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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
 
 
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MultiMedia 1 novembre 2005  n. 3
Fonti museali in biblioteca: il “Museo di curiosità” e la Biblioteca Vallicelliana
di Laura Lanza

Collezionista, elemosiniere pontificio, dilettante di architettura, il padre oratoriano Virgilio Spada lasciava, nel 1662, alla Congregazione dell’Oratorio di Roma un “Museo di medaglie e curiosità varie”. Ispirato ad una concezione universale del sapere dove si incontrano scienza e arte, il museo Spada, composto da oggetti sacri e profani (antiquaria), oggetti appartenenti al mondo minerale, vegetale, animale (naturalia), strumenti fisici e astronomici (instrumenta), supera le “camere di meraviglia” cinquecentesche per rivolgersi a più “moderne” indagini conoscitive.

 Di dimensioni ridotte rispetto al Museo costituito al Collegio Romano, negli stessi anni, dal gesuita Athanasius Kircher, meno specializzato di quello che il collezionista Cassiano dal Pozzo aveva allestito nella sua casa romana di Via dei Chiavari, il Museo di Virgilio Spada, custodito in alcuni locali della Biblioteca Vallicelliana, conservava materiali finalizzati alla ricerca storiografica, archeologica e agiografica dei padri oratoriani.

 Nel 1881 il Regio Commissariato per la liquidazione dell’asse ecclesiastico distribuì, secondo la concezione positivistica del tempo, la raccolta in diversi istituti romani; soltanto una parte della collezione rimase in possesso della Biblioteca Vallicelliana dove è ancora oggi conservata.

Si tratta di materiale eterogeneo costituito da fossili, monili, strumenti astronomici (tra questi un orologio solare in legno dipinto), calchi di medaglie, monete cinesi, oggetti particolari come una canna di bambù istoriata con la figura di San Filippo Neri e una coppa persiana in bronzo, cere e intagli.

Tra questi ultimi si segnalano Cristo al Sepolcro e Cristo al Limbo, due eccezionali pezzi in terracotta di Valerio Belli; fra le cere va ricordato il Rilievo di Ippolita Gonzaga eseguito da Leone Leoni.

 

La collezione di Virgilio Spada è stata studiata da Giuseppe Finocchiaro che nel 1999 ha pubblicato Il Museo di curiosità di Virgilio Spada, una raccolta romana del Seicento, edito da Palombi.

 

 

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