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parte dalle infrastrutture, ma il vero obiettivo è
un altro: costruire l'e-democracy, ovvero la partecipazione
politica e i diritti di accesso all'insegna di una visione
strategica condivisa tra i Ministeri delle Comunicazioni,
degli Affari Regionali e Autonomie Locali, delle Riforme
e Innovazione nella PA, al fine di garantire - entro
il 2011 - l'accesso alla banda larga a tutti e ovunque.
La copertura della banda larga nel nostro Paese è
molto più bassa della media UE e inadeguata per
lo sviluppo di applicazioni avanzate. Per di più
con forti squilibri, visto che la copertura nelle zone
rurali (44% degli abitanti) è nettamente inferiore
alla media delle aree urbane (66%). È quanto
ha affermato il Commissario Europeo per la Società
dell'informazione ,Viviane Reding, in un'audizione al
Senato, sollecitando l'Italia a una rapida svolta. Da
noi ci sono condizioni di divario digitale, di diversa
natura, su cui si riconosce la necessità di intervenire
con decisione. E' altrettanto chiaro, però, che
la prima dimensione del digital divide è quella
infrastrutturale, in quanto preclude l'accesso - conditio
sine qua non - a cittadini, enti pubblici e soggetti
privati. Oggi il divario infrastrutturale si misura
in banda larga, e i dati non sono dei più confortanti
per l'Italia, dove con 7,9 milioni di abbonati, la diffusione
si ferma al 13,4% degli abitanti, al di sotto della
media Ue e decisamente lontano dalla Gran Bretagna,
dai Paesi scandinavi, dalla Francia e dalla Germania,
dove si supera il 18. A colmare il divario è
nato nel dicembre 2006 il Comitato interministeriale
per la diffusione della banda larga, di cui fanno parte
il Ministro delle Comunicazioni, Gentiloni, il Ministro
degli Affari Regionali e delle Autonomie Locali, Lanzillotta
e il Ministro per le Riforme e l'innovazione nella Pubblica
Amministrazione, Nicolais. Compito del comitato è
trasformare l'Italia in un Paese "tutto broadband"
in 5 anni. Le principali funzioni sono: coordinare,
armonizzare e monitorare le iniziative già intraprese;
individuare gli interventi prioritari per il raggiungimento
dei livelli essenziali di abilitazione tecnologica sul
territorio nazionale, attraverso il confronto con i
rappresentanti delle amministrazioni locali, degli utenti
e degli operatori del settore Tlc. L'obiettivo è
quello di coordinare in un solo disegno l'iniziativa
dei soggetti pubblici e privati. L'investimento pubblico
annunciato per la copertura a banda larga del Paese
è pari a 1,1 miliardi di euro; tali risorse saranno
ottimizzate da un pool tecnico e integrate con quelle
provenienti dalle aziende interessate a investire nei
progetti per lo sviluppo della banda larga. Le linee
di azione in cui viene declinata la strategia broadband
sono cinque:
Concertare e coordinare
le iniziative territoriali per garantire la disponibilità
della banda larga;
Favorire le nuove tecnologie di rete e la concorrenza;
Creare le condizioni per lo sviluppo dei servizi e dei
contenuti digitali;
Stimolare la domanda e alfabetizzare gli utenti;
Monitorare l'attuazione dei piani di intervento e la
diffusione della banda larga.
Il Ministro Nicolais
lo ha chiaramente espresso e ben sintetizzato nella
quarta(v. www.cnipa.gov.it)- delle sue” Linee Strategiche
Verso il Sistema nazionale di e-governement”: L'e-democracy
costituisce un importante strumento per rivalutare e
accrescere la partecipazione alla vita pubblica. Il
primo passo per realizzarla è il superamento
del divario digitale, sia per quanto riguarda le infrastrutture
di banda larga - per le quali il settore pubblico deve
svolgere un ruolo attivo - sia rispetto alle differenze
socio-culturali e generazionali, per le quali va attuata
una più attenta progettazione dei servizi ed
una loro diffusione su canali differenziati. Nell'ottica
di un sistema Paese che si sviluppi in maniera integrale,
all'aspetto del cittadino digitale e delle dovute politiche
di e-inclusion, si affiancano gli aspetti dello sviluppo
economico e della modernizzazione della PA, quale soggetto
erogatore di servizi. Su una tali intenti, poggia la
convinzione esplicitata dell'opportunità di un
ruolo attivo per il settore pubblico, volta a colmare
i divari digitali per cittadini, amministrazioni e imprese.
In particolare - e in primis - affinché lo sviluppo
della banda larga non sia realizzato sulla base dei
soli criteri di mercato, che tendono ad escludere intere
parti di territorio considerate non profittevoli. Viene
in questo senso riconosciuto come obiettivo generale
dell'azione di Governo l'estensione della copertura
infrastrutturale per la banda larga all'intero territorio
italiano, rimuovendo gli ostacoli (normativi e di mercato)
che a tutt'oggi lo impediscono.
A questo scopo è stata costituita la Commissione
riconducendo le strategie per la diffusione della banda
larga all'obiettivo principe di estendere i diritti
di cittadinanza digitale - tra cui la fruizione di servizi
- agli italiani tutti. E’ opinione del Min. Lanzillotta
che l'avanzamento della rete vada affiancato all'evoluzione
del progetto di Carta d'Identità Elettronica
(CIE) , individuando così i due fattori abilitanti
chiave, perché i servizi on line siano effettivamente
fruibili.
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