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Il Museo della
canzone italiana, inaugurato il 14 febbraio 1988 da Luciano
Pavarotti, che ne è da allora Presidente onorario, si trova a
Vallecrosia, cittadina costiera del Ponente Ligure in provincia di
Imperia.
Suggestiva la
sede, un’autentica carrozza ferroviaria centoporte
dei primi del ‘900 che Erio Tripodi, fondatore del Museo, aveva
acquistato e parcheggiato accanto al suo ristorante, in cui sono
esposti pianoforti, pianole, juke box e altri strumenti musicali che
abbracciano un lungo arco di storia della musica.
“L'idea di utilizzare come sede
per il Museo della canzone italiana autentiche carrozze ferroviarie
primo Novecento, agganciate alla storica locomotiva ‘Cirilla’,
non è stata solo un'originalità, ma il suggestivo accostamento di
nostalgie emotive suggerite, in simbiosi, dall'immagine di un
vecchio romantico convoglio o dall'ascolto di una melodica
canzone”.
Il Centro
documentazione del Museo custodisce migliaia di dischi, partiture
musicali, registrazioni, libri, riviste, biografie, articoli vari
oltre a una vasta documentazione iconografica e a testimonianze
orali dei protagonisti della Grande Guerra. Una banca dati immensa
cui si rivolgono studiosi e appassionati, enti lirici e
documentaristi, società di produzione musicale e radiotelevisive
interessate alla musica classica, operistica, rock, leggera, jazz,
italiana e internazionale. Nell’archivio discografico sono
conservati oltre ottantamila brani musicali che vanno dagli anni
’20 agli anni ’80, centomila dischi non ancora catalogati e
inediti, di cui diecimila a 78 giri.
Sono
inoltre custoditi: spartiti del Festival di Sanremo dal 1951 al
1960; spartiti della canzone napoletana dal 1900 ad oggi; spartiti
di Piedigrotta (a fascicoli) dal 1800 agli anni '50; spartiti
vari dal 1900 al 1960.
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