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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
Tra i fili d'erba
Letizia Cortini
  Omaggio alla natura e alla primavera e alla capacità di cercare tra i fili d'erba, là dove le piccole cose possono essere più nascoste. Il pennino rimanda alla scrittura e alla poesia.
 
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MultiMedia 15 ottobre 2005  n. 1 
tRa CINEMA E TEATRO...
di Letizia Cortini

“Il problema di soddisfare questa quotidiana sete di spettacoli, che ormai ha il popolo, è riuscito per ora a risolverlo soltanto il cinematografo. Se si vuole  che anche il teatro di prosa lo risolva, nelle condizioni in cui ormai è venuto a trovarsi in confronto con quello, bisognerà studiare se non sia il caso di prendere dapprima quei provvedimenti che già alcune nazioni hanno preso col limitare a uno solo e a ora fissa lo spettacolo serale dei cinematografi. Si verrebbe così a mettere il teatro di prosa in condizioni, non di vantaggio, ma almeno di parità nella concorrenza […], senza il vantaggio per il cinematografo d’avvalersi della riproduzione meccanica dello stesso spettacolo che, almeno fintanto che il cinematografo non trova – com’è nei voti di tutti – una sua propria espressione artistica, è fatto non poche volte a spese del teatro.”.

Sono parole di Luigi Pirandello, pronunciate in veste di Presidente del IV convegno internazionale Volta, dedicato a Il teatro drammatico, organizzato dalla fascista Accademia d’Italia, a Roma nell’ottobre 1934.

La prima seduta del convegno è dedicata al tema: “Condizioni del teatro drammatico in confronto con gli altri spettacoli (Cinema, Opera, Radio, Stadii).” Le relazioni e le discussioni infervorate che seguono ruotano soprattutto intorno al rapporto tra cinema e teatro, in un periodo in cui si ritiene che la crisi di consenso da parte del pubblico, attraversata dal teatro di prosa non solo in Italia, sia da attribuire alla diffusione del cinematografo. Curioso veramente il tenore del dibattito che si scatena durante questa prima seduta, sulla falsariga di altrettante discussioni, analisi, diagnosi e proposte, che avverranno alcuni decenni dopo, quando, quasi per contrappasso, si attribuirà alla diffusione della televisione la crisi del cinema.

Se tale dibattito vi incuriosisce, vi segnaliamo delle fonti, probabilmente poco conosciute, particolarmente interessanti per temi di studio e ricerca quali Pirandello e il cinema,  cinema e letteratura, intellettuali e fascismo, fascismo e propaganda, nuove tecnologie e forme di spettacolo. Gli atti del convegno sono tuttora reperibili presso l’Accademia Nazionale dei Lincei: Reale Accademia d’Italia – Fondazione Alessandro Volta, Convegno di Lettere 8-14 ottobre 1934 – XII, Tema: Il teatro drammatico, Roma 1935. Risulta inoltre inesplorata la documentazione d’archivio relativa alla preparazione di questo convegno, conservata presso l’archivio storico dell’Accademia dei Lincei, Fondo Reale Accademia d’Italia, Serie Convegni Volta. Si tratta di documentazione che riserva non poche sorprese, a cominciare da alcune già indicate da chi scrive nelle voci redatte per il sito delle celebrazioni lincee alla pagina: http://www.lincei-celebrazioni.it/volta/i4conv_volta.html.  Negli atti, per esempio, non risulta la preoccupazione, tutta politica, espressa in lettere riservatissime da accademici ligi al regime, indirizzate al cancelliere dell’Accademia, relativa a presunte intenzioni di Pirandello e di altri partecipanti di intervenire al convegno in modo polemico nei confronti soprattutto del cinema. Preoccupazione che porterà a un intervento di Benito Mussolini sulla questione, in un momento in cui il cinema, la radio e le manifestazioni sportive sono gli strumenti per eccellenza della propaganda fascista.

Altro dato interessante è quello relativo ai partecipanti al convegno: drammaturghi, critici letterari e teatrali, scenografi, architetti, artisti, registi, attori, letterati di tutto il mondo, in particolare dei paesi europei, invitati senza distinzione di religione, nazionalità, idee politiche e ideologie. Tra i nomi illustri figurano: l’architetto tedesco Walter Gropius, il drammaturgo francese Denys Amiel, il regista, scenografo e attore inglese Sir Edward Gordon Craig, il drammaturgo e romanziere tedesco Gerhart Hauptman, il pittore italiano Enrico Prampolini, il romanziere austriaco Stefan Zweig, l’architetto olandese H. Th. Wijdeveld, il poeta e drammaturgo irlandese William Butler Yeats, il poeta spagnolo Federico Garcia Lorca, il regista cinematografico Giovacchino Forzano, lo scrittore inglese W. Somerset Maugham, l’artista futurista Filippo Tommaso Marinetti, già segretario del convegno.

Purtroppo non tutti hanno potuto partecipare. E’ il caso, tra altri, del drammaturgo e romanziere Stefan Zweig, di religione ebraica, invitato anche nel 1932 al convegno Volta dedicato all’Europa. Già in quella occasione l’invito aveva suscitato le reazioni della stampa fascista. Nel 1934, Luigi Pirandello in persona si rivolge a Benito Mussolini per avere il consenso a formalizzare l’invito. Permesso evidentemente accordato dal duce, dal momento che Zweig risulterà tra i partecipanti. Lo scrittore austriaco, in realtà, non potrà venire in Italia, perché colpito, nella Germania nazista, dai provvedimenti contro gli artisti ebrei.

 
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