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Alla
fine degli anni Ottanta,
la Direzione Generale
per gli Archivi commissionò al NARA (National Archives
and Records Administration) degli Stati Uniti una
riproduzione dell’archivio in microfilm dell’ACC (Allied
Control Commission) operante in
Italia dal 1943 ai primi del 1947. La rilevanza
di tale documentazione per la storia d'Italia ha indotto
l'Amministrazione archivistica a sostenere un notevole
sforzo economico - quantificabile intorno a 3.280.000
euro - per la microfilmatura.
Nel corso delle complesse e lunghe fasi di realizzazione
delle pellicole, il grande sviluppo delle tecnologie
informatiche ha consentito la produzione di strumenti di
ricerca consultabili on line e, conseguentemente, al
termine della trasposizione digitale dei microfilm sarà
possibile accedere all'intero fondo che sarà
interamente consultabile presso l'Archivio centrale
dello Stato.
Si tratta di un lavoro
di un ventennio, che
ha prodotto circa 14 milioni e mezzo di
fotogrammi in
16 mm
.ora. e presentato durante
la
Giornata
di Studio,
L'Italia e gli Alleati (1943-1954). Fonti archivistiche
e strumenti di ricerca
- che si è tenuta presso l'Archivio centrale
dello Stato di Roma .
La
manifestazione organizzata dalla Direzione generale per
gli Archivi (DGA) è stata un’occasione per promuovere
un confronto tra storici e conservatori di fonti
documentarie su aspetti concernenti il lavoro di coloro
che sono preposti
alla tutela degli archivi contemporanei - sempre piu'
numerosi e diversificati - e di quanti sono chiamati
allo studio ed all'interpretazione dei medesimi archivi.
Introdotta
e coordinata nella sua prima parte da Aldo
G. Ricci, sovrintendente all'Archivio centrale dello
Stato (ACS), la
ricchezza documentaria dell’ACC
è stata illustrata
da Lucilla Garofano
dell’ACS,
mentre Franco
Liberati e Paolo
Buonora dell’Istituto
centrale per la conservazione e il restauro dei beni
archivistici e librari (ICPAL)hanno presentato
le realizzazioni informatiche. L’ICPAL,
di recente costituzione è diretto da Armida
Batori,
che si occupa della applicazione delle tecnologie ai
beni archivistici e librari.
Le
opportunità intrinseche alla rete favoriscono nuove e
più agevoli forme di collaborazione, e nell’ottica di
tale strategia operativa perseguita dal Direttore
generale per gli Archivi
Luciano Scala, è da leggere l’intervento
dei funzionari degli Archivi
nazionali statunitensi Steven
Puglia e James J. Hastings, chiamati ad
illustrare un ambizioso progetto di digitalizzazione di
grandi serie documentarie.
Nel
corso dell’incontro è stato presentato
il catalogo a stampa, edito nelle
collane degli Archivi di Stato, delle 506 pellicole
cinematografiche realizzate in Italia e negli Stati
Uniti dall’United
States Information Service (USIS)
di Trieste,
con il fine di sostenere un’attiva propaganda del
piano Marshall. I film, ritrovati a Trieste e ora
conservati all’Archivio centrale, sono stati oggetto
di un intervento di schedatura, diretto da Ansano
Giannarelli dell’Archivio
audiovisivo del movimento operaio e democratico.
L’USIS – attivo ben oltre il 1954, anno legato alla
restituzione di Trieste all’Italia - e il suo archivio
sono stati oggetto
degli interventi di Giovanna
Tosatti e di Giulia
Barrera, che hanno curato la
pubblicazione del volume.
Le
pellicole cinematografiche e, più in generale, i
prodotti audiovisivi, sono oggi fonti usuali per la
ricerca, affiancati agli archivi tradizionali su
supporto cartaceo. A sottolineare tale aspetto, Antonella
Ottai e Paola
Quarenghi, docenti del
Dipartimento di arti e scienze dello spettacolo dell’Università
di Roma “
La Sapienza
”, che hanno selezionato spezzoni di film
provenienti dall’archivio USIS montandoli con scene
tratte da famosi film italiani degli anni ‘40 e ‘50
della Cineteca dello stesso Ateneo, poi proiettati nel
corso del convegno.
Protagonisti
della Giornata sono stati anche numerosi professori
universitari che hanno avuto modo di usare l’archivio
dell’ACC, o direttamente dall’originale americano, o
dalle copie del microfilm: David
Ellwood ha tracciato un quadro generale
delle problematiche storiche per il periodo 1943-1954; Tommaso
Piffer sul tema dei partigiani
attraverso fonti italiane e anglo-americane; Gabriella
Gribaudi sugli Alleati a Napoli; Umberto
Gentiloni Silveri sugli Alleati e i
bombardamenti a Roma; Ruggero
Ranieri sui beni culturali nell’Italia
occupata. Claudio
Pavone
ha coordinato gli interventi cooaudiuvato da Gabriella
Gribaudi .
Si è
guardato poi alle prospettive future - sotto il
profilo tecnologico – di un utilizzo on
line sempre più funzionale delle fonti
audiovisive, attraverso gli interventi di Patrizia
Cacciani dell’Istituto
LUCE, di Pasquale
Santoli delleTeche-RAI,
di Gabriele D’Autilia dellaAAMOD
(Fondazione archivio
audiovisivo del movimento operaio e democratico).
Il
progetto della Giornata di studio è stato curato da Anna
Pia Bidolli e Patrizia
Ferrara, dirigenti presso
la Direzione
generale per gli Archivi
.Gli archivi dell’ACC e dell’USIS
rappresentano un forte contributo alla conoscenza dell’Italia
degli anni della guerra e della ricostruzione
affiancandosi a numerose altre serie documentarie che, l’Archivio
centrale dello Stato, istituto di riferimento per gli
storici contemporaneisti, sta valorizzando anche
attraverso iniziative editoriali.
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