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Sullo sfondo delle
capitali della moda in Italia e nel mondo (Firenze, Milano,
Roma, Parigi, Londra, Anversa, New York, Tokyo), il progetto
si propone una coraggiosa ricognizione del Sistema Moda
attraverso la conoscenza e la salvaguardia degli archivi, vere
miniere di informazioni per la ricostruzione della storia di
molte aziende del settore. Un’attività di ricerca, censimento
e informatizzazione degli archivi sarà affiancata da seminari
di studi in varie regioni italiane (Lombardia, Toscana, Lazio,
Piemonte, Puglia, Veneto, Campania), al fine di far emergere
le diverse specificità territoriali e rendere fruibile un
ampio ventaglio di fonti finora inesplorato.
Gli aspetti creativi,
estetici ed artigianali fa degli archivi della moda una
tipologia speciale e una preziosa testimonianza di un campo in
cui il talento inventivo e imprenditoriale italiano ha saputo
eccellere a livello mondiale.
Essi si sono formati a
partire dal secondo dopoguerra, col successo internazionale
delle case di moda e di accessori italiane negli anni ’50. In
tale accezione, gli “archivi della moda” non sono solo
raccolte di documenti cartacei tradizionali formati e ricevuti
da un soggetto, ma una parte ormai rilevante, per la sua
importanza culturale ed economica, del patrimonio archivistico
italiano.
Infatti essi comprendono
diversi altri documenti iconografici, come disegni, foto,
filmati e audiovisivi, nonché campioni di materiali prodotti
(p. es. tessuti) o usati e sono spesso associati a raccolte di
prodotti originali finiti (abiti, calzature, ecc.) coevi.
Negli ultimi anni si è
andata consolidando, negli operatori e nel pubblico
interessato, la consapevolezza della moda come sistema
culturale avente una sua consolidata dimensione storica.
Gli stilisti stessi
infatti stanno conservando i loro archivi e vi ricorrono per
il proprio lavoro più spesso di quanto si immagini . Sono nati
così studi sulla storia della moda e la creazione di musei
della moda e di altre istituzioni di valorizzazione.
Studi ancora però
occasionali, infatti non è stata finora portata un’attenzione
più approfondita e specifica anche al modo di organizzarsi
concreto del fenomeno della moda testimoniato dagli archivi
aziendali. Gli archivi della moda del ‘900 e dei distretti
industriali ad essa legati sono, tranne pochi casi, ancora
sconosciuti nella loro ubicazione e consistenza; si tratta di
una lacuna sempre più sentita da storici del settore,
sociologi ed economisti.
L’ Associazione Nazionale
Archivistica Italiana (ANAI) ha promosso, prima in
collaborazione con la Direzione Generale per gli Archivi e poi
con la Direzioni generali per i Beni librari, gli istituti
culturali e il diritto d’autore e la Direzione Generale per
l’Organizzazione e l’innovazione del Ministero per i beni e le
attività culturali, un progetto sistematico per ottenere una
esauriente conoscenza degli archivi e delle altre fonti della
storia della moda e avviare il loro recupero, studio e
valorizzazione. Gli obiettivi del progetto sono quelli di
scoprire, rilevare, far emergere, valorizzare e rendere
fruibile un ampio ventaglio di fonti, finora inesplorato, del
patrimonio archivistico, bibliografico, iconografico,
audiovisivo relativo alla moda, in tutte le sue manifestazioni
.
Il progetto prevede oltre
all’esplorazione delle “città capitali della moda” in Italia e
nel mondo, anche diverse attività:
a) censimento delle
fonti,
che si avvarrà anzitutto
delle soprintendenze archivistiche e delle biblioteche statali
istituzionalmente competenti, ma avrà un più ampio raggio e
consisterà in censimenti e ricerche. Lo scopo è di tracciare
una mappatura più ampia possibile degli archivi e delle fonti
esistenti, intendendo con ciò anche le fonti a stampa, quelle
audiovisive delle cineteche (come Istituto Luce e Cineteca
Nazionale) e orali, e di realizzare così una guida alla
memoria della moda in Italia;
b) organizzazione di
seminari e convegni di studio in città che sono centri di
distretti produttivi legati alla moda e ai suoi accessori.
Oltre Milano (“Editoria e riviste di moda”), Firenze (“Sistema
moda e sistema degli archivi della moda”) e Roma (“Costumi,
moda e spettacolo”), verranno approfonditi specifici distretti
come il comprensorio laniero a Biella, l’arte del corallo e la
sartoria a Napoli, l’industria laniera e la filiera del cuoio
e della calzatura a Venezia e Schio;
c) elaborazione di
linee-guida di un modello di specifica formazione
interdisciplinare degli addetti agli archivi della moda, da
proporre alle scuole operanti nel settore e da realizzare
eventualmente anche in collaborazione con le scuole e gli
istituti del Ministero.
d) pubblicazione, anche in
web, dei risultati intermedi dei censimenti operati su base
territoriale in forma di guide e repertori delle fonti della
storia della moda, così da offrire a operatori e studiosi
strumenti specifici legati ai rispettivi territori;
e) revisione e
rielaborazione di tutti i dati raccolti e loro immissione in
un Portale Tematico realizzato nell’ambito del Sistema
Archivistico Nazionale e strutturato in modo da rendere
disponibili anche gli altri risultati del progetto, come studi
e relazioni presentate ai seminari, e prevedere una successiva
implementazione e connessione con le altre reti informative
archivistiche e bibliotecarie del Ministero per i beni e le
attività culturali, nonché di altri soggetti istituzionali e
del settore.
Il portale on line sarà
perciò dedicato al network di enti e istituzioni che hanno a
cuore la memoria del proprio patrimonio documentario, in tutte
le sue forme (dalle fotografie, ai bozzetti, alla
corrispondenza, ai diari, agli audiovisivi). Su questo portale
verranno pubblicati i risultati del progetto, censimenti e gli
Atti dei seminari, accanto a una mappa ideale e percorribile
degli archivi italiani della moda del ‘900.
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