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ARRIVA ANCHE
IN ITALIA LA LIBERALIZZAZIONE DEL WI-FI
Nella stazione della metropolitana londinese di Charing Cross
è partita una sperimentazione che riguarda il libero accesso
alla rete Wi-Fi per tutti i pendolari che si trovano ogni
giorno a passare per la stazione. L?azienda BT, specializzata
in telecomunicazioni e sponsor, assicura che prima delle
Olimpiadi del 2012 previste nella capitale inglese, sarà
possibile accedere alla rete lungo il 95% di tutta la London
Underground.
A Berlino già da qualche tempo, nel centro città, chiunque
può navigare in rete, lo stesso avviene a Parigi; anche nelle
favelas brasiliane grazie al progetto chiamato ?inclusione
digitale? sono state installate 16 antenne capaci di
diffondere il segnale a banda larga ad un totale di circa
170mila persone.
In Italia tutto ciò non si è ancora verificato a causa delle
misure adottate nel Decreto Pisanu del 2005. Le misure
previste dal Decreto stabilivano che qualora un locale
pubblico si fosse dotato di una rete Wi-Fi, l?utilizzo per gli
utenti potesse avvenire soltanto previa registrazione di dati
personali, esibendo quindi un documento di identità in cambio
di una password. Ciò rientrava nelle misure antiterrorismo
adottate in seguito agli attentati terroristici avvenuti
proprio nella metropolitana di Londra e nelle stazioni
ferroviarie madrilene. In realtà l?Italia è l?unico paese
che ha adottato misure restrittive sul Wi-Fi. Grazie all?identificazione
dell?utente ed alla registrazione del traffico web è
possibile controllare l?utilizzo di internet nei luoghi
pubblici e prevenire azioni terroristiche ma anche fenomeni
come la pedopornografia o le truffe.
Come è ovvio ciò ha rallentato in qualche maniera il
processo di ammodernamento tecnologico che tutte le grandi
città europee e non solo stanno conseguendo con successo. Nel
nuovo pacchetto sicurezza varato in questi giorni il Ministro
degli Interni Roberto Maroni ha annunciato la modifica del
decreto Pisanu, che permetterà dall?inizio del 2011 di
avviare quell?opera di liberalizzazione del Wi-Fi da più
parti auspicata. Sia ben chiaro, si tratta di un disegno di
legge che dovrà essere ancora approvato dal Parlamento e che
rimanda ai dettagli su alcune restrizioni che rimarranno in
vigore, ai ministeri dello Sviluppo Economico, Innovazione e
Interno.
Nonostante buona parte degli addetti ai lavori abbiano accolto
con favore tale proposta c?è anche una posizione più
scettica da riportare: Pietro Grasso, procuratore nazionale
antimafia, avverte del rischio che questo provvedimento renda
impossibile per la Polizia Postale di rintracciare i crimini
che avvengono per vie telematiche, ad oggi circa 16mila, con
la possibilità che ad un terrorista possa essere sufficiente
accostare la propria automobile in prossimità ad un bar con
una rete libera per svolgere le proprie attività illecite.
Una riflessione è però necessaria; nel nuovo pacchetto
sicurezza si parla infatti della fine della costosa
sperimentazione della Carta d?Identità elettronica e la sua
introduzione definitiva anche per i neonati. Dentro di essa
saranno contenuti molti più dati a partire dal codice fiscale
fino alle impronte digitali ma sarà presente anche un codice
personale, il cosiddetto Pin che si utilizza per i cellulari o
per le carte di credito. Forse il punto d?incontro tra chi ha
a cuore in primis la sicurezza e i fautori di una
modernizzazione tecnologica del paese risiede proprio in
questa soluzione. Tutto da verificare rimarrebbe invece il
rispetto della privacy dei cittadini e degli utenti.
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