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MultiMedia 15 febbraio 2007 n.23
Nasce il Comitato per la diffusione della banda larga
di Tania Renzulli
 

Si parte dalle infrastrutture, ma il vero obiettivo è un altro: costruire l'e-democracy, ovvero la partecipazione politica e i diritti di accesso all'insegna di una visione strategica condivisa tra i Ministeri delle Comunicazioni, degli Affari Regionali e Autonomie Locali, delle Riforme e Innovazione nella PA, al fine di garantire - entro il 2011 - l'accesso alla banda larga a tutti e ovunque.
La copertura della banda larga nel nostro Paese è molto più bassa della media UE e inadeguata per lo sviluppo di applicazioni avanzate. Per di più con forti squilibri, visto che la copertura nelle zone rurali (44% degli abitanti) è nettamente inferiore alla media delle aree urbane (66%). È quanto ha affermato il Commissario Europeo per la Società dell'informazione ,Viviane Reding, in un'audizione al Senato, sollecitando l'Italia a una rapida svolta. Da noi ci sono condizioni di divario digitale, di diversa natura, su cui si riconosce la necessità di intervenire con decisione. E' altrettanto chiaro, però, che la prima dimensione del digital divide è quella infrastrutturale, in quanto preclude l'accesso - conditio sine qua non - a cittadini, enti pubblici e soggetti privati. Oggi il divario infrastrutturale si misura in banda larga, e i dati non sono dei più confortanti per l'Italia, dove con 7,9 milioni di abbonati, la diffusione si ferma al 13,4% degli abitanti, al di sotto della media Ue e decisamente lontano dalla Gran Bretagna, dai Paesi scandinavi, dalla Francia e dalla Germania, dove si supera il 18. A colmare il divario è nato nel dicembre 2006 il Comitato interministeriale per la diffusione della banda larga, di cui fanno parte il Ministro delle Comunicazioni, Gentiloni, il Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Locali, Lanzillotta e il Ministro per le Riforme e l'innovazione nella Pubblica Amministrazione, Nicolais. Compito del comitato è trasformare l'Italia in un Paese "tutto broadband" in 5 anni. Le principali funzioni sono: coordinare, armonizzare e monitorare le iniziative già intraprese; individuare gli interventi prioritari per il raggiungimento dei livelli essenziali di abilitazione tecnologica sul territorio nazionale, attraverso il confronto con i rappresentanti delle amministrazioni locali, degli utenti e degli operatori del settore Tlc. L'obiettivo è quello di coordinare in un solo disegno l'iniziativa dei soggetti pubblici e privati. L'investimento pubblico annunciato per la copertura a banda larga del Paese è pari a 1,1 miliardi di euro; tali risorse saranno ottimizzate da un pool tecnico e integrate con quelle provenienti dalle aziende interessate a investire nei progetti per lo sviluppo della banda larga. Le linee di azione in cui viene declinata la strategia broadband sono cinque:

Concertare e coordinare le iniziative territoriali per garantire la disponibilità della banda larga;
Favorire le nuove tecnologie di rete e la concorrenza;
Creare le condizioni per lo sviluppo dei servizi e dei contenuti digitali;
Stimolare la domanda e alfabetizzare gli utenti;
Monitorare l'attuazione dei piani di intervento e la diffusione della banda larga.

Il Ministro Nicolais lo ha chiaramente espresso e ben sintetizzato nella quarta(v. www.cnipa.gov.it)- delle sue” Linee Strategiche Verso il Sistema nazionale di e-governement”: L'e-democracy costituisce un importante strumento per rivalutare e accrescere la partecipazione alla vita pubblica. Il primo passo per realizzarla è il superamento del divario digitale, sia per quanto riguarda le infrastrutture di banda larga - per le quali il settore pubblico deve svolgere un ruolo attivo - sia rispetto alle differenze socio-culturali e generazionali, per le quali va attuata una più attenta progettazione dei servizi ed una loro diffusione su canali differenziati. Nell'ottica di un sistema Paese che si sviluppi in maniera integrale, all'aspetto del cittadino digitale e delle dovute politiche di e-inclusion, si affiancano gli aspetti dello sviluppo economico e della modernizzazione della PA, quale soggetto erogatore di servizi. Su una tali intenti, poggia la convinzione esplicitata dell'opportunità di un ruolo attivo per il settore pubblico, volta a colmare i divari digitali per cittadini, amministrazioni e imprese. In particolare - e in primis - affinché lo sviluppo della banda larga non sia realizzato sulla base dei soli criteri di mercato, che tendono ad escludere intere parti di territorio considerate non profittevoli. Viene in questo senso riconosciuto come obiettivo generale dell'azione di Governo l'estensione della copertura infrastrutturale per la banda larga all'intero territorio italiano, rimuovendo gli ostacoli (normativi e di mercato) che a tutt'oggi lo impediscono.
A questo scopo è stata costituita la Commissione riconducendo le strategie per la diffusione della banda larga all'obiettivo principe di estendere i diritti di cittadinanza digitale - tra cui la fruizione di servizi - agli italiani tutti. E’ opinione del Min. Lanzillotta che l'avanzamento della rete vada affiancato all'evoluzione del progetto di Carta d'Identità Elettronica (CIE) , individuando così i due fattori abilitanti chiave, perché i servizi on line siano effettivamente fruibili.

 

 

 

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