| E’
stato inaugurato il Centro informativo del Sistema museale
demoetnoantropologico del Lazio DEMOS presso il Museo
di Roma in Trastevere. In tale occasione si è
svolto un seminario, organizzato in collaborazione con
il Comune di Roma e con la Società Italiana per
la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici. Maria
Elisa Tittoni, Dirigente ai Musei d’Arte Medioevale
e Moderna del Comune di Roma, nell’introdurre i lavori
ha sottolineato come il Centro sia: “Uno spazio che
non vuole costituire un museo, ma una vetrina dove i
vari musei del Lazio possano trovare nel pubblico che
frequenta il Museo di Roma in Trastevere, un punto di
conoscenza e di sollecitazione ad intraprendere un viaggio
nel Lazio alla scoperta di quelli che sono i musei demoetnoantropologici
di cui è ricco”. Aggiungendo che: “La localizzazione
nel Museo di Roma in Trastevere è stata strategica
poiché è centrale e frequentato da un
pubblico costituito soprattutto da giovani e stranieri”.
Giulia Rodano, Assessore alla Cultura della Regione
Lazio ha rimarcato- “l’importanza della ricostruzione
della memoria del territorio evidenziando in particolare
la raccolta e conservazione delle testimonianze della
civiltà contadina e come questo lavoro sia rilevante
soprattutto sotto il profilo didattico”.
La missione del sistema
museale si caratterizza attraverso una rete dei musei
e in sintonia con quelli che sono gli orientamenti più
attuali nel settore dei beni demoetnoantropologici.
Il sistema museale DEMOS, attua i criteri di cooperazione
tra Stato e Regione così come auspica il codice
dei beni culturali, progettato e realizzato dalla Regione
Lazio, ha previsto il coinvolgimento delle altre realtà
“locali”. DEMOS è organizzato per aree tematiche
legate alle vocazioni materiali e immateriali del territorio.
Il sistema andrà in Internet e quindi sarà
collegato con il portale- cultura della Regione Lazio,
che darà informative anche sulle novità
e la realizzazione di esposizioni temporanee. Laura
De Martino e Roberta Tucci della Regione Lazio che hanno
curato il progetto con la collaborazione di Fulvia Caruso,
Marco D’Aureli, Rosa Anna Di Lella, Nadia Truglia della
SIMBDEA e Marco Fabiano, del Museo di Roma in Trastevere,
ne hanno approfondito la descrizione attraverso le attività
svolte.
La caratteristica che
accomuna tutti i musei civici è quella di rappresentare
la memoria collettiva delle comunità locali di
cui sono custodi e interpreti.Al fine di contemperare
l’esigenza di autonomia scientifica e gestionale di
ciascun museo con i benefici che derivano dalla cooperazione,
si sono costituite forme associative denominate Reti
o Sistemi museali. La Regione Lazio, con la Legge 42/97
“Norme in materia di beni e di servizi culturali nel
Lazio” definisce la natura, i requisiti e le funzioni
dei Sistemi museali. In particolare, l’art. 22 puntualizza
i concetti di organizzazione sistemica tematica e organizzazione
sistemica territoriale.
I Sistemi museali tematici hanno per ambito l’intero
territorio regionale e sono gli strumenti mediante i
quali le singole strutture espositive, omogenee per
materia, organizzano, con il coordinamento della Regione,
forme di cooperazione per la valorizzazione, la divulgazione,
lo studio e la ricerca sul tema di propria pertinenza.
IL Sistema museale tematico
demoetnoantropologico DEMOS si compone dell’insieme
dei musei demoetnoantropologici di enti locali e di
interesse locale del Lazio e di due centri sistema situati
a Roma, presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni
Popolari e presso il Museo di Roma in Trastevere. Si
articola, inoltre, in tredici grandi aree tematiche
riferite alle specificità, alle emergenze, alle
vocazioni materiali e immateriali del territorio. Il
centro sistema presso il Museo Nazionale delle Arti
e Tradizioni Popolari è dedicato alle tematiche
proprie della disciplina, in relazione alle emergenze
del territorio laziale. Il secondo centro sistema, ospitato
dal Museo di Roma in Trastevere, è incentrato
sulla rete dei musei locali, con particolare approfondimento
dei rapporti che legano o hanno legato in passato la
città di Roma con le sue varie realtà
locali.
DEMOS è impostato su aree tematiche riferite
alle specificità, alle emergenze, alle vocazioni
materiali della civiltà contadina o delle tradizioni
popolari, ancor più valorizzate attraverso l'istituzione
di nuovi poli a carattere spiccatamente tematico. Naturalmente
il Sistema è aperto, l'elenco dei musei sarà
periodicamente aggiornato e si procederà alla
loro messa in rete.
DEMOS, offre ai visitatori
spazi di documentazione sui singoli poli e temi del
sistema. Nell'ambito della collaborazione fra la Regione
Lazio e il Comune di Roma, il Museo di Roma in Trastevere
fornisce a sua volta una documentazione audiovisiva
specifica per alcuni musei. Il Centro di documentazione
offre la possibilità di accedere da postazioni
videoterminali sia all'archivio multimediale delle Produzioni
Multimediali sia alla banca dati del Centro Sistema
Demos, realizzato in collaborazione con la Regione Lazio,
per la valorizzazione e la divulgazione dei musei demoetnoantropologici
regionali. Il Sistema, attraverso la rete dei suoi musei
e per il tramite delle professionalità antropologiche
in essi impegnate, si propone di tenere aggiornato l'indirizzo
museologico DEA regionale in sintonia con gli orientamenti
più attuali del settore, allo scopo di poter
rappresentare le vocazioni, le peculiarità e
le differenze nelle forme di vita del territorio, nella
contemporaneità oltre che nel recente passato
e nei riflessi del passato presenti nell'immaginario
attuale, secondo quanto già espresso nella programmazione
regionale di settore. Nell'ottica di un dichiarato impegno
etico inscritto nella vocazione della disciplina, il
Sistema intende promuovere scambi e reciprocità
culturali, che possano favorire la conoscenza e il dialogo
interculturale e contribuire alla qualità della
convivenza. "Il Sistema museale tematico DEMOS
è dedicato ai musei demoetnoantropologici del
Lazio. Musei che raccontano forme di vita attraverso
tracce materiali e immateriali delle culture locali.
Musei radicati sul territorio, di cui rappresentano
le vocazioni, le peculiarità, le differenze,
nella contemporaneità e nei riflessi del passato
presenti nell'immaginario attuale. Musei che disegnano
paesaggi: campagne, abitati, socialità, stili
di vita, espressività". Il quadro dei musei
demoetnoantropologici del Lazio è in continua
evoluzione grazie alla accresciuta consapevolezza espressa
dalle Amministrazioni Locali nella costruzione di strutture
moderne, adeguate agli standard dell'attuale museologia.”
L’iniziativa consente di rivivere il territorio da un
punto di vista strettamente antropologico ampiamente
riconosciuto come bene culturale.
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