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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
 
 
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MultiMedia 30 marzo 2007 n. 25
ERNESTO DANIO, STORIA DI UMANA ANARCHIA
di Laura Lanza
 

Il 24 marzo si è tenuto nel comune di Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno, un convegno su Ernesto Danio.
La manifestazione, promossa dal Comune, come ha illustrato il sindaco Roberto Marrazzo nel suo intervento, è la prima di una serie di eventi e di incontri culturali organizzati per celebrare i duecento anni della fondazione del Comune avvenuta con decreto di Giuseppe Bonaparte il 18 ottobre 1886.
Anarchico, nato a Pagani nel 1880, Ernesto Danio, segretario della Lega dei cestai, diviene presto oggetto di indagini per l’attività di propaganda politica e sindacale svolta tra gli operai.
Giuseppe Galzerano, editore e storico dell’anarchia, racconta Danio “cittadino del mondo” e ne ricorda le vicende biografiche e il periodo storico che ha fatto da sfondo alla sua attività politica: la prima condanna per partecipazione a manifestazioni politiche avvenuta nel 1917, la denuncia per la diffusione del quotidiano Umanità Nova, le accuse di traffico di esplosivi, di falsificazione di documenti, di porto abusivo d’armi, l’inizio della clandestinità in Francia.
E ancora il confino a Lipari dove conosce Ferruccio Parri, la ripresa della lotta politica e sindacale e della clandestinità: a Parigi frequenta la sede della Concentrazione antifascista, il movimento Giustizia e Libertà e ha contatti con Emilio Lussu; a Barcellona con Guglielmo Gennari e Pietro Foglio tenta di preparare un attentato in Italia; è poi a Tunisi e ancora in Francia dove si rifugia con il nome di Mario Duval. Qui apprende della morte del figlio Anarciso, ucciso dalla milizia fascista mentre tenta di raggiungerlo clandestinamente.
Espulso dalla Francia, si trasferisce a Gandia, in Spagna, dove vive vendendo mandorle e nocciole prima di partecipare alla Guerra di Spagna come militante nella brigata “6 ottobre” e, in seguito, nella Milizia rossa.
Nel 1945, tornato a Sant’Egidio, si adopera presso Ferruccio Parri, allora Presidente del Consiglio, perché Sant’Egidio, accorpato al comune di Angri dal governo fascista, torni ad essere autonomo.
Tra gli interventi: Alfonso Tortora dell’Università di Salerno ha illustrato gli eventi storici dell’Agro Nocerino-Sarnese durante il Ventennio, mentre contributi di memoria e di ricerca sono dovuti a Nunzia Gargano dell’Università di Salerno e a Salvatore Silvestri.
Raffaele Aufiero ha, infine, illustrato i principi ispiratori di una mostra virtuale che, attraverso la riproduzione digitale di carte d’archivio conservate nell’Archivio Centrale dello Stato (Fondo Confinati Politici, Busta 314 e Fondo Casellario Politico Centrale, Busta 1614), documenta la storia e l’attività politica di Ernesto Danio nel periodo fra le due guerre. Per informazioni sugli sviluppi di questa interessante iniziativa contattare direttamente il comune di Sant’Egidio del Monte Albino.

 
 
 
 

 

   

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