|
Rifletto
tv, webtv nata da Epson Meteo, dal 28 aprile ‘trasmette’
in HD gratuitamente per il web e su Sky nei canali in chiaro.
Alcuni blogger si sono domandati come faccia a distribuire
contenuti come Ocean’s Twelve o Una notte al museo
senza incorrere in reati di pirateria informatica. Le risposte
(che riportiamo in calce con link al blog in questione),
prontamente arrivate prima da un esponente di Rifletto Tv e
subito dopo dall’Ufficio stampa, sono una dichiarazione di
indipendenza da qualsiasi forma di acquisizione di denaro
tramite quei convenzionali mezzi su cui verte il giro
d’affari di chiunque voglia cimentarsi nell’offrire
contenuti via Internet: pubblicità, banner, ecc. La
dichiarazione di indipendenza è chiara: lavorano duramente e
con i propri soldi! Beati loro! Avevamo provato a richiedere
loro un’intervista per avere informazioni in più rispetto a
quelle reperibili on line, ma non ci hanno risposto e ce ne
dispiace. In ogni caso, ci occupiamo di webtv, e la polemica
dei blogger ci ha suggerito di riprendere un tema lasciato in
sospeso.
‘Rifletto’
ha in realtà un doppio volto, webtv all’indirizzo www.riflettotv.it
e magazine su www.rifletto.it.
Il magazine fornisce informazioni su scienza, medicina e
viaggi e ha una categoria dedicata alle notizie, ogni settore
è suddiviso in sottocategorie specifiche che raccolgono
articoli di settore, in nessuno dei quali, però, è riportata
la data di pubblicazione. In Home page la finestra di destra
ha la funzione di fornire agli utenti uno screening immediato
dei nuovi video disponibili sulla webtv e offre una
fotogallery con bei servizi, peccato che non ci siano date,
autori e contesti
di realizzazione.
La
finestra di sinistra è interamente dedicata alla ’multimedialità’,
da qui si linka alla web radio,
c’è un settore interattivo in cui gli utenti possono
inviare i propri video da inserire nelle categorie impostate
dalla redazione sulla base dei canali webtv: scienza, viaggi,
cucina, persone, tech& car, meteo, inchieste, humor, e ai
migliori cineoperatori è offerta la possibilità di
collaborare con la redazione.
Ed eccoci alla Webtv, ripartita in otto canali principali (scienza,
viaggi, cucina, persone, tech& car, arte, reality,
intrattenimento), più due settori dedicati alla medicina e ai
trailers e uno alla videochat. Tutti i video sono corredati di
scheda sintetica con data di realizzazione, durata, categoria
e contenuto, una seconda scheda di descrizione è consultabile
in visualizzazione ‘tutto schermo’ alla voce
‘informazioni sul video in visione’.
La struttura di
questa scheda non è normalizzata e cambia a seconda del
contenuto e del canale, per esempio nel canale intrattenimento
alcune schede di film sono ben strutturate con campi su
nazione, anno, genere, durata, regia, voci originali,
produzione, uscita, trama, altre riportano solo qualche campo.
I palinsesti sono in modalità on demand, organizzati
cronologicamente, ossia in relazione all’inserimento del
video, con indicazione del numero dei video presenti per
canale. Ogni pagina di presentazione del palinsesto contiene
dieci stringhe, una a video, che viene presentato con
immagine, titolo, data di inserimento, durata, categoria di
riferimento.
Ma veniamo alle programmazioni dei palinsesti e
ai loro contenuti. La mappatura dei contenuti non segue le
logiche di costruzione dei palinsesti tradizionali (n.d.r.
quelli di flusso costruiti secondo una griglia giornaliera),
perchè la scelta dell’on demand permette di
costruire il palinsesto in base a strategie diverse e
specifiche, strategie che avremmo voluto conoscere e
approfondire con l’intervista e che non è possibile
ricavare dalla semplice osservazione.
Per quanto riguarda i contenuti, si tratta di autoproduzioni
e di video provenienti dalle Major, da canali satellitari come
National Geographics, da editori come De Agostani, video dei
quali, evidentemente, sono stati acquistati diritti di
distribuzione. Anche su questo argomento avremmo voluto degli
approfondimenti, in considerazione del fatto che una delle
difficoltà che penalizza la diffusione del video on demand
è proprio la complessità
normativa che verte intorno l’acquisto dei diritti di
distribuzione.
Sarà per la prossima volta…..
|