ed infine si può passeggiare
nella foresta amazzonica o nella savana per conoscere
meglio i riti e i segreti di questi popoli.
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