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Le
inserzioni pubblicitarie pubblicate sulle riviste illustrate
della fine dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento,
sono divenute una fonte preziosa di informazione
per lo studio della storia del costume, dell’economia,
della comunicazione.
Significativo il caso de
L’illustrazione italiana, rivista fondata da Emilio
Treves nel 1873 e pubblicata per tutto il secolo
successivo, seppure variando nel corso degli anni editore,
formato e periodicità.
L’Illustrazione
è, infatti, il primo
“foglio illustrato” italiano che rende disponibile il
proprio spazio per “annunzi e avvisi” e, dal 1877,
organizza una intera pagina dedicata alla pubblicità. Qui
è segnato il percorso promozionale intrapreso da piccole e
grandi aziende, italiane e straniere.
A volte, la pubblicità è
legata a eventi di cronaca (che per noi costituiscono
importanti frammenti di storia) o a note personalità della
vita artistica, culturale e politica dell’epoca.
La notizia pubblicitaria
più conosciuta si riferisce alla “Poltrona-letto-lettiga
presentata a Garibaldi il 6 Novembre 1880 dal sig.
Ferdinando Baldinelli Stabilimento ortopedico”, pubblicata
il 5 dicembre dello stesso anno su L’Illustrazione:
“L’egregio dottor Prandina di ritorno da Caprera […]
accennava al nostro concittadino Baldinelli, fabbricante
in strumenti chirurgici e ortopedico, come pei mali che
affliggevano l’illustre uomo si doveva meccanicamente
provvedere a qualche altra invenzione. Al Baldinellli
venne il pensiero di occuparsi a soddisfare tale bisogna e
incaricò il Signor G. Pessina, impiegato ferroviario di
formulare un progetto di poltrona-letto-lettiga, che
servisse sia come mobile da salotto, sia come mezzo di
trasporto in viaggio”. Baldinelli mise a disposizione “i
migliori operai del suo stabilimento” e, alla
presentazione del dono Garibaldi dichiara “dopo averne
fatta la prova, che non ha mai trovato un letto migliore”.
(L’immagine della poltrona di Garibaldi è riprodotta sul
sito della società Farma Express, all’indirizzo:
http://www.farmaexpress.it/)
Negli anni del
colonialismo italiano, non è raro trovare vignette
pubblicitarie con le immagini di giovani africani che
presentano il prodotto reclamizzato: Peptone di carne
Kemmerick (1891), Amaro Salus Antonio Vaccari (1903,
1906).
Durante
il primo conflitto mondiale la pubblicità si associa
frequentemente alla propaganda di guerra.
Per vendere il loro
prodotto alcune case produttrici di penne da
scrivere sfruttano l’immagine dei soldati al
fronte: “Parker Pen, la migliore penna oggi esistente,
l’unica automatica al mondo […] che si può tenere in
qualunque posizione senza bisogno di ganci o clips”
(1917); “Regalate ai vostri soldati una Waterman’s Ideal
Fountain Pen! La penna sempre pronta a scrivere 20.000
parole senza rinnovare l’inchiostro” (1916).
Ad un pubblico femminile è
diretto l’invito della casa francese A. Séguin,
produttrice di acqua di colonia: “Il dovere di tutti in
tempo di guerra è l’unione perfetta, l’assoluta fedeltà
tra gli Alleati. Anche scegliendo gli oggetti di teletta
dobbiamo, signore, dimostrare la nostra lealtà dando la
preferenza ai nostri amici. Abbiamo solo da rallegrarci
adottando per l’uso quotidiano la celebre Eau de cologne
Séguin, acqua di marca, ottima, prettamente francese, che
diviene la favorita di tutte le signore latine, inglesi e
americane” (1918).
Infine, il consiglio per
brindare ad un successo: “Gancia lo spumante della
vittoria italiana” (1917).
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