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Le
innovazioni tecnologiche giocano un ruolo sempre maggiore
nel modo in cui le nostre istituzioni culturali sviluppano
strategie di valorizzazione del loro patrimonio:
l’affermazione, perfettamente condivisibile, è contenuta
nella prefazione del DigiCULT
report 2002 (http://www.digicult.info/pages/report.php),
lo studio realizzato nell’ambito del programma europeo di
Information Society Technologies. E’ questa la cornice in
cui inquadrare la realizzazione del portale voluto
dall’Accademia di Santa Cecilia per consentire l’accesso al
vastissimo documentale patrimonio conservato, presentato il 22 novembre scorso all’Auditorium del Parco
della musica.
Dalle
27 postazioni multimediali collocate nella sala di lettura
della Bibliomediateca si
può ora accedere ai cataloghi, agli inventari, alle schede
di descrizione della documentazione conservata,
a file di immagini, sonori, stream audiovisivi, in
una parola ai materiali digitali, navigando tra gli archivi
che costituiscono il patrimonio dell’Accademia:
quello storico (conserva documenti dalla metà del
Seicento ad oggi, registri, carteggi artistici, manifesti..)
l’archivio fotografico (20.000 fotografie dalla metà
dell’Ottocento ad oggi, di diverse tipologie) la
biblioteca (120.000
volumi, fra i quali manoscritti, partiture, libretti…)
l’archivio di etnomusicologia (2000 ore di audio) il museo
strumentale, l’archivio audiovisivo e delle registrazioni
sonore, l’archivio di
iconografia, l’archivio della rassegna stampa.
La bibliomediateca
è accessibile sul web dal
portale istituzionale dell’Accademia (http://bibliomediateca.santacecilia.it)
Oltre ai cataloghi degli archivi citati, verrà consentita
la consultazione dei materiali digitali (in bassa qualità)
dell’archivio fotografico.
La
pagina di accesso della Bibliomediateca
è un vero e proprio catalogo multimediale attraverso
il quale interrogare, con una maschera di ricerca
multiarchivio articolata in numerosi campi (ricerca
libera, per titolo, per data, nomi di persona, luoghi, enti)
le diverse
banche dati dell’Accademia.
Attraverso la voce “cronologia generale”
si naviga invece
tra le schede descrittive dei concerti eseguiti (si può
accedere anche all’ultima esecuzione) e, una volta
selezionato il documento, si accede ai materiali
multimediali relativi(dalla registrazione del concerto alla
rassegna stampa sull’evento dal programma di sala alla
galleria fotografica).
Si è in questo modo perseguito l’obiettivo di
integrare le banche dati e
far dialogare quotidianamente attività
passate e presenti dell’accademia, storia e
attualità.
La ricerca,
da parte dell’Enel, di professionalità e “know-how”
in grado di qualificare domanda e offerta di servizi nel
settore della gestione del patrimonio culturale, la capacità
di intercettare “expertise” cresciute nell’economia
emergente delle tecnologie digitali legate alla “rete”,
oltre a far emergere l’abilità del “management”
dell’ex azienda di stato nel fare industria
e stare nel mercato, può costituire, nel suo
piccolo, un modello efficace di mobilitazione
delle risorse finalizzate alla promozione e
allo sviluppo di tecnologie al servizio degli utenti
e delle istituzioni cui è demandato il compito di
conservare e gestire l’immenso patrimonio storico e
artistico del nostro Paese. |
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