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  Primo piano MultiMedia 15 gennaio 2009 n. 46

ARCHIVI DELLA MODA DEL ‘900

di Tania Renzulli
L' Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI) ha promosso un progetto triennale, che si fa portavoce di un’esigenza conoscitiva e conservativa verso un’eredità - e un’identità - a rischio di dispersione, ma oggi più che mai elemento vitale per la promozione e l’innovazione del Made in Italy.

Sullo sfondo delle capitali della moda in Italia e nel mondo (Firenze, Milano, Roma, Parigi, Londra, Anversa, New York, Tokyo), il progetto si propone una coraggiosa ricognizione del Sistema Moda attraverso la conoscenza e la salvaguardia degli archivi, vere miniere di informazioni per la ricostruzione della storia di molte aziende del settore. Un’attività di ricerca, censimento e informatizzazione degli archivi sarà affiancata da seminari di studi in varie regioni italiane (Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte, Puglia, Veneto, Campania), al fine di far emergere le diverse specificità territoriali e rendere fruibile un ampio ventaglio di fonti finora inesplorato.

Gli aspetti creativi, estetici ed artigianali fa degli archivi della moda una tipologia speciale e una preziosa testimonianza di un campo in cui il talento inventivo e imprenditoriale italiano ha saputo eccellere a livello mondiale.

 Essi si sono formati  a partire dal secondo dopoguerra, col successo internazionale delle case di moda e di accessori italiane negli anni ’50. In tale accezione, gli “archivi della moda” non sono solo raccolte di documenti cartacei tradizionali formati e ricevuti da un soggetto, ma  una parte ormai rilevante, per la sua importanza culturale ed economica, del patrimonio archivistico italiano.

Infatti essi  comprendono diversi altri documenti iconografici, come disegni, foto, filmati e audiovisivi, nonché campioni di materiali prodotti (p. es. tessuti) o usati e sono spesso associati a raccolte di prodotti originali finiti (abiti, calzature, ecc.) coevi.

Negli ultimi anni si è andata consolidando, negli operatori e nel pubblico interessato, la consapevolezza della moda come sistema culturale avente una sua consolidata dimensione storica.

Gli stilisti stessi infatti stanno conservando i loro archivi e vi ricorrono per il proprio lavoro più spesso di quanto si immagini . Sono nati così  studi sulla storia della moda e la creazione di musei della moda e di altre istituzioni di valorizzazione.

Studi ancora però occasionali, infatti  non è stata finora portata un’attenzione più approfondita e specifica anche al modo di organizzarsi concreto del fenomeno della moda testimoniato dagli archivi aziendali. Gli archivi della moda del ‘900 e dei distretti industriali ad essa legati sono, tranne pochi casi, ancora sconosciuti nella loro ubicazione e consistenza; si tratta di una lacuna sempre più sentita da storici del settore, sociologi ed economisti.

L’ Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI) ha promosso, prima in collaborazione con la Direzione Generale per gli Archivi e poi con la Direzioni generali per i Beni librari, gli istituti culturali e il diritto d’autore e la Direzione Generale per l’Organizzazione e l’innovazione del Ministero per i beni e le attività culturali, un progetto sistematico per ottenere una esauriente conoscenza degli archivi e delle altre fonti della storia della moda e avviare il loro recupero, studio e valorizzazione. Gli obiettivi del progetto sono quelli di scoprire, rilevare, far emergere, valorizzare e rendere fruibile un ampio ventaglio di fonti, finora inesplorato, del patrimonio archivistico, bibliografico, iconografico, audiovisivo relativo alla moda, in tutte le sue manifestazioni .

Il progetto prevede oltre all’esplorazione delle “città capitali della moda” in Italia e nel mondo, anche diverse attività:

 a) censimento delle fonti,

che si avvarrà anzitutto delle soprintendenze archivistiche e delle biblioteche statali istituzionalmente competenti, ma avrà un più ampio raggio e consisterà in censimenti e ricerche. Lo scopo è di tracciare una mappatura più ampia possibile degli archivi e delle fonti esistenti, intendendo con ciò anche le fonti a stampa, quelle audiovisive delle cineteche (come Istituto Luce e Cineteca Nazionale) e orali, e di realizzare così una guida alla memoria della moda in Italia;

 b) organizzazione di seminari e convegni di studio in città che sono centri di distretti produttivi legati alla moda e ai suoi accessori. Oltre Milano (“Editoria e riviste di moda”), Firenze (“Sistema moda e sistema degli archivi della moda”) e Roma (“Costumi, moda e spettacolo”), verranno approfonditi specifici distretti come il comprensorio laniero a Biella, l’arte del corallo e la sartoria a Napoli, l’industria laniera e la filiera del cuoio e della calzatura a Venezia e Schio;

c) elaborazione di linee-guida di un modello di specifica formazione interdisciplinare degli addetti agli archivi della moda, da proporre alle scuole operanti nel settore e da realizzare eventualmente anche in collaborazione con le scuole e gli istituti del Ministero.

d) pubblicazione, anche in web, dei risultati intermedi dei censimenti operati su base territoriale in forma di guide e repertori delle fonti della storia della moda, così da offrire a operatori e studiosi strumenti specifici legati ai rispettivi territori;

 e) revisione e rielaborazione di tutti i dati raccolti e loro immissione in un Portale Tematico realizzato nell’ambito del Sistema Archivistico Nazionale e strutturato in modo da rendere disponibili anche gli altri risultati del progetto, come studi e relazioni presentate ai seminari, e prevedere una successiva implementazione e connessione con le altre reti informative archivistiche e bibliotecarie del Ministero per i beni e le attività culturali, nonché di altri soggetti istituzionali e del settore.

Il portale on line sarà perciò dedicato al network di enti e istituzioni che hanno a cuore la memoria del proprio patrimonio documentario, in tutte le sue forme (dalle fotografie, ai bozzetti, alla corrispondenza, ai diari, agli audiovisivi). Su questo portale verranno pubblicati i risultati del progetto, censimenti e gli Atti dei seminari, accanto a una mappa ideale e percorribile degli archivi italiani della moda del ‘900.

 

 

 

 

 

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