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Fin dall’avvio delle trasmissioni radiofoniche
(1924) la Rai (URI dal 1924 al 1928; EIAR dal 1928
al 1944) e’
stata presente capillarmente sul territorio
nazionale. Le Sedi Regionali avevano per lo piu’
compiti di corrispondenza giornalistica o di
supporto ai trasmettitori radiofonici
e ai ripetitori televisivi (dal 1954) con
brevi spazi radiofonici dedicati alle notizie locali (“Campo de’ Fiori” a Roma; “La Lanterna” a Genova;
“Il Gazzettino Padano” a Milano ecc.). Con la
grande riforma del 1976, oltre al tentativo in parte
riuscito di mettere in concorrenza tra loro le due
reti nazionali, si avvio’ il progetto di una terza
rete a forte caratterizzazione regionale. Tra il
1976 e il 1979 furono potenziate le Sedi Regionali
sia logisticamente, migliorando la qualita’
dell’insediamento e degli apparati tecnici, che
sul piano dei modelli produttivi: in ognuna di esse
si costitui’ una vera e propria redazione
giornalistica in grado di trasmettere
quotidianamente una edizione di telegiornale locale
e fu formata una struttura di programmazione
incaricata di realizzare brevi programmi dedicati
alle caratteristiche peculiari della regione.
Il
15 dicembre 1979 ogni regione trasmise il primo
telegiornale locale.
La
terza rete trasmetteva a partire dalle 19.00 fino
alle 23 circa. Ed ecco una giornata di palinsesto
tipo: 20 gennaio 1981
Si
puo’ notare come solo i primi 10 minuti del
TG delle 19 siano a carattere nazionale (un
breve notiziario spesso senza immagini) e il
rimanente del telegiornale sia tutto dedicato alla
regione. Lo spazio dalle 19,30 alle 20,00 era
destinato alla trasmissione di un programma dedicato
alla regione e trasmesso solo in ambito regionale.
In seguito furono ritagliati spazi di 30 minuti
circa destinati alla diffusione nazionale di
programmi realizzati nelle singole regioni.
Nella
seconda meta’ degli anni ’80 la terza rete perse
in gran parte la sua caratteristica prettamente
regionale per divenire la Raitre che conosciamo
oggi. Su Raitre sopravvissero con le stesse
caratteristiche odierne le edizioni regionali dei TG
ma, a partire dal 1988 circa, le strutture di
programmazione diverse dalla redazione giornalistica
cessarono di esistere rimanendo attive solo nelle
regioni a statuto speciale.
Le
Teche delle Sedi Regionali contengono quattro
tipologie di programmi: i telegiornali, il materiale
grezzo non montato, i programmi realizzati nella
regione e destinati solo alla diffusione in ambito
regionale e i programmi realizzati nella regione e
destinati anche alla diffusione nazionale.
I
volumi di materiale presenti in ogni regione al
31/12/2005 possono essere calcolati con una buona
approssimazione in:
circa 5.500 ore di telegiornale (una edizione
al giorno dalla fine del ’79 a gennaio ’88; due
edizioni da febbraio ’88 cui si e’ aggiunta,
dagli anni ’90 la terza edizione dopo le 23, poco
piu’ di una “ribattuta” spesso senza servizi
filmati); circa 600 ore di programmi regionali
realizzati tra il 1980 e il 1987 e una quantita’
variabile di materiale grezzo non quantificabile a
priori sede per sede in quanto la conservazione
subisce una serie di variabili non prevedibili.
Attualmente sono state documentate circa 1.500 ore
di materiale grezzo per ciascuna sede, valutando con
estrema approssimazione che ogni sede possegga in
media materiale grezzo non documentato per circa 500
ore residue si puo’ valutare che il patrimonio
archivistico video di ciascuna sede sia di circa
8.000 ore.
Nel
1979 la Rai decise di classificare il materiale
regionale senza procedere a documentarlo
analiticamente.
Ogni redattore, ogni programmista e ogni
operatore avrebbe dovuto compilare una scheda
anagrafica relativa al materiale video realizzato.
La scheda, di carattere esclusivamente anagrafico e
senza alcuna categorizzazione, doveva contenere i
metadati essenziali e qualche informazione
aggiuntiva su eventuali personaggi e interviste. La
scheda veniva in seguito immessa in un data-base
denominato VISE (Videoteche Sede). L’operazione
non ebbe un grande successo e il DB VISE non ha mai
superato il monte di 50.000 documenti.
Nel
1989 si avvio’ il secondo progetto di
documentazione per le Sedi. Si procedette alla
formazione degli addetti alle Teche regionali in
modo da metterli in grado di effettuare la
documentazione vera e propria dei servizi
giornalistici, mantenendo la forma anagrafica per i
programmi regionali, e varando un
progetto di recupero per tutto il materiale
pregresso non ancora documentato. Nel 1998 si
rilancio’ il progetto del 1989 e alla fine del
1999 il data-base regionale, rinominato VIST
(Videoteche Sede Telegiornali), conteneva 640.000
documenti ricercabili.
Nel
2000 l’avanzamento del progetto fu affidato alla
Struttura Teche TV della Direzione Teche della Rai.
Il
2000 fu dedicato allo studio dei progetti precedenti
con l’obiettivo di individuarne i punti deboli e
si procedette contestualmente al censimento, sia
pure approssimativo, del materiale ancora non
documentato procedendo a numerosi sopralluoghi nelle
sedi regionali.
Nel
2001 si e’ avviato il nuovo progetto e al 31
dicembre 2005 il DB delle Sedi Regionali ha superato
i 2.500.000 documenti ricercabili quadruplicando il
suo contenuto comprendendo anche la documentazione
analitica, non piu’ solo anagrafica, dei programmi
non giornalistici. Dal telegiornale del 1 gennaio
2003 e’ inoltre presente l’apparato multimediale
per i tg quotidiani in aggiornamento e sta per
avviarsi la digitalizzazione del materiale pregresso
anche non giornalistico in alcune sedi campione.
Il
progetto Teca di Sede Regionale puo’ quindi
considerarsi ormai consolidato con risultati
positivi.
La
possibilita’ di ricercare ormai la maggior parte
del materiale di Sede, ha aperto nuovi orizzonti per
la consultazione del patrimonio archivistico Rai
anche all’esterno dell’azienda e non solo per
scopi di produzione televisiva.
Nel
1999, con l’avvio del progetto del Catalogo
Multimediale della Rai, nell’ottica del servizio
pubblico, si penso’ di offrire la possibilita’
di consultazione dei contenuti degli archivi. Prima
della nascita del Catalogo Multimediale sarebbe
stato possibile consultare i data-base testuali ma
impossibile procedere alla visione del materiale
data la necessita’ di tutelare i master originali
filmati o su nastro magnetico. Il Catalogo
Multimediale, oltre alla ricerca testuale e alla
consultazione dei documenti, permette la visione del
materiale senza dover ricorrere alla movimentazione
dei supporti originali possibilita’ che ha aperto
nuove e inedite possibilita’.
Attualmente,
tramite il Catalogo Multimediale e’ possibile
ricercare e procedere alla visione di:
-
tutto il trasmesso quotidiano sulle tre reti terrestri Rai
a partire dal 1/1/1999
-
circa 80.000 ore di materiale storico
(3/1/1954-31/12/1998) gia’ recuperate e
digitalizzate
-
circa 15.000 ore di telegiornali regionali
(1/1/2003-31/12/2005 e il documentato del 2006)
-
e’ possibile ricercare e consultare tutti i data-base
testuali Rai
-
fotografie
-
copioni
-
radiofonia
-
Radiocorriere dal 1924 al 1995
e
altro.
Fino
a maggio 2005 era possibile consultare il Catalogo
Multimediale solo presso la Biblioteca Rai di V.le
Mazzini a Roma, nei Centri di Produzione Rai di
Milano e Torino e presso la Mediateca di S. Teresa a
Milano (punto di consultazione realizzato in
collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali,
la Regione Lombardia, il comune di Milano e la
Biblioteca Nazionale Braidense).
La
novità è che ora, con la collaborazione della
direzione Coordinamento Sedi regionali, le Teche
rendono possibile al pubblico la consultazione del
catalogo completo degli archivi in tutte le sedi
della Rai, adempiendo anche a quanto previsto
nell’attuale contratto di servizio Rai-Ministero
delle Comunicazioni (art.24/2).
Le
prime sedi a partire con questo servizio, tra il 20
giugno e il 15 dicembre 2005 sono state quelle di
Palermo, Genova, Perugia, Firenze, Bolzano, Aosta ,
Cagliari, Bologna, Ancona, Venezia e Cosenza, le
altre seguiranno entro le prossime settimane. Gli
utenti esterni – associazioni, enti, scuole,
atenei, fondazioni, aziende, imprese e privati
cittadini - possono
rivolgere le loro richieste alla locale sede Rai e
recarsi su appuntamento a visionare la
documentazione testuale e i materiali audiovisivi,
in bassa qualita’, attraverso i terminali
aziendali, con l’assistenza di un operatore Rai.
Si potranno consultare circa 300.000 ore di
materiale televisivo e altrettanto di materiale
radiofonico, 15.000 ore di produzione regionale,
35.000 fotografie, tutta la raccolta del
“Radiocorriere” dal 1925 al 1995 e altri
materiali cartacei digitalizzati. Ovviamente non
e’ possibile scaricare il video o l’audio, ma le
organizzazioni senza scopo di lucro potranno poi
richiedere il materiale in alta qualita’ alla
sede, se si tratta di programmi regionali, o alla
direzione Teche se si tratta di programmi nazionali
e il servizio sara’ fornito sulla base di un
tariffario che copre esclusivamente le spese
sostenute dalla Rai. Del tutto diverso e’ il
discorso se si tratta di acquisto di prodotti per
fini commerciali: in questo caso c’e’ la
societa’ Rai Trade, che ha la titolarita’ per la
vendita del prodotto Rai con tariffe commerciali ben
diverse dal servizio esclusivamente istituzionale
fornito dalle Teche.
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