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MultiMedia 30 novembre 2006 n. 20 
 

VIDEOARTE - Un’ innovazione lunga più di quarant’ anni

di Irene Polleggioni

Con il termine Videoarte si vuole indicare un linguaggio artistico che si fonda sulla creazione e riproduzione di immagini in movimento, tramite strumentazione video.
I primi lavori nascono negli anni Sessanta grazie all’evoluzione delle tecnologie di elaborazione e diffusione video.
La fusione tra arte e scienza è andata a modificare i parametri classici di fruizione dell’arte tradizionale, ed a confermare le teorie che Walter Benjamin aveva elaborato già nel 1936 sull’unicità di fotografie riprodotte in più copie (L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica). E’ Gerry Schum che nel 1968 inizia a documentare, con riprese televisive, performances di arte concettuale, povera e land art.
Nasce così la Videoart, grazie anche alla diffusione della handycam: pratica e alla portata di tutti.
Inizia a farsi avanti anche l’esigenza di una maggiore sperimentazione e di un utilizzo diverso del linguaggio televisivo.
Le prime importanti esperienze di manipolazione e alterazione di questo tipo di linguaggio provengono proprio dall’America, dove la televisione aveva già larga diffusione.
Fu Nam June Paik, artista di origine coreana, considerato il padre della Videoarte, che negli stessi anni realizzò una serie di video che sembrano essere quadri astratti, con variazioni stroboscopiche di colore, accostamenti cromatici elettronici, ma anche sovrapposizioni frenetiche di immagini prese dalle comuni trasmissioni televisive.
Il suo intento era quello di creare un mondo elettronico dove riscrivere ogni forma di realtà.

Negli anni Novanta la Videoarte conosce il suo momento di maggior successo e diventa un modo di creare quasi elitario: dall’utilizzo dei colori, all’accorciarsi della durata di programmazione, fino ad arrivare all’introduzione di effetti speciali, grazie anche alla nascita del computer e delle tecnologie digitali.
L’interattività è uno dei nuovi canali di ricerca a venir sperimentato per far sì che ci sia un rapporto diretto tra spettatori e autori.
Guidate da una sofisticata tecnologia, ma con forti accezioni estetiche, sono le opere di Bill Viola, ad oggi il massimo esponente di questa disciplina; egli ha creato composizioni di personaggi che prendono corpo sullo schermo in modo molto lento.
In questo modo l’autore ha la possibilità di inventare veri e propri quadri viventi.

Ultimamente sono molti gli eventi culturali e le manifestazioni in cui trovano spazio le proiezioni di Videoarte, non ultime “L’isola del cinema” (manifestazione tenutasi all’Isola Tiberina da giugno a settembre 2006), che ogni giovedì, nello spazio del “Cinelab”, proiettava mezz’ora di Videoarte; e la “Festa del Cinema di Roma”(ottobre 2006), in cui proiezioni di Videoarte erano contenute nella spazio “Extra”, dedicato alle nuove tecnologie e ai nuovi modi di giocare con il linguaggio visivo.

Per saperne di più:

http://www.wikipedia.com
http://www.cultframe.com
http://www.italica.rai.it





 

 

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