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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
Tra i fili d'erba
Letizia Cortini
  Omaggio alla natura e alla primavera e alla capacità di cercare tra i fili d'erba, là dove le piccole cose possono essere più nascoste. Il pennino rimanda alla scrittura e alla poesia.
 
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MultiMedia 30 settembre 2005  n. 1 

acab. immagini d'archivio e laboratorio della conoscenza

di Guido Albonetti >> foto
www.associazioneantonellobranca.it

Il 14 febbraio 2003 nasce L’ Associazione Culturale dedicata ad Antonello Branca per conservare e promuovere i film documentari che realizzò nel corso della sua lunga carriera di autore e regista.

L’ acronimo ACAB evoca il nome del mitico capitano perennemente in lotta con la “balena” rinnovando quel legame che ha unito Antonello alla Moby Dick Movies, la società cinematografica con la quale ha prodotto e diretto la maggior parte dei suoi film.

Fotografo in Kenia a soli 24 anni, poi corrispondente da Londra per l’ Agenzia Italia. Qui,  Antonello Branca realizza per la RAI il suo primo documentario “Aria di Londra “(1961). La TV italiana manda in onda un reportage “diverso”. La cinepresa, immersa tra la folla come un cine-occhio, esplora il caos dei fenomeni umani e registra la vita sul fatto. Sarà questo lo stile da cui Antonello non si distaccherà mai. I suoi film, oltre ad essere preziosi documenti storici, sono anche inestimabili documenti sul metodo di lavoro di un documentarista percepito, dal pubblico e dalla critica, come innovatore.

Il disastro del Vajont lo riporta in Italia ad “Erto e Casso” (1963), due paesini cancellati dal crollo della diga. La carta stampata subito titola: “Natura crudele”, “Natura Imprevedibile”. I testimoni del disastro si ritrovano davanti alla sua macchina da presa e parlano invece di responsabilità. Il reportage va in onda senza alcuna forma di censura preventiva: è scandalo. Antonello aveva dato libera voce ai superstiti e, cosa ancor più grave, il pubblico di tutta l’Italia aveva ascoltato le denunce che mettevano sotto accusa le istituzioni. Questo eccesso di verità e di informazione scatena le ire della direzione RAI, il regista Antonello Branca viene messo all’indice ed allontanato per un lungo periodo.

“Mastroianni: un Casanova dei nostri tempi. (1965) L’attore si racconta ad Antonello, lungo i viali di Cinecittà, nei camerini dei teatri di posa, durante un incontro di box, nella sua casa di campagna. Il ritratto dell' uomo è completato da quanti hanno lavorato con lui: Vasco Pratolini, Federico Fellini, Giulietta Masina, Valerio Zurlini, Pietro Germi, Luchino Visconti,Jeanne Moreau, Sophia Loren.

Nel 1966 fonda con l’ amico e collaboratore Raffaele De Luca la “filmakers research group,” insieme partono per gli Stati Uniti dove filmano, tra le luci al neon e le vetrine del consumismo “What's happening ?” (1967) un film sulle "anime ribelli" della beat generation e gli artisti della pop-art che si oppongono alla società dei consumi. Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Allen Ginsberg, Andy Warrol sono alcune delle voci che espongono le loro visioni del mondo.

L’interesse per la storia e le contraddizioni degli Stati Uniti sono uno dei fili conduttori che accompagneranno per tutta la vita il percorso professionale di Antonello Branca.

Quando Ronald Reagan governa lo Stato della California, Antonello gira la marcia dei poveri a Sacramento, la rivolta degli studenti nelle Università di La Yolla e di Berkeley, le condizioni di vita disumane nel ghetto nero di Los Angeles, gli immigrati messicani e l' ultimo comizio elettorale di Robert Kennedy. Con queste sequenze costruisce "Il dissenso"(1968) il primo film che comporrà la trilogia californiana insieme a “Los Angeles: una città in automobile” e “ll laboratorio del Futuro.”

Una canzone di Elaine Brown “Seize the time” (1971) ispira il titolo del film sul Black Panthers Party. Un solo attore professionista, Norman Jacobs,descrive un' America oscurata dall'ombra dei grattaceli del potere bianco dove i neri in generale e le pantere in particolare, vengono assassinati a sangue freddo secondo un preciso disegno repressivo.

Il ritorno in Italia porta Antonello tra gli operai metalmeccanici di Mirafiori in sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro. Sono gli anni della militanza politica in Lotta Continua (1972-1975). Fonda con Ugo Adilardi ed Alessandro Zanon la MOBY DICK MOVIES. Con questo nuovo gruppo di lavoro vedranno la la luce“ I giovani e la fabbrica” e“ I tempi della catena”, due dei molti documentari realizzati in questo periodo di grande impegno politico. Segue un lungo soggiorno in Angola, su invito del MPLA-Movimento per la liberazione dell’Angola (1976). Qui Antonello lavorerà per 10 mesi come consulente del Dipartimento dell’Informazione e della Propaganda alla realizzazione del progetto di ampliamento della TV.

Da Luanda, città liberata dal colonialismo, a Milano, città non ancora “da bere”, Antonello racconta della diffusione capillare dell’eroina nella periferia urbana, della disperazione e della risposta inadeguata delle istituzioni. Per tutta la durata del film la macchina da presa segue una giovane coppia di ex-tossicodipendenti “Filomena e Antonio” (1976), una ragazza giunta a Milano dalle montagne dell’Abruzzo e un operaio-tornitore.

“Le piaghe di Napoli: lavoro nero, sfruttamento minorile, cottimo alla caviglia (quando non è mai consentito staccarsi dalla macchina, come se l’operaio vi fosse incatenato), la polinevrite da collante….”Natalia Ginzburg apriva così, sulle pagine del Corriere della sera la recensione di “Cartoline da Napoli” (1977) e Cesare De Seta scriveva su Paese sera: “ … “Un lavoro serio, capillare ed efficace per il freddo scrutare dell’obiettivo nelle miserie profonde della città.”

Nel 1984 fonda insieme a Sergio Ricci e Gilberto Tofano la BONAVENTURA & C. Il famoso fumetto ideato da Sergio Tofano che arricchiva le pagine del Corriere dei piccoli cambia medium e diventa cartone animato. La società produrrà sei cortometraggi d’animazione.

L’interesse per il mondo dell’infanzia, tra pedagogia e apprendimento, è nuovamente alimentato dall’incontro con il maestro Franco Lorenzoni che propone ad Antonello di esplorare “L’acqua tra cielo e terra”(1986) insieme ai bambini della terza elementare di Giove, un  paesino dell’Umbria. Ascoltano i suoni dell’acqua, seguono i ruscelli camminandoci dentro, a piedi nudi. Guardano la nebbia che si dissolve al sorgere del sole e le nuvole che si rincorrono soffiate dal vento. I bambini e Antonello s’interrogano, i sensi hanno appreso qualcosa che la loro mente può ora ri-elaborare. Così, mentre girano il film,  tutti assieme fanno scienza.

A Washington nel 1990, Antonello fonda insieme a Donatella Barazzetti, oggi presidente dell’associazione ACAB, la MOBY DICK MOVIES USA. Insieme progettano un documentario su “guerra e tecnologia”. Dopo quattro anni di lavoro il film diventa una trilogia:

“Dal fucile all’automobile”, “L’alba dell’era atomica”, “Il complesso militare industriale”(1994).

Con la serie "La Grande Depressione" (1999) Antonello realizza l’ultima trilogia di storia americana, con un sapiente ed elegante montaggio di materiali di repertorio scovati negli archivi della Ford Collection e del National Archives di Washington: "Un pollo in ogni pentola e la crisi del '29", "Il New Deal di Franklin D. Roosvelt", "I nemici di Roosvelt ed il secondo New Deal".

Questi sono solo alcuni dei documentari realizzati da Antonello Branca che hanno costituito, all’atto della fondazione, il corpus dell’archivio cinematografico dell’ACAB insieme ad un cospicuo fondo di documenti cartacei. Soggetti, annotazioni, scalette, stesure rivedute e corrette e progetti non realizzati; oltre ai numerosi contenitori che raccolgono i giornali e le riviste che, nell’arco di 40 anni, hanno pubblicato le recensioni dei film.

Dal 2004 l’Associazione ha ampliato l’ambito delle proprie attività istituzionali impegnandosi sia nell’acquisizione di fondi cinematografici che nella promozione e co-produzione di nuove opere, ritenendo che le memorie audiovisive, oltre ad essere conservate in quanto patrimonio “prezioso”, debbano essere necessariamente messe in relazione tra loro e ri-eleborate nel tempo presente senza temere la contaminazione con le nuove forme espressive. Quando i materiali d’archivio fuggono dalla polvere dei magazzini per ri-comporsi sulle linee del montaggio con altri materiali, la fabbrica della memoria produce strumenti di conoscenza critica per le generazioni future.

L’ACAB si propone come un archivio d’immagini dove conservazione e ricerca si attuano, coniugando emozioni e ragione per riflettere costantemente su quel patrimonio di idee ed esperienze che compongono i paesaggi umani messi in scena dai tanti autori che, come Antonello, non hanno mai rinunciato ad essere impegnati nei racconti del sociale.

Storia, emigrazione, movimenti politici, guerra, scienza, medicina, fonti energetiche, sono questi i temi sui quali l’ associazione sta lavorando con straordinario impegno. La documentazione filmica è una delle attività che assumerà sempre più rilievo tra gli impegni istituzionali futuri. L’ obiettivo è la creazione di un archivio aperto, a più voci, dove anche la singola inquadratura documentaria è riconosciuta come “frammento di esistenza”e quindi tutelata.

Per questo l’ACAB promuove il libero accesso ai documenti del proprio archivio, dove la memoria audiovisiva è data in uso per lo studio la formazione e la realizzazione di rassegne, convegni e seminari oltre che per la produzione di nuovi documenti audiovisivi. 

 

 

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