MultiMedia

Magazine di informazione sui  nuovi media, media digitali, multimedialità, audiovisivi,  information architecture     

Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
 
rivistarch.gif (8404 byte)

home
chi siamo
 
associatevi
 
 

 
 Gli Annali articoli e saggi libri slides tesi documentazione normativa formazione    
numeri precedenti  
MultiMedia Magazine 
Attualità

 

MultiMedia 15 dicembre 2010  n. 49

VIBER

di Daniele Giuliani

 

 

Il futuro sta cambiano. O meglio: sta correndo verso di noi ad una velocità straordinaria, bruciando le tappe e urlando al cielo la propria voglia di essere “presente”. Il mondo della tecnologia (e non solo) è stato, negli ultimi anni, rivoluzionato dall’avvento degli smart phone. Dopo l’uscita dei primi Blackberry, la Apple ha sbancato il mercato internazionale con il famigerato iPhone, vero e proprio punto di riferimento polifunzionale, che ha rapidamente conquistato milioni di utenti.

La grandissima dote dell’iPhone, oltre al divertente e preciso touch screen, è la possibilità di essere personalizzato a piacimento, con migliaia di applicazioni, che rendono la vita del proprio telefonino brillante, divertente, aggiornata, ma soprattutto in costante evoluzione.

E a quattro anni dalla nascita del piccolo gioiello di famiglia, ecco che mamma Apple ha sfornato un’applicazione dalle potenzialità devastanti, che promette a tutti di cambiare il mercato della telefonia e non solo: Viber.

E’ facile: si tratta di un client per effettuare telefonate VoIP ( = GRATUITE) tra gli utenti iscritti al servizio senza costi aggiuntivi se non il proprio piano dati.

        

Viber punta al massimo sulla semplicità utilizzando un'interfaccia molto simile a quella dell'applicazione telefonica del cellulare della Mela, offrendo rubrica, preferiti, log delle chiamate e segnalazione delle chiamate perse. Nella rubrica vengono evidenziati i contatti con cui è possibile comunicare tramite Viber, caso in cui la chiamata viene instradata su VoIP, ma anche tutti gli altri contatti che possono essere invitati oppure chiamati tramite l'applicazione telefonica classica.

Unico neo: un lag di 2-3 secondi che in casi di chiamate urgenti potrebbe penalizzare e non poco la comunicazione.

Viber usa il numero telefonico come identità dell’utente, ma soprattutto non richiede nessun log-in, semplificando quindi tutto il percorso di accesso e utilizzo.

Ma non è tutto oro quel che luccica. Viber, infatti, salva nel proprio server tutti i nomi e i numeri in rubrica dell’utente che si iscrive, in modo da informarlo quando uno dei suoi contatti scarica l’applicazione, o in modo da fornire un elenco di tutte le persone che già hanno scaricato questa app (gratuita!).

Questo cosa comporta? Semplice: Viber ha nei propri database tutti i dati e i numeri di telefono non solo di chi ha scelto di scaricarlo, ma anche di chi ha un amico che lo ha fatto. Certo, il servizio garantisce sulla privacy, è vero. E mette in guardia l’utente con una di quelle informative lunghe chilometri, che nessuno ha mai voglia di leggere. A questo punto i dietrologi leggeranno complotti internazionali atti ad insediare la libertà del cittadino. I gestori telefonici, invece, scrutano le forme di un nemico incombente, che giura di far crollare i loro fatturati. E Viber? Come si difende? Semplice: attacca. Allarga il proprio giro d’affari e promette di diventare accessibile anche ad altri sistemi operativi, ergo ad altri palmari.

Gli utenti, per ora, guardano a questo Leviatano con occhi incuriositi, e la moda compie il passo decisivo. Migliaia di utenti acquisicono l’applicazione ogni giorno. Vedremo, col tempo, quanti realmente la useranno, risparmiando molto denaro.

Ci si guarda intorno, insomma, e si scorgono nuovi orizzonti comunicativi.

Non c’è più il futuro di una volta.

 

 

>>top

Valid HTML 4.01!ricerca con google