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Il futuro sta
cambiano. O meglio: sta correndo verso di noi ad una velocità
straordinaria, bruciando le tappe e urlando al cielo la
propria voglia di essere “presente”. Il mondo della
tecnologia (e non solo) è stato, negli ultimi anni,
rivoluzionato dall’avvento degli smart phone. Dopo
l’uscita dei primi Blackberry, la Apple ha sbancato il
mercato internazionale con il famigerato iPhone, vero e
proprio punto di riferimento polifunzionale, che ha
rapidamente conquistato milioni di utenti.
La
grandissima dote dell’iPhone, oltre al divertente e preciso
touch screen, è la possibilità di essere personalizzato a
piacimento, con migliaia di applicazioni, che rendono la vita
del proprio telefonino brillante, divertente, aggiornata, ma
soprattutto in costante evoluzione.
E a quattro
anni dalla nascita del piccolo gioiello di famiglia, ecco che
mamma Apple ha sfornato un’applicazione dalle potenzialità
devastanti, che promette a tutti di cambiare il mercato della
telefonia e non solo: Viber.
E’ facile: si tratta di un
client per effettuare telefonate
VoIP ( = GRATUITE) tra gli utenti iscritti al servizio senza
costi aggiuntivi se non il proprio piano dati.
Viber punta al massimo sulla semplicità utilizzando un'interfaccia molto
simile a quella dell'applicazione telefonica del cellulare
della Mela, offrendo rubrica, preferiti, log delle chiamate e
segnalazione delle chiamate perse. Nella rubrica vengono
evidenziati i contatti con cui è possibile comunicare tramite
Viber, caso in cui la chiamata viene instradata su VoIP, ma
anche tutti gli altri contatti che possono essere invitati
oppure chiamati tramite l'applicazione telefonica classica.
Unico neo: un
lag di 2-3 secondi che in casi di chiamate urgenti potrebbe
penalizzare e non poco la comunicazione.
Viber usa il
numero telefonico come identità dell’utente, ma soprattutto
non richiede nessun log-in, semplificando quindi tutto il
percorso di accesso e utilizzo.
Ma non è
tutto oro quel che luccica. Viber, infatti, salva nel proprio
server tutti i nomi e i numeri in rubrica dell’utente che si
iscrive, in modo da informarlo quando uno dei suoi contatti
scarica l’applicazione, o in modo da fornire un elenco di
tutte le persone che già hanno scaricato questa app
(gratuita!).
Questo cosa
comporta? Semplice: Viber ha nei propri database tutti i dati
e i numeri di telefono non solo di chi ha scelto di
scaricarlo, ma anche di chi ha un amico che lo ha fatto.
Certo, il servizio garantisce sulla privacy, è vero. E mette
in guardia l’utente con una di quelle informative lunghe
chilometri, che nessuno ha mai voglia di leggere. A questo
punto i dietrologi leggeranno complotti internazionali atti ad
insediare la libertà del cittadino. I gestori telefonici,
invece, scrutano le forme di un nemico incombente, che giura
di far crollare i loro fatturati. E Viber? Come si difende?
Semplice: attacca. Allarga il proprio giro d’affari e
promette di diventare accessibile anche ad altri sistemi
operativi, ergo ad altri palmari.
Gli utenti,
per ora, guardano a questo Leviatano con occhi incuriositi, e
la moda compie il passo decisivo. Migliaia di utenti
acquisicono l’applicazione ogni giorno. Vedremo, col tempo,
quanti realmente la useranno, risparmiando molto denaro.
Ci si guarda
intorno, insomma, e si scorgono nuovi orizzonti comunicativi.
Non c’è più
il futuro di una volta.
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