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"Make it a
Blockbster night" recitava fino a qualche tempo fa uno
spot televisivo molto famoso. Ma da qualche tempo a questa
parte organizzare una serata "cinema-casalingo"
(magari con un bel gelato da gustare in tranquillità sul
proprio divano) non è più facile come prima. No, perché il
medium più temuto e allo stesso tempo più idolatrato da
tutti - internet - sta lentamente divorando anche questo
mercato. Il percorso intrapreso da questo gargantuesco mostro
ricalca in maniera fedele quello già seguito nei confronti
della musica, che solo ora, lentamente, sta cercando di
difendersi dai vari "peer to peer" che hanno
letteralmente divorato le etichette.
Per
quanto riguarda il cinema, invece, il discorso è un po'
diverso, perché oltre ai vari E-Mule e i Torrent di turno,
adesso si è improvvisamente aperto anche il mercato
dell'affitto. "Netflix" è lo spauracchio numero
uno: il sistema che sta facendo chiudere di fatto i
Blockbuster americani dalla California a Times Square, con una
velocità impressionante, vantando già oltre 15 milioni di
utenti. Il meccanismo è facile: un utente sottoscrive un
abbonamento mensile dal costo variabile (dai 6 ai 30 dollari -
per intenderci un massimo di 22 euro a oggi) e riceve a casa
(in affitto) i film che scelto on -line, uno dopo l'altro.
Insomma: servizio a domicilio. Ma qual è il reale vantaggio
di Netfilx? Probabilmente sono due le ragioni del successo: la
spedizione a domicilio, per l'appunto, e i costi ridotti.
Affittare un film in una catena di videonoleggio
internazionale ha un costo medio di 4 euro (per due giorni).
Di conseguenza, affittarne dieci al mese fa toccare i 40 euro
(e stiamo tralasciando il famoso gelato di cui sopra, che
porterebbe, nell'arco della mensilità, il costo almeno a
50-60 euro). Il che, forse, ci aiuta a spiegare in parte il
piccolo miracolo di cui sono stati capaci molti negozi privati
di video-noleggio, che riescono ancora a campare, a grazie a
costi ridotti, film molto difficili da trovare, ma soprattutto
re-inventandosi, diventando polifunzionali e multi-mediatici,
allargando il proprio mercato con PC, telefonia, videogiochi.
A tutto ciò si aggiunge la moda. Sì, perché le economie
sono cicliche (come aveva suggerito tempo addietro tale Karl
Marx) ma soprattutto, più di qualunque altra cosa, le
abitudini cambiano. E chissà che dopo un secolo di cinema e
vent'anni di affitto-cassette-dvd-echipiùnehapiùnemetta, la
società non stia veramente muovendo passi verso un futuro
"anti-sociale", che ci vedrà tutti a casa a
guardare il nuovo film in uscita, direttamente a domicilio,
piuttosto che uscire, cercare posto vicino al cinema, magari
prendersi due gocce di pioggia, e fare la fila al botteghino,
chiudendo con la solita, intramontabile frase: "sono
buoni i posti, sì?!".
Chissà
se internet, un giorno, cancellerà anche questo.
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