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Il 3 maggio si è
tenuto, nella cornice seicentesca del Salone Borromini della
Biblioteca Vallicelliana, il Convegno La scena letteraria
tra riviste web e blog organizzato in occasione del primo
compleanno de Le Reti di Dedalus, rivista letteraria on
line del Sindacato Nazionale Scrittori.
Tiziana Colussi
redattrice della rivista ne ha raccontato l’evoluzione: da
rassegna stampa Le Reti di
Dedalus si è “svezzata”
entrando a pieno titolo nella reti delle reti. Anche se adesso
è giunto il momento, peraltro comune a molte riviste
letterarie on line, di pensare a come compiere un salto
di qualità. Tante le ipotesi e le idee. Come ha ribadito Marco
Palladini, scrittore e direttore della rivista, che citando
Ennio Flaiano ha messo in luce come tutte le epoche siano di
transizione e come non sia mai possibile arrivare a una meta
ultima e definita. Dal cartaceo si è passati al web e comunque
anch’esso non smette di svilupparsi: oggi, per esempio, si
scarica dalla rete, sempre più comunemente, musica di ogni
genere, cosa impensabile solo un ventennio fa. Le Reti di
Dedalus si configura, nel panorama della letteratura on
line, come una rivista semiconservatrice, diversa dai numerosi
blog e forum, sebbene, in futuro, si ipotizzi, anche nel suo
interno, uno spazio dedicato ai lettori. Né apocalittica e né
integrata quindi, come ha evidenziato Claudio Del Bello,
docente alla Sapienza ed editore di Odradek. La velocità delle
trasformazioni impedisce di compiere, in ogni caso, una
divisione di questo tipo. Da tener conto, anche, che la
rivista cartacea mantiene sempre un’identità solida e
definita, resta “altro” dal web. Non offre alcuna possibilità
di feed-back: una volta stampata rimane lì, testimone di se
stessa, con i suoi eventuali refusi. In futuro, come effetto
della concorrenza del mondo digitale, potrà probabilmente
andare incontro ad una contrazione della domanda. Ma non
cesserà di esistere.
Anche perché nella
comunicazione, più di ogni altra cosa, funzionano le
idee. Hanno sottolineato il critico letterario Francesco Di
Stasi e l’italianista Francesco Muzzioli che, diffidente nei
confronti dei medium omnicomprensivi, si esprime sulla rivista
del Novecento vista come veicolo di vere e proprie importanti
tendenze letterarie. Da ricordare, a questo proposito, il
Menabò, ha detto il poeta Plinio Perilli, crogiuolo di
letteratura nuova, legata a grandi nomi, e di sperimentazione
linguistica. Nell’odierno panorama delle web rewies, Le
Reti di Dedalus si può considerare una “buona
tradizione letteraria che usufruisce della Rete”.
La sintesi del
convegno è rintracciabile nelle parole della poetessa Rosa
Pierno: internet permette all’informale di vivere ed
espandersi senza confini, correndo però il rischio della
dispersione. Il trucco, forse, sta nel saper navigare, ovvero
essere capaci di orientare il mouse verso la
qualità.
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