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Con il termine Videoarte si vuole
indicare un linguaggio artistico che si fonda sulla
creazione e riproduzione di immagini in movimento, tramite
strumentazione video.
I primi lavori nascono negli anni Sessanta grazie all’evoluzione
delle tecnologie di elaborazione e diffusione video.
La fusione tra arte e scienza è andata a modificare
i parametri classici di fruizione dell’arte tradizionale,
ed a confermare le teorie che Walter Benjamin aveva
elaborato già nel 1936 sull’unicità
di fotografie riprodotte in più copie (L’opera
d’arte nell’epoca della sua riproducibilità
tecnica). E’ Gerry Schum che nel 1968 inizia a
documentare, con riprese televisive, performances di
arte concettuale, povera e land art.
Nasce così la Videoart, grazie anche alla diffusione
della handycam: pratica e alla portata di tutti.
Inizia a farsi avanti anche l’esigenza di una
maggiore sperimentazione e di un utilizzo diverso del
linguaggio televisivo.
Le prime importanti esperienze di manipolazione e alterazione
di questo tipo di linguaggio provengono proprio dall’America,
dove la televisione aveva già larga diffusione.
Fu Nam June Paik, artista di origine coreana, considerato
il padre della Videoarte, che negli stessi anni realizzò
una serie di video che sembrano essere quadri astratti,
con variazioni stroboscopiche di colore, accostamenti
cromatici elettronici, ma anche sovrapposizioni frenetiche
di immagini prese dalle comuni trasmissioni televisive.
Il suo intento era quello di creare un mondo elettronico
dove riscrivere ogni forma di realtà.
Negli anni Novanta la Videoarte
conosce il suo momento di maggior successo e diventa
un modo di creare quasi elitario: dall’utilizzo
dei colori, all’accorciarsi della durata di programmazione,
fino ad arrivare all’introduzione di effetti speciali,
grazie anche alla nascita del computer e delle tecnologie
digitali.
L’interattività è uno dei nuovi
canali di ricerca a venir sperimentato per far sì
che ci sia un rapporto diretto tra spettatori e autori.
Guidate da una sofisticata tecnologia, ma con forti
accezioni estetiche, sono le opere di Bill Viola, ad
oggi il massimo esponente di questa disciplina; egli
ha creato composizioni di personaggi che prendono corpo
sullo schermo in modo molto lento.
In questo modo l’autore ha la possibilità
di inventare veri e propri quadri viventi.
Ultimamente sono molti gli eventi
culturali e le manifestazioni in cui trovano spazio
le proiezioni di Videoarte, non ultime “L’isola
del cinema” (manifestazione tenutasi all’Isola
Tiberina da giugno a settembre 2006), che ogni giovedì,
nello spazio del “Cinelab”, proiettava mezz’ora
di Videoarte; e la “Festa del Cinema di Roma”(ottobre
2006), in cui proiezioni di Videoarte erano contenute
nella spazio “Extra”, dedicato alle nuove
tecnologie e ai nuovi modi di giocare con il linguaggio
visivo.
Per saperne di più:
http://www.wikipedia.com
http://www.cultframe.com
http://www.italica.rai.it
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