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è tenuta a Roma nello spazio espositivo del Chiostro
del Bramante fino al 27 agosto una delle mostre di arte
contemporanea più interessanti della stagione.
Si tratta della personale di Mark Kostabi che, con le
sue 150 opere, presenta la sua esposizione più
estesa mai allestita nel mondo. Ma c’è di più.
Infatti ognuno di questi quadri ha avuto un titolo grazie
ad un programma “Name that painting” condotto dalla
stesso Kostabi che va in onda sulla tv via cavo americana
Time Warner Cable – ch 56 e che viene replicato on line
sul sito www.namethatpainting.com. Un intelligente gioco
a premi attraverso il quale un critico d’arte propone
un titolo per un’opera e la giuria, formata da altri
critici d’arte, ne giudica la validità. In ultima
analisi è l’artista che decide se premiare il
concorrente con banconote da 20 o da 50 dollari. Del
resto Kostabi stesso, oltre ad essere un pittore è
critico d’arte e musicista e realizza un gioco divertente
e cinico sul rapporto tra l’artista e la critica.
Fondatore del Kostabi world una sorta di bottega d’arte
nella quale lavorano sedici collaboratori, Kostabi,
sulla scia della factory di Andy Warhol, indice un concorso
alla settimana: su un disegno realizzato da lui dieci
pittori preparano due versioni ognuno; alla fine della
settimana sono stati realizzati venti quadri sullo stesso
spunto, simili ma con delle varianti sul tema e sul
soggetto. Il pubblico vota i preferiti e i vincitori
del concorso ricevono un premio in denaro. Il quadro
che vince diventa fonte di ispirazione per un’opera
più grande.
In sostanza Mark Kostabi che, oltre ad essere dotato
di talento ha anche un forte spirito imprenditoriale,
ha creato delle strutture di produzione che gli consentono
di mantenere intatta la propria libertà. A conferma
di ciò il fatto che vive a Roma 6 mesi l’anno
e da qui guida il suo laboratorio newyorkese e conduce
la trasmissione televisiva.
Al di la di questo non si può non affermare che
i suoi quadri sono talmente belli e coerenti tra di
loro da lasciarti la sensazione di appagamento. Le composizioni
sono a figure multiple, molte in bianco e nero altre
invece con colori caldi e freddi a contrasto. Molte
tele fanno riferimento all’arte italiana, in particolare
a quella di Caravaggio. Del resto l’artista stesso dichiara
di essere venuto a vivere a Roma perché qui si
trovano diciassette quadri di Caravaggio.
In contemporanea alla mostra, Kostabi ha realizzato
il suo CD musicale inKiostro, ispirato proprio dalla
spiritualità che aleggia nelle stanze e nei corridoi
del Chiostro del Bramante.
Un artista eclettico che è stato ben rappresentato
in questa esposizione curata da Vittorio Sgarbi e Luca
Beatrice.
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