|
A pochi mesi di distanza dalla decisione
delle sei maggiori major Statunitensi di permettere
che i film siano scaricabili on-line dopo soli 45 giorni
dall’uscita nelle sale e contemporaneamente alla commercializzazione
su supporto DVD, i principali rappresentanti dell’industria
cinematografica Europea si affacciano allo scenario
della convergenza tra cinema e Internet per sfruttarne
il potenziale economico con un messaggio analogo. L’occasione
è offerta dall’iniziativa legislativa della Commissione
Europea di pubblicare una Carta Europea dei film on-line.
Per il quarto anno consecutivo la Commissione
Europea prende parte al festival di Cannes e quest’anno
lo fa in maniera veramente innovativa, dedicandosi al
tema, scottante, dell’accesso on-line alle opere cinematografiche.
L’obbiettivo, triplice, è di promuovere la circolazione
del cinema europeo, sostenere l’innovazione tecnologica
e combattere la pirateria. Durante lo Europe Day del
Festival del cinema di Cannes, i diciotto principali
rappresentanti dell’industria cinematografica e dei
contenuti, dei fornitori di servizi Internet e del settore
delle telecomunicazioni hanno approvato la Carta Europea
del film on-line, elaborata congiuntamente e sotto l’egida
della Commissaria Europea responsabile della società
dell’informazione e dei media, Vivian Reding. Considerata
dalla Reding “un importante passo avanti per l’economia
digitale e l’industria dei contenuti Europea”, la Carta
mette d’accordo i settori coinvolti in vista di futuri
accordi commerciali e fonda la base delle prossime iniziative
legislative in materia. Uno sguardo è rivolto
alla tutela dei consumatori con l’obiettivo di proteggere
l’accesso ai film on-line attraverso una maggiore facilità
d’uso dei servizi e una più ampia offerta. Un
altro alla protezione del diritto d’autore e alla lotta
contro la pirateria, combattuta anche attraverso lo
strumento innovativo dell’educazione e della sensibilizzazione
dei consumatori. Il tutto sotto l’insegna della legalità
e con l’obiettivo principale di sviluppare l’industria
cinematografica europea e l’utilizzo della banda larga.
Ma quanto pesano effettivamente le
ragioni dei consumatori e della cultura cinematografica
nella decisione di sviluppare i mercati leciti della
vendita e della distribuzione on-line? L’iniziativa
delle major statunitensi, che è stata accolta
favorevolmente dai consumatori, pare ad esempio nascondere
diverse insidie. Prima tra tutte, il prezzo richiesto
dalle major per scaricare il film on-line, che, pari
al costo del DVD commercializzato, sembra essere soprattutto
conveniente per le major che risparmiano sui costi legati
ai contenuti extra, al supporto fisico e alla distribuzione.
Ma a prescindere da quali saranno le applicazioni pratiche
della Carta Europea, per adesso sembra positivo il fatto
che questa dichiari il principio di disponibilità
di film on-line a “condizioni eque ed economicamente
solide” e la necessità di incentivare i programmi
di finanziamento comunitario come Media 2007 e eContent.
Positivo, inoltre, il desiderio di regolamentare una
pratica, quella della pirateria, che rischia effettivamente
di mettere in pericolo il settore produttivo cinematografico.
Rimangono dei dubbi rispetto all’accoglienza
della Carta Europea da parte dei cinefili-cybernauti,
cultori del libero accesso, e rispetto al ruolo dei
piccoli e medi produttori indipendenti per i quali la
distribuzione on-line potrebbe offrire importanti occasioni
di visibilità. Inutile dire che né i consumatori
né i piccoli e medi produttori indipendenti sono
stati invitati a Cannes in veste di rappresentanti di
settori coinvolti. |
|