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anche Troia ha il suo museo! Inaugurato in questi giorni
nella cittadina in provincia di Foggia alla presenza,
tra gli altri, del sottosegretario ai Beni Culturali
Andrea Marcucci e del vescovo Francesco Zerrillo, il
museo permanente, allestito nell’ex seminario vescovile
e promosso sostanzialmente dall’Associazione Daunia
Vetus, vanta dei pezzi di valore inestimabile. Si
tratta infatti di tre exultet,
il più antico dei quali è anche il più
grande (268 centimetri per 20) risale alla metà
dell’XI secolo, gli atri due invece fra l’XI e il XII
secolo e fra il XII e il XIII secolo.
L’exultet è considerato da molti come una delle
prime invenzioni multimediali della storia, con la sua
simultaneità di testo disegno e musica. Una pergamena
nata nel Medioevo e diffusa soprattutto nell’Italia
Meridionale che veniva srotolata la notte del sabato
santo in tempo reale mentre il diacono cantava e leggeva
i passi che preannunciavano il momento della resurrezione
che si stava avvicinando. I fedeli, nel contempo, oltre
ad ascoltare potevano vedere le miniature scorrere sulla
pergamena.
Gli exultet, realizzati su pelle di agnello, oggi vengono
considerati come reperti inestimabili. Ne esistono infatti
non più di trenta e tre di questi sono appunto
esposti nel nuovo museo della Cattedrale di Troia.
Oltre a questo c’è una sezione interamente dedicata
agli argenti e ai bronzi, una ai paramenti liturgici,
il più antico dei quali veniva indossato da Mons.
Lombardo nel XV secolo ed una specifica destinata all’archivio.
In quest’area sono custodite antiche pergamene (circa
554 che vanno dal 1024 al 1919), fra le quali il Missale
Trojanum del XIII secolo con la trascrizione di canti
gregoriani ed i già citati exultet.
Lo spazio espositivo di circa 1200 metri quadri ospita
anche una biblioteca con annesso archivio storico e
una sala conferenze attrezzata con tecnologie wireless.
La visita al museo può essere una ghiotta occasione
per visitare la bellissima cattedrale di Troia. Costruita
intorno al 1100 e recentemente restaurata, la chiesa
romanica sorge su un preesistente edificio bizantino.
Appena arrivati sul piazzale antistante si rimane colpiti
dal grande rosone: unico nel suo genere, ha undici colonnine
(probabilmente perché ai dodici apostoli venne
sottratto Giuda) e le transenne tra le colonnine sono
tutte diverse una dall’altra. Dopo aver attraversato
il grande portale in bronzo di Oderisio da Benevento,
si entra nella Chiesa a tre navate. La centrale ha tredici
colonne con capitelli corinzi si pensa perché
rappresentano Cristo con i dodici apostoli. Un luogo
ricco di simboli nelle pietre e nei bronzi in parte
spiegati da Guido Iamele nel sito
che vi consigliamo di navigare se aveste intenzione
di fare una vacanza nella provincia di Foggia.
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