|
Si
è concluso da pochi giorni il congresso annuale della FIAF (Fédération
Internationale des Archives du Film), quest’anno ospitato in
Brasile, a São Paulo, dalla Cinemateca Brasileira.
L’evento ha preso avvio il 20 aprile con i meeting
del Comitato Esecutivo e delle tre Commissioni “tematiche” (Tecnica,
Documentazione e Catalogazione, Accesso e Programmazione) e si è poi
articolato nei giorni successivi attraverso incontri, seminari e mostre, a
cui hanno partecipato archivisti di film, storici del cinema, cineasti ed
esponenti dell’industria cinematografica internazionale.
Il
dibattito centrale ha riguardato il futuro delle cineteche nel nuovo mondo
del cinema digitale ed è stato trattato nell’ambito di un seminario
organizzato dalla Commissione Tecnica della FIAF. Sono state affrontate,
in particolare, le questioni etiche, pratiche e tecnologiche legate alla
fase di transizione dai sistemi analogici a quelli digitali, sia in
relazione con i nuovi modi di realizzazione e riproduzione del cinema
“in digitale”, sia analizzando queste nuove tecnologie come mezzo per
preservare, restaurare e rendere più ampiamente accessibile il patrimonio
affidato alla tutela delle cineteche.
Altri workshops hanno toccato tematiche
particolarmente vive ed attuali nel mondo degli archivi di film. La
Commissione Accesso e Programmazione ha organizzato un seminario dedicato
al copyright in relazione con lo status di organizzazioni
no-profit proprio delle cineteche aderenti alla FIAF (l’assenza di scopo
di lucro è infatti condizione fondamentale per l’ammissione alla
Federazione). La discussione ha riguardato, in particolare, la possibilità,
per le cineteche, di negoziare accordi con gli aventi diritto per poter
proiettare i film nelle proprie sale senza dover pagare diritti o, ancora,
di poter dirimere o disporre dei diritti sui film la cui situazione legale
(relativamente ai diritti d’autore o di sfruttamento economico) risulti
inaccessibile, scaduta o non ricostruibile. Il dibattito, grazie al ruolo
autorevole della FIAF, costituisce un passo in avanti nel percorso volto a
far affermare sempre più le cineteche come istituzioni culturali super
partes, di pubblico interesse e, soprattutto, effettivi interlocutori
“alla pari” dell’industria cinematografica.
Il workshop curato dalla Commissione
Catalogazione e Documentazione si è invece occupato delle attività di
digitalizzazione della documentazione non-film conservata all’interno
delle cineteche (foto, manifesti, documenti, etc…). Attraverso le
presentazioni offerte da alcune istituzioni (Pacific Film Archive,
Filmoteca Española, Cinemateca Nacional de Mexico, Cineteca
Nazionale-Roma, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Cinemateca
Brasileira e Kinoteka Bosne I Hercegovine) sono stati descritti i diversi
metodi di digitalizzazione, i software utilizzati, le scelte di
catalogazione e sono stati discussi i modi di collaborazione, realizzati o
realizzabili, di condivisione e di accesso alle collezioni digitalizzate.
Un momento di particolare approfondimento ha poi
riguardato la situazione del patrimonio cinematografico ibero-americano,
in particolare relativamente a progetti condivisi di censimento,
catalogazione e formazione, come ad esempio quello denominato “Biblioci”,
che riguarda la definizione di strumenti di classificazione comuni alle
biblioteche specializzate in cinema, o, ancora, il progetto “Censo e
Inventário Cinematográfico” realizzato in Brasile e Messico dai
rispettivi archivi di film o lo “School on wheels in Latin America”,
che, organizzato direttamente dalla FIAF, promuove la formazione
itinerante degli archivisti di film nei paesi dell’America Latina.
La Cinemateca Brasileira, che ha ospitato il
congresso della FIAF in occasione del proprio 60° anno di attività, ha
impreziosito la celebrazione dell’evento con mostre fotografiche e
retrospettive cinematografiche di particolare pregio, con cui ha
valorizzato il proprio ruolo di istituzione culturale di primo piano a
livello nazionale.
Vale la pena menzionare, per l’originalità, le
mostre fotografiche. La prima, Textile of images: Cinemateca Brasileira,
ha presentato immagini provenienti dall’archivio fotografico della
Cinemateca (tratte da lanterne magiche e da film muti brasiliani),
riprodotte su veli pendenti dal soffitto e, per la parte esposta
all’aperto, su T-shirt stese al sole come bucato ad asciugare. La
seconda, invece, intitolata Matadouro 1994 / Cinemateca 2006, ha
mostrato, attraverso le foto scattate dal fotografo Nelson Kon, le fasi
della ristrutturazione dell’attuale sede della Cinemateca Brasileira,
risultato pregevole del recupero architettonico del mattatoio comunale
caduto in abbandono, di cui sono stati valorizzati gli aspetti di
archeologia industriale ed è stata sottolineata la transizione da luogo
di morte a luogo vitale della memoria.
Tra i numerosi altri eventi è il caso di citare, tra
le retrospettive cinematografiche, la mostra intitolata “Lost and
Found”, costituita da film ritenuti perduti e ritrovati (e
restaurati a cura della Cinemateca Brasileira e di altre cineteche FIAF) e
l’omaggio dedicato al maestro del Cinema Novo brasiliano, Joachim Pedro
De Andrade, la cui opera è stata oggetto di restauro integrale, con
tecnologia digitale, da parte della Cinemateca Brasileira.
Ai seminari e alle mostre si sono affiancate le
attività istituzionali degli organismi della FIAF e cioè le riunioni del
Comitato Esecutivo, quelle del Comitato Editoriale del Journal of Film
Preservation (rivista della FIAF), fino all’Assemblea Generale dei
delegati delle cineteche, che si è tenuta il giorno 29 aprile e che ha
concluso i lavori.
Il prossimo appuntamento è ora al 2007, quando il
congresso si terrà a Tokyo e avrà, come tema principale, il trattamento
(conservazione, preservazione e restauro) dei film su formati “altri”
rispetto ai più diffusi 35 e 16mm.
Per maggiori informazioni sul Congresso FIAF di São
Paulo: www.fiafnet.org; www.cinemateca.com.br.
|
|