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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
 
 
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MultiMedia 31 maggio 2006  n. 10 
Nuove strade normative per l’informatica:
dal decreto 196/2003 (Codice della privacy) alla legge Stanca

di Nadia Ricciardi

Con l’avvicendarsi del XXI secolo e con un sempre più vasto utilizzo dei personal computer nei vari ambiti della vita quotidiana - dall’ambiente casalingo a quello lavorativo - le istituzioni italiane hanno ben pensato di sviluppare nuove norme per il buon uso dell’informatica.
Il passo più importante è stato fatto con l’emanazione del decreto 196/2003, che prevede l'adeguamento dei sistemi informatici, attraverso una serie di adempimenti da parte di chiunque abbia a che fare con i dati personali sensibili, siano essi informatici e/o cartacei. Le recenti disposizioni di legge impongono alle aziende ed alle pubbliche amministrazioni l'utilizzo di moderne soluzioni di sicurezza informatica e prevedono pene severe, civili e penali, per chi non le adotta.
Aziende e pubbliche amministrazioni sono obbligate a redigere annualmente un Documento Programmatico sulla Sicurezza (entro il 31 marzo di ogni anno), recante ogni tipo di disposizione vigente per la tutela dell’accesso ai dati personali e/o sensibili. Si possono fare alcuni esempi concreti.
Il trattamento di dati personali con strumenti elettronici è consentito agli utenti provvisti di credenziali di autenticazione: codice utente e password. Ma non solo. Infatti, per quel che riguarda l’utilizzo di alcune nuove procedure, viene richiesto l’accesso tramite firma digitale. Nel caso in cui i dati personali siano soggetti a pubblicità, non si necessita delle suddette credenziali.
Questi sono solo alcuni esempi di misure tendenti alla tutela e alla sicurezza dei dati informatici, ma c’è da aggiungere che ogni ente ha una propria realtà e quindi differenti sono i provvedimenti adottati e da adottare a seconda dei mezzi tecnologici posseduti.
La legge Stanca, emanata nel 2005, riguarda in modo specifico le pubbliche amministrazioni e regola l’accessibilità della comunicazione digitale della PA.
Scopo primario della legge è quello di guidare le amministrazioni pubbliche al rinnovamento della propria comunicazione istituzionale: i siti web. Le innovazioni da apportare devono contenere alcuni elementi fondamentali e basilari volti soprattutto a soddisfare l’utente e a contenere tutto quanto possa essere utile per soddisfare le necessità del cittadino.
I principi fondamentali della legge, che sono da attuare entro e non oltre l’8 luglio 2006, possono riassumersi in:
Trasparenza: il diritto del cittadino ad avere informazioni utili;
Reperibilità: immediatezza del risultato della ricerca che l’utente va a effettuare;
Multicanalità: accessibilità al web anche da dispositivi non convenzionali come cellulari, palmari;
Chiarezza: facile interpretazione della documentazione reperita.


 

 

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