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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
 
 
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MultiMedia 15 febbraio 2009  n. 47

L'Italia e gli Alleati (1943-1954). Fonti archivistiche e strumenti di ricerca

 

di Tania Renzulli

Confronto tra conservatori di fonti documentarie e storici contemporanei intorno alle varie e differenti tipologie di archivi a disposizione dei ricercatori e alle opportunità che le nuove tecnologie informatiche offrono.

Alla fine degli anni Ottanta, la Direzione Generale per gli Archivi commissionò al NARA (National Archives and Records Administration) degli Stati Uniti una riproduzione dell’archivio in microfilm dell’ACC (Allied Control Commission) operante in  Italia dal 1943 ai primi del 1947. La rilevanza di tale documentazione per la storia d'Italia ha indotto l'Amministrazione archivistica a sostenere un notevole sforzo economico - quantificabile intorno a 3.280.000 euro - per la microfilmatura. 

Nel corso delle complesse e lunghe fasi di realizzazione delle pellicole, il grande sviluppo delle tecnologie informatiche ha consentito la produzione di strumenti di ricerca consultabili on line e, conseguentemente, al termine della trasposizione digitale dei microfilm sarà possibile accedere all'intero fondo che sarà interamente consultabile presso l'Archivio centrale dello Stato. 

Si tratta di un  lavoro di un ventennio, che  ha prodotto circa 14 milioni e mezzo di fotogrammi in 16 mm .ora. e presentato durante la  Giornata di Studio, L'Italia e gli Alleati (1943-1954). Fonti archivistiche e strumenti di ricerca  - che si è tenuta presso l'Archivio centrale dello Stato di Roma . 

La manifestazione organizzata dalla Direzione generale per gli Archivi (DGA) è stata un’occasione per promuovere un confronto tra storici e conservatori di fonti documentarie su aspetti concernenti il lavoro di coloro che sono  preposti alla tutela degli archivi contemporanei - sempre piu' numerosi e diversificati - e di quanti sono chiamati allo studio ed all'interpretazione dei medesimi archivi.

 Introdotta e coordinata nella sua prima parte da Aldo G. Ricci, sovrintendente all'Archivio centrale dello Stato (ACS),  la ricchezza documentaria dell’ACC  è stata  illustrata da Lucilla Garofano dell’ACS, mentre Franco Liberati e Paolo Buonora dell’Istituto centrale per la conservazione e il restauro dei beni archivistici e librari (ICPAL)hanno  presentato le realizzazioni informatiche. L’ICPAL, di recente costituzione è diretto da Armida Batori, che si occupa della applicazione delle tecnologie ai beni archivistici e librari. 

Le opportunità intrinseche alla rete favoriscono nuove e più agevoli forme di collaborazione, e nell’ottica di tale strategia operativa perseguita dal Direttore generale per gli Archivi Luciano Scala, è da leggere l’intervento dei funzionari degli Archivi nazionali statunitensi Steven Puglia e James J. Hastings, chiamati ad illustrare un ambizioso progetto di digitalizzazione di grandi serie documentarie. 

Nel corso dell’incontro è stato presentato il catalogo a stampa, edito nelle collane degli Archivi di Stato, delle 506 pellicole cinematografiche realizzate in Italia e negli Stati Uniti  dall’United States Information Service (USIS) di Trieste, con il fine di sostenere un’attiva propaganda del piano Marshall. I film, ritrovati a Trieste e ora conservati all’Archivio centrale, sono stati oggetto di un intervento di schedatura, diretto da Ansano Giannarelli dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico. L’USIS – attivo ben oltre il 1954, anno legato alla restituzione di Trieste all’Italia - e il suo archivio sono stati  oggetto degli interventi di Giovanna Tosatti e di Giulia Barrera, che hanno curato la pubblicazione del volume.

Le pellicole cinematografiche e, più in generale, i prodotti audiovisivi, sono oggi fonti usuali per la ricerca, affiancati agli archivi tradizionali su supporto cartaceo. A sottolineare tale aspetto, Antonella Ottai e Paola Quarenghi, docenti del Dipartimento di arti e scienze dello spettacolo dell’Università di Roma “ La Sapienza ”, che hanno selezionato spezzoni di film provenienti dall’archivio USIS montandoli con scene tratte da famosi film italiani degli anni ‘40 e ‘50 della Cineteca dello stesso Ateneo, poi proiettati nel corso del convegno. 

Protagonisti della Giornata sono stati anche numerosi professori universitari che hanno avuto modo di usare l’archivio dell’ACC, o direttamente dall’originale americano, o dalle copie del microfilm: David Ellwood ha tracciato un quadro generale delle problematiche storiche per il periodo 1943-1954; Tommaso Piffer sul tema dei partigiani attraverso fonti italiane e anglo-americane; Gabriella Gribaudi  sugli Alleati a Napoli; Umberto Gentiloni Silveri sugli Alleati e i bombardamenti a Roma; Ruggero Ranieri sui beni culturali nell’Italia occupata.  Claudio Pavone  ha coordinato gli interventi cooaudiuvato da Gabriella Gribaudi

Si  è  guardato poi alle prospettive future - sotto il profilo tecnologico – di un utilizzo on line sempre più funzionale delle fonti audiovisive, attraverso gli interventi di Patrizia Cacciani dell’Istituto LUCE, di Pasquale Santoli delleTeche-RAI, di Gabriele D’Autilia dellaAAMOD (Fondazione archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico)

Il progetto della Giornata di studio è stato curato da Anna Pia Bidolli e Patrizia Ferrara, dirigenti presso la Direzione generale per gli Archivi .Gli archivi dell’ACC e dell’USIS rappresentano un forte contributo alla conoscenza dell’Italia degli anni della guerra e della ricostruzione affiancandosi a numerose altre serie documentarie che, l’Archivio centrale dello Stato, istituto di riferimento per gli storici contemporaneisti, sta valorizzando anche attraverso iniziative editoriali.  

 

 

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