|
Il 14 febbraio 2003 nasce L’ Associazione
Culturale dedicata ad Antonello
Branca per conservare e
promuovere i film documentari che realizzò nel corso della sua
lunga carriera di autore e regista.
L’ acronimo ACAB
evoca il nome del mitico capitano perennemente in lotta con la
“balena” rinnovando quel legame che ha unito Antonello alla Moby
Dick Movies, la società cinematografica con la quale ha
prodotto e diretto la maggior parte dei suoi film.
Fotografo in Kenia a soli 24 anni, poi
corrispondente da Londra per l’ Agenzia Italia. Qui, Antonello
Branca realizza per la RAI
il suo primo documentario “Aria
di Londra “(1961). La TV italiana manda in onda un reportage
“diverso”. La cinepresa, immersa tra la folla come un
cine-occhio, esplora il caos dei fenomeni umani e registra la vita
sul fatto. Sarà questo lo stile da cui Antonello non si distaccherà
mai. I suoi film, oltre ad essere preziosi documenti storici, sono
anche inestimabili documenti sul metodo di lavoro di un
documentarista percepito, dal pubblico e dalla critica, come
innovatore.
Il disastro del Vajont lo riporta in
Italia ad “Erto e Casso” (1963),
due paesini cancellati dal crollo della diga. La carta stampata
subito titola: “Natura crudele”, “Natura Imprevedibile”. I
testimoni del disastro si ritrovano davanti alla sua macchina da
presa e parlano invece di responsabilità. Il reportage va in onda
senza alcuna forma di censura preventiva: è scandalo. Antonello
aveva dato libera voce ai superstiti e, cosa ancor più grave, il
pubblico di tutta l’Italia aveva ascoltato le denunce che
mettevano sotto accusa le istituzioni. Questo eccesso di verità e
di informazione scatena le ire della direzione RAI, il regista Antonello Branca viene messo all’indice ed
allontanato per un lungo periodo.
“Mastroianni: un Casanova dei
nostri tempi.
(1965) L’attore si racconta ad Antonello, lungo i viali di
Cinecittà, nei camerini dei teatri di posa, durante un incontro di
box, nella sua casa di campagna. Il ritratto dell' uomo è
completato da quanti hanno lavorato con lui: Vasco Pratolini,
Federico Fellini, Giulietta Masina, Valerio Zurlini, Pietro Germi,
Luchino Visconti,Jeanne Moreau, Sophia Loren.
Nel 1966 fonda con l’ amico e
collaboratore Raffaele De Luca la “filmakers research group,”
insieme partono per gli Stati Uniti dove filmano,
tra le luci al neon e le vetrine del consumismo “What's
happening ?” (1967) un film sulle
"anime ribelli" della beat generation e gli artisti della
pop-art che si oppongono alla società dei consumi. Robert
Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Allen Ginsberg, Andy Warrol sono
alcune delle voci che espongono le loro visioni del mondo.
L’interesse per la storia e le
contraddizioni degli Stati Uniti sono uno dei fili conduttori che
accompagneranno per tutta la vita il percorso professionale di
Antonello Branca.
Quando
Ronald Reagan governa lo Stato della California, Antonello gira la
marcia dei poveri a Sacramento, la rivolta degli studenti nelle
Università di La Yolla e di Berkeley, le condizioni di vita
disumane nel ghetto nero di Los Angeles, gli immigrati messicani e
l' ultimo comizio elettorale di Robert Kennedy. Con queste sequenze
costruisce "Il
dissenso"(1968)
il primo film che comporrà la trilogia californiana insieme a “Los Angeles: una città in
automobile” e “ll
laboratorio del Futuro.”
Una canzone di Elaine Brown “Seize the time” (1971)
ispira il titolo del film sul Black Panthers Party. Un solo attore
professionista, Norman Jacobs,descrive un' America oscurata
dall'ombra dei grattaceli del potere bianco dove i neri in generale
e le pantere in particolare, vengono assassinati a sangue freddo
secondo un preciso disegno repressivo.
Il ritorno in Italia porta Antonello
tra gli operai metalmeccanici di Mirafiori in sciopero per il
rinnovo del contratto di lavoro. Sono gli anni della militanza
politica in Lotta Continua (1972-1975). Fonda con Ugo Adilardi ed
Alessandro Zanon la MOBY DICK MOVIES. Con questo nuovo gruppo di lavoro vedranno la la
luce“ I giovani e la
fabbrica” e“ I tempi
della catena”, due dei molti documentari realizzati in questo
periodo di grande impegno politico. Segue un lungo soggiorno in
Angola, su invito del MPLA-Movimento per la liberazione
dell’Angola (1976). Qui Antonello lavorerà per 10 mesi come
consulente del Dipartimento dell’Informazione e della Propaganda
alla realizzazione del progetto di ampliamento della TV.
Da Luanda, città liberata dal
colonialismo, a Milano, città non ancora “da bere”, Antonello
racconta della diffusione capillare dell’eroina nella periferia
urbana, della disperazione e della risposta inadeguata delle
istituzioni. Per tutta la durata del film la macchina da presa segue
una giovane coppia di ex-tossicodipendenti “Filomena e Antonio” (1976), una ragazza giunta a Milano dalle
montagne dell’Abruzzo e un operaio-tornitore.
“Le piaghe di Napoli: lavoro nero,
sfruttamento minorile, cottimo alla caviglia (quando non è mai
consentito staccarsi dalla macchina, come se l’operaio vi fosse
incatenato), la polinevrite da collante….”Natalia Ginzburg
apriva così, sulle pagine del Corriere
della sera la recensione di “Cartoline
da Napoli” (1977) e Cesare De Seta scriveva su Paese sera: “ … “Un lavoro serio, capillare ed efficace per il
freddo scrutare dell’obiettivo nelle miserie profonde della città.”
Nel 1984 fonda insieme a Sergio Ricci e
Gilberto Tofano la BONAVENTURA
& C. Il famoso fumetto ideato da Sergio Tofano che
arricchiva le pagine del Corriere dei piccoli cambia medium e
diventa cartone animato. La società produrrà sei cortometraggi
d’animazione.
L’interesse per il mondo
dell’infanzia, tra pedagogia e apprendimento, è nuovamente
alimentato dall’incontro con il maestro Franco Lorenzoni che
propone ad Antonello di esplorare “L’acqua tra cielo e terra”(1986) insieme ai bambini della
terza elementare di Giove, un paesino
dell’Umbria. Ascoltano i suoni dell’acqua, seguono i ruscelli
camminandoci dentro, a piedi nudi. Guardano la nebbia che si
dissolve al sorgere del sole e le nuvole che si rincorrono soffiate
dal vento. I bambini e Antonello s’interrogano, i sensi hanno
appreso qualcosa che la loro mente può ora ri-elaborare. Così,
mentre girano il film, tutti
assieme fanno scienza.
A
Washington nel 1990, Antonello fonda insieme a Donatella Barazzetti,
oggi presidente dell’associazione ACAB,
la MOBY DICK MOVIES USA.
Insieme progettano un documentario su “guerra e tecnologia”.
Dopo quattro anni di lavoro il film diventa una trilogia:
“Dal
fucile all’automobile”, “L’alba dell’era atomica”, “Il
complesso militare industriale”(1994).
Con
la serie "La Grande
Depressione" (1999) Antonello realizza l’ultima trilogia
di storia americana, con un sapiente ed elegante montaggio di
materiali di repertorio scovati negli archivi della Ford Collection
e del National Archives di Washington: "Un pollo in ogni pentola e la crisi del '29", "Il New
Deal di Franklin D. Roosvelt", "I nemici di Roosvelt ed il
secondo New Deal".
Questi sono solo alcuni dei documentari
realizzati da Antonello Branca che hanno costituito, all’atto
della fondazione, il corpus dell’archivio cinematografico dell’ACAB
insieme ad un cospicuo fondo di documenti cartacei. Soggetti,
annotazioni, scalette, stesure rivedute e corrette e progetti non
realizzati; oltre ai numerosi contenitori che raccolgono i giornali
e le riviste che, nell’arco di 40 anni, hanno pubblicato le
recensioni dei film.
Dal 2004 l’Associazione ha ampliato
l’ambito delle proprie attività istituzionali impegnandosi sia
nell’acquisizione di fondi cinematografici che nella promozione e
co-produzione di nuove opere, ritenendo che le memorie audiovisive,
oltre ad essere conservate in quanto patrimonio “prezioso”,
debbano essere necessariamente messe in relazione tra loro e
ri-eleborate nel tempo presente senza temere la contaminazione con
le nuove forme espressive. Quando i materiali d’archivio fuggono
dalla polvere dei magazzini per ri-comporsi sulle linee del
montaggio con altri materiali, la fabbrica della memoria produce
strumenti di conoscenza critica per le generazioni future.
L’ACAB
si propone come un archivio d’immagini dove conservazione e
ricerca si attuano, coniugando emozioni e ragione per riflettere
costantemente su quel patrimonio di idee ed esperienze che
compongono i paesaggi umani messi in scena dai tanti autori che,
come Antonello, non hanno mai rinunciato ad essere impegnati nei
racconti del sociale.
Storia, emigrazione, movimenti
politici, guerra, scienza, medicina, fonti energetiche, sono questi
i temi sui quali l’ associazione sta lavorando con straordinario
impegno. La documentazione filmica è una delle attività che
assumerà sempre più rilievo tra gli impegni istituzionali futuri.
L’ obiettivo è la creazione di un archivio aperto, a più voci,
dove anche la singola inquadratura documentaria è riconosciuta come
“frammento di esistenza”e quindi tutelata.
Per questo l’ACAB
promuove il libero accesso ai documenti del proprio archivio, dove
la memoria audiovisiva è data in uso per lo studio la formazione e
la realizzazione di rassegne, convegni e seminari oltre che per la
produzione di nuovi documenti audiovisivi. |