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Si può parlare di multimedialità delle emozioni? Sì, se parliano di Roberto Benigni e del suo ultimo spettacolo “Tuttodante”.
Lo conosciamo tutti… e tutti conoscono la sua bravura e la sua grandezza umana.
Ma come raccontare anche la gentilezza e la leggerezza di Roberto? Ed insieme: la passione, l’impegno etico e civile che da alcuni anni in particolare, caratterizzano le sue performance?
Quale la cifra profonda, il valore della sua testimonianza, del suo messaggio, attraverso la lettura o meglio la recitazione di Dante? Credo si possa riassumere in una parola, forse abusata, che a volte si ha timore di esprimere per il rischio di cadere nella banalizzazione. Eppure non si può sostituire, è proprio quella, pura e semplice: AMORE.
La gestualità di Roberto è unica, come unici sono il suo desiderio e il suo sforzo di comunicare Dante, serissimi e solenni nella fantasmagoria esilerante e mozzafiato del suo ultimo spettacolo. Accanto alla satira politica e sociale emerge il suo mondo surreale e fantastico, pieno di gioia e al tempo stesso di consapevolezza della miseria oltre che della grandezza umana. Ogni sua azione è ispirata dall’amore e dedicata all’amore: per la vita, per l’essere umano, per ogni creatura. Amore che Roberto vorrebbe comunicare e far scoprire a tutti, che vuole donare e al quale vorrebbe educare o che fossero educati i giovani, come gli anziani.
Sa muovere alla compassione del cuore, Roberto, sa toccare corde profonde, spesso sopite, dello spirito di ogni creatura. Ecco il motivo di tanto successo!
Altissimo il suo intento: far scoprire, o meglio rendere consapevoli, gli esseri umani, con le loro miserie e fragilità, ma anche con le loro grandezze, del divino che è in loro, ovvero della bellezza interiore, dello spirito, che li rende unici e maestosi.
Ci riesce, Roberto, eccome! Almeno per due ore, ma forse anche dopo, le corde del sentimento vibrano. Il pubblico sente il suo affetto e la cura amorevole e lo ricambia con slanci sorprendenti: uno spettacolo nello spettacolo. Imperdibile!
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