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Il
sistema DEMOS è stato progettato dalla Regione Lazio,
Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo, in
collaborazione con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni
Popolari e si compone di 29 musei demoetnoantropologici comunali
e privati e di due centri sistema situati presso il Museo di
Roma in Trastevere e il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni
Popolari.
La
caratteristica che accomuna tutti i musei civici è quella di
rappresentare la memoria collettiva delle comunità locali di
cui sono custodi e interpreti. Al fine di contemperare
l’esigenza di autonomia scientifica e gestionale di ciascun
museo con i benefici che derivano dalla cooperazione, si sono
costituite forme associative denominate Reti o Sistemi museali.
La Regione Lazio
, con
la Legge
42/97 “Norme in materia di beni e di servizi culturali nel
Lazio” definisce la natura, i requisiti e le funzioni dei
Sistemi museali. In particolare, l’art. 22 puntualizza i
concetti di organizzazione sistemica tematica e organizzazione
sistemica territoriale.
I Sistemi museali tematici hanno per ambito l’intero
territorio regionale e sono gli strumenti mediante i quali le
singole strutture espositive, omogenee per materia, organizzano,
con il coordinamento della Regione, forme di cooperazione per la
valorizzazione, la divulgazione, lo studio e la ricerca sul tema
di propria pertinenza. A tal fine è stato costituito il Sistema
museale tematico demoetnoantropologico DEMOS che si compone dell’insieme dei musei demoetnoantropologici
di enti locali e di interesse locale del Lazio e di due centri
sistema situati a Roma, presso il Museo Nazionale delle Arti e
Tradizioni Popolari e presso il Museo di Roma in Trastevere.
Si articola, inoltre, in tredici grandi aree tematiche
riferite alle specificità, alle emergenze, alle vocazioni
materiali e immateriali del territorio. Il centro sistema presso
il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari è dedicato
alle tematiche proprie della disciplina, in relazione alle
emergenze del territorio laziale. Il secondo centro sistema,
ospitato dal Museo di Roma in Trastevere, è incentrato sulla
rete dei musei locali, con particolare approfondimento dei
rapporti che legano o hanno legato in passato la città di Roma
con le sue varie realtà locali. La missione del sistema museale
si caratterizza attraverso una rete dei musei e in sintonia con
quelli che sono gli orientamenti più attuali nel settore dei
beni demoetnoantropologici. DEMOS è impostato su aree tematiche
riferite alle specificità, alle emergenze, alle vocazioni
materiali della civiltà contadina o delle tradizioni popolari,
ancor più valorizzate attraverso l'istituzione di nuovi poli a
carattere spiccatamente tematico. Naturalmente il Sistema è
aperto, l'elenco dei musei è periodicamente aggiornato e si
procede alla loro messa in rete. Durante
la Giornata
del DEMOS, tenutosi il 20 gennaio, si è fatto il punto della
situazione, presso il Museo di Roma in Trastevere, che ospita
nei propri locali il Centro Informativo, e realizza una campagna
di documentazione video e fotografica dei musei
demoetnoantropologici regionali.
DEMOS, infatti, come abbiamo detto, offre ai visitatori spazi di
documentazione sui singoli poli e temi del sistema. Nell'ambito
della collaborazione fra
la Regione Lazio
e il Comune di Roma, il Museo di Roma in Trastevere fornisce a
sua volta una documentazione audiovisiva specifica per alcuni
musei. Nell'ottica di un dichiarato impegno etico inscritto
nella vocazione della disciplina, il Sistema intende promuovere
scambi e reciprocità culturali, che possano favorire la
conoscenza e il dialogo interculturale e contribuire alla qualità
della convivenza. "Il Sistema museale tematico DEMOS è
dedicato ai musei demoetnoantropologici del Lazio. Musei che
raccontano forme di vita attraverso tracce materiali e
immateriali delle culture locali. Musei radicati sul territorio,
di cui rappresentano le vocazioni, le peculiarità, le
differenze, nella contemporaneità e nei riflessi del passato
presenti nell'immaginario attuale. Musei che disegnano paesaggi:
campagne, abitati, socialità, stili di vita, espressività".
Il quadro dei musei demoetnoantropologici del Lazio è in
continua evoluzione grazie alla accresciuta consapevolezza
espressa dalle Amministrazioni Locali nella costruzione di
strutture moderne, adeguate agli standard dell'attuale
museologia.” L’iniziativa consente di rivivere il territorio
da un punto di vista strettamente antropologico ampiamente
riconosciuto come bene culturale. Il Sistema, attraverso la rete
dei suoi musei e per il tramite delle professionalità
antropologiche in essi impegnate, si propone di tenere
aggiornato l'indirizzo museologico DEA regionale in sintonia con
gli orientamenti più attuali del settore, allo scopo di poter
rappresentare le vocazioni, le peculiarità e le differenze
nelle forme di vita del territorio, nella contemporaneità oltre
che nel recente passato e nei riflessi del passato presenti
nell'immaginario attuale, secondo quanto già espresso nella
programmazione regionale di settore. Il Centro di documentazione
offre la possibilità di accedere da postazioni videoterminali
sia all'archivio multimediale delle Produzioni Multimediali sia
alla banca dati del Centro Sistema Demos, realizzato in
collaborazione con
la Regione Lazio
, per la valorizzazione e la divulgazione dei musei
demoetnoantropologici regionali. Il Centro Informativo
DEMOS, aperto al pubblico dei visitatori del Museo, è dotato
perciò di vetrine per l’esposizione di materiali
editoriali sul tema specifico, di monitor per la visione di
video e di due postazioni PC per la consultazione della banca
dati multimediale del Sistema. L’Ufficio Produzioni
Multimediali del Museo di Roma in Trastevere ha in corso di
realizzazione una collana di video documentari su i Musei del
Sistema DEMOS. I documentari sono realizzati con l’intenzione
di far rappresentare ai direttori dei Musei del Sistema le
collezioni, le attività culturali e di studio svolte nei
rispettivi ambiti territoriali. I prodotti realizzati vogliono
quindi illustrare e divulgare in maniera efficace, e insieme
sintetica, le finalità e l’opera di conservazione,
valorizzazione e comprensione dei patrimoni delle comunità
locali. Responsabile dell’Ufficio Produzioni Multimediali è Marco Fabiano.
Nel
corso del 2007,
l’Ufficio Produzioni Multimediali ha realizzato i seguenti
video documentari:
Museo della terra – Latera (VT), durata
15’
ca., con la partecipazione di
Fulvia Caruso
e Marco D’Aureli.
Museo della civiltà contadina. Valle dell’Aniene – Roviano (RM), durata
16’
ca., con la partecipazione di Emilio
Di Fazio.
EtnoMuseo Monti Lepini – Roccagorga (LT), durata
21’
ca., con la partecipazione di Vincenzo
Padiglione.
Nel
corso del 2008, sono
stati realizzati i seguenti video documentari:
Museo Gustavo VI Adolfo di Svezia, sez. Il cavallo e l’uomo –
Blera (VT), durata
15’
ca., con la partecipazione di Giulia
Monaci.
Museo della pietra – Ausonia (FR), durata
24’
ca., con la partecipazione di Antonio
Riccio.
Ecomuseo del Litorale Romano (RM), durata
16’
ca., con la partecipazione di
Paolo
Isaja
e Maria Pia Melandri.
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