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 MultiMedia giugno 2009 n. 48

Demos- Sistema Museale Demoetnoantropologico del Lazio: Giornata di studio al Museo di Roma in Trastevere

di Tania Renzulli

Il sistema DEMOS è stato progettato dalla Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo, in collaborazione con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari e si compone di 29 musei demoetnoantropologici comunali e privati e di due centri sistema situati presso il Museo di Roma in Trastevere e il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari.

La caratteristica che accomuna tutti i musei civici è quella di rappresentare la memoria collettiva delle comunità locali di cui sono custodi e interpreti. Al fine di contemperare l’esigenza di autonomia scientifica e gestionale di ciascun museo con i benefici che derivano dalla cooperazione, si sono costituite forme associative denominate Reti o Sistemi museali.   La Regione Lazio , con la Legge 42/97 “Norme in materia di beni e di servizi culturali nel Lazio” definisce la natura, i requisiti e le funzioni dei Sistemi museali. In particolare, l’art. 22 puntualizza i concetti di organizzazione sistemica tematica e organizzazione sistemica territoriale.
I Sistemi museali tematici hanno per ambito l’intero territorio regionale e sono gli strumenti mediante i quali le singole strutture espositive, omogenee per materia, organizzano, con il coordinamento della Regione, forme di cooperazione per la valorizzazione, la divulgazione, lo studio e la ricerca sul tema di propria pertinenza. A tal fine è stato costituito il Sistema museale tematico demoetnoantropologico DEMOS che  si compone dell’insieme dei musei demoetnoantropologici di enti locali e di interesse locale del Lazio e di due centri sistema situati a Roma, presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari e presso il Museo di Roma in Trastevere.  Si articola, inoltre, in tredici grandi aree tematiche riferite alle specificità, alle emergenze, alle vocazioni materiali e immateriali del territorio. Il centro sistema presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari è dedicato alle tematiche proprie della disciplina, in relazione alle emergenze del territorio laziale. Il secondo centro sistema, ospitato dal Museo di Roma in Trastevere, è incentrato sulla rete dei musei locali, con particolare approfondimento dei rapporti che legano o hanno legato in passato la città di Roma con le sue varie realtà locali. La missione del sistema museale si caratterizza attraverso una rete dei musei e in sintonia con quelli che sono gli orientamenti più attuali nel settore dei beni demoetnoantropologici. DEMOS è impostato su aree tematiche riferite alle specificità, alle emergenze, alle vocazioni materiali della civiltà contadina o delle tradizioni popolari, ancor più valorizzate attraverso l'istituzione di nuovi poli a carattere spiccatamente tematico. Naturalmente il Sistema è aperto, l'elenco dei musei è periodicamente aggiornato e si procede alla loro messa in rete.
Durante la Giornata del DEMOS, tenutosi il 20 gennaio, si è fatto il punto della situazione, presso il Museo di Roma in Trastevere, che ospita nei propri locali il Centro Informativo, e realizza una campagna di documentazione video e fotografica dei musei demoetnoantropologici regionali. DEMOS, infatti, come abbiamo detto, offre ai visitatori spazi di documentazione sui singoli poli e temi del sistema. Nell'ambito della collaborazione fra la Regione Lazio e il Comune di Roma, il Museo di Roma in Trastevere fornisce a sua volta una documentazione audiovisiva specifica per alcuni musei. Nell'ottica di un dichiarato impegno etico inscritto nella vocazione della disciplina, il Sistema intende promuovere scambi e reciprocità culturali, che possano favorire la conoscenza e il dialogo interculturale e contribuire alla qualità della convivenza. "Il Sistema museale tematico DEMOS è dedicato ai musei demoetnoantropologici del Lazio. Musei che raccontano forme di vita attraverso tracce materiali e immateriali delle culture locali. Musei radicati sul territorio, di cui rappresentano le vocazioni, le peculiarità, le differenze, nella contemporaneità e nei riflessi del passato presenti nell'immaginario attuale. Musei che disegnano paesaggi: campagne, abitati, socialità, stili di vita, espressività". Il quadro dei musei demoetnoantropologici del Lazio è in continua evoluzione grazie alla accresciuta consapevolezza espressa dalle Amministrazioni Locali nella costruzione di strutture moderne, adeguate agli standard dell'attuale museologia.” L’iniziativa consente di rivivere il territorio da un punto di vista strettamente antropologico ampiamente riconosciuto come bene culturale. Il Sistema, attraverso la rete dei suoi musei e per il tramite delle professionalità antropologiche in essi impegnate, si propone di tenere aggiornato l'indirizzo museologico DEA regionale in sintonia con gli orientamenti più attuali del settore, allo scopo di poter rappresentare le vocazioni, le peculiarità e le differenze nelle forme di vita del territorio, nella contemporaneità oltre che nel recente passato e nei riflessi del passato presenti nell'immaginario attuale, secondo quanto già espresso nella programmazione regionale di settore. Il Centro di documentazione offre la possibilità di accedere da postazioni videoterminali sia all'archivio multimediale delle Produzioni Multimediali sia alla banca dati del Centro Sistema Demos, realizzato in collaborazione con la Regione Lazio , per la valorizzazione e la divulgazione dei musei demoetnoantropologici regionali. Il Centro Informativo DEMOS, aperto al pubblico dei visitatori del Museo, è dotato  perciò di vetrine per l’esposizione di materiali editoriali sul tema specifico, di monitor per la visione di video e di due postazioni PC per la consultazione della banca dati multimediale del Sistema. L’Ufficio Produzioni Multimediali del Museo di Roma in Trastevere ha in corso di realizzazione una collana di video documentari su i Musei del Sistema DEMOS. I documentari sono realizzati con l’intenzione di far rappresentare ai direttori dei Musei del Sistema le collezioni, le attività culturali e di studio svolte nei rispettivi ambiti territoriali. I prodotti realizzati vogliono quindi illustrare e divulgare in maniera efficace, e insieme sintetica, le finalità e l’opera di conservazione, valorizzazione e comprensione dei patrimoni delle comunità locali. Responsabile dell’Ufficio Produzioni Multimediali è Marco Fabiano.

Nel corso del 2007, l’Ufficio Produzioni Multimediali ha realizzato i seguenti video documentari:

Museo della terra – Latera (VT), durata 15’ ca., con la partecipazione di Fulvia Caruso e Marco D’Aureli.

Museo della civiltà contadina. Valle dell’Aniene – Roviano (RM), durata 16’ ca., con la partecipazione di Emilio Di Fazio.

EtnoMuseo Monti Lepini – Roccagorga (LT), durata 21’ ca., con la partecipazione di Vincenzo Padiglione.

Nel corso del 2008, sono stati realizzati i seguenti video documentari:

Museo Gustavo VI Adolfo di Svezia, sez. Il cavallo e l’uomo – Blera (VT), durata 15’ ca., con la partecipazione di Giulia Monaci.

Museo della pietra – Ausonia (FR), durata 24’ ca., con la partecipazione di Antonio Riccio.

Ecomuseo del Litorale Romano (RM), durata 16’ ca., con la partecipazione di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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