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La Prof.ssa Paola Carucci è
un’autorità nel campo storico ed archivistico.
Esponente di spicco sia nell’ambito accademico sia professionale,
autrice di numerose pubblicazioni, è stata per
molti anni sovrintendente all’Archivio Centrale dello
Stato, prima di ricoprire l’attuale incarico di consulente
del Presidente della Repubblica per l’Archivio storico.
A tale riguardo e per saperne di più l’abbiamo
incontrata nel suo ufficio al Quirinale.
Prof.ssa Carucci ci potrebbe
dire in breve come si è formato questo archivio?
Il Quirinale, dopo l’entrata di
Roma nel Regno d’Italia, diventa sede del sovrano e,
pertanto, vi si costituisce l’Archivio del Real Casa.
Si trova qui l’archivio
della Real Casa?
L’archivio postunitario della Real
Casa è rimasto al Quirinale fino agli anni Sessanta,
quando – in base alla legge archivistica del 1963 –
una consistente parte della documentazione fu versata
all’Archivio centrale dello Stato. E’ stata qui trattenuta
la parte di documentazione strettamente legata al personale,
al Palazzo e al patrimonio artistico.
In seguito alla fine della monarchia e all’ approvazione
della Costituzione della Repubblica italiana, il Quirinale,
con Luigi Einaudi, diventa - nel 1948 - la sede del
Presidente della Repubblica.
Si costituisce, per l’esercizio delle funzioni del Presidente
e per la gestione amministrativa del patrimonio, una
struttura burocratico amministrativa che è il
Segretariato generale. La documentazione prodotta è
rimasta per molti anni presso i vari uffici in cui il
Segretariato generale si articola. La legge archivistica
del 1963 prevedeva la concentrazione presso l’Archivio
Centrale dello Stato di tutta la documentazione prodotta
dagli organi centrali dello Stato, con l’unica eccezione
– all’epoca - del Ministero degli affari esteri e delle
carte degli Stati Maggiori dell’Esercito, della Marina
e dell’Aeronautica. Nel 1997, la l. 13 novembre, n.
395, - modificando in “Archivi degli organi costituzionali”
il titolo di una precedente legge del 1971 con la quale
erano stati istituiti gli Archivi storici del Senato
e della Camera dei deputati – portò alla creazione
di un distinto Archivio storico anche per la Presidenza
della Repubblica. All’epoca era Presidente della Repubblica
Oscar Luigi Scalfaro, che aveva affidato fin dall’anno
precedente l’incarico di dar vita all’Archivio storico
della Presidenza della Repubblica alla professoressa
Giuliana Limiti. Quest’ultima chiese, attraverso un
apposito concorso, archivisti specializzati e cominciò
a promuovere l’acquisizione dei documenti prodotti dai
vari Uffici e Servizi.
Che tipo di documentazione
si conserva?
Si tratta, salvo le precedenti
serie relative alla Real Casa, di documentazione che
parte dagli anni 1946-48. Poiché l’Archivio storico
disponeva, fin dalla sua costituzione nel 1997, di personale
qualificato, furono avviati subito lavori di ordinamento
e di inventariazione sistematica. Fu poi emanato, con
decreto presidenziale, un regolamento nel quale sono
previsti i termini del versamento, le procedure per
lo scarto e le modalità di accesso ai documenti.
Il versamento riguarda, a seconda che si tratti degli
Uffici o dei Servizi, la documentazione conclusa nel
settennato precedente a quello del Presidente in carica
o prima di due settennati: gli Uffici, retti dai consiglieri
scelti dal Presidente, coadiuvano il Presidente nell’esercizio
delle sue funzioni istituzionali, prescritte dalla Costituzione;
i Servizi, retti da personale burocratico interno, si
occupano della gestione amministrativa e tecnica del
patrimonio. Questo criterio di versamento è stato
sempre rispettato e la documentazione viene sistematicamente
trasferita dagli Uffici e dai Servizi all’Archivio storico.
Quindi dal 1948 in poi
le carte relative alla Presidenza della Repubblica sono
sempre state qui?
Si, non sono mai state spostate.
C’era stata, sotto la Presidenza Pertini, la proposta
di creare un archivio di deposito, in previsione di
un eventuale versamento all’Archivio Centrale dello
Stato, ma l’idea non ha mai preso corpo. Soltanto dopo
la creazione dell’Archivio storico della Presidenza
della Repubblica e l’assunzione del personale specializzato,
si è proceduto alla concentrazione della documentazione
prodotta dai vari Uffici e Servizi.
Quali e quanti sono i documenti,
e come si possono consultare?
L’Archivio conserva la documentazione
del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica,
parte della documentazione della Real Casa, carte personali
di Enrico De Nicola, Giovanni Colli e Augusto Monti.
I documenti si sviluppano su circa 6 km di scaffalature.
L’Archivio è aperto al pubblico su appuntamento
– per ovvi motivi di sicurezza, trovandosi all’interno
del Quirinale – e, come in tutte le sale di Studio,
si presenta un documento di riconoscimento e si formula
una domanda in cui si illustra il tema della ricerca.
Attualmente il servizio archivistico ha una inadeguata
situazione logistica, articolandosi in ambienti dislocati
in palazzine diverse, per gli uffici, per la consultazione
e per i depositi. E’ previsto il trasferimento dell’Archivio
storico nel Palazzo di S. Andrea, attiguo alla chiesa
omonima, ove peraltro aveva sede l’archivio della Real
Casa, e dove sarà possibile svolgere al meglio
sia i compiti istituzionali che funzioni varie quali
seminari, mostre, visite guidate e attività didattica.
Qui c’è anche una
biblioteca?
L’Archivio storico è inquadrato
nel Servizio Archivio storico, Biblioteca e Documentazione:
la Biblioteca, che dispone anche di una Emeroteca, è
interna e svolge una funzione di supporto all’attività
della Presidenza.
Esiste materiale audiovisivo
presso l’Archivio storico?
Sì. Oltre a una cospicua
quantità di fotografie, l’Archivio storico della
Presidenza della Repubblica conserva materiale audiovisivo
che consiste in circa 6.000 audiocassette e circa 1.550
videocassette.
A che periodo corrispondono
le audiocassette?
Le audiocassette partono dal settennato
Leone (1971-1978) corrispondente all’incirca al periodo
di diffusione in Italia di questo tipo di supporto nell’ambito
di attività della pubblica amministarzione. La
quantità aumenta con il tempo, legata al maggior
numero di impegni del Presidente che si ritiene di dover
registrare.
Chi decide cosa registrare
e filmare?
La decisione relativa a quali eventi
registrare, e anche a quali filmare, è di competenza
del consigliere capo dell’Ufficio per la Stampa e l’informazione,
stretto collaboratore del Presidente e persona di sua
massima fiducia. Naturalmente i presenti alle udienze
sono informati della registrazione.
Ci potrebbe descrivere
più dettagliatamente i contenuti?
Per il Presidente Leone si conservano,
a partire dal 1972, 325 audiocassette, ognuna delle
quali può riferirsi a più eventi. Si riferiscono,
di massima, a eventi dell’attività presidenziali,
quali visite di Stato, viaggi all’estero, udienze, conferimento
di premi; ci sono anche sei interviste, una delle quali,
per esempio, rilasciata a Oriana Fallaci nel marzo del
1973. Più scarse sono le registrazioni del Presidente
Pertini, 81, che si riferiscono solo agli anni 1982-1984.
Rispetto a quelle del settennato precedente includono
un maggior numero di interviste e, in conformità
allo stile informale che ne caratterizzò la Presidenza,
vengono registrati anche scambi di battute con i giornalisti,
con studenti o anche, ad esempio, il saluto e la conversazione
a tavola con i calciatori che vinsero la Coppa del mondo
nel 1982. Per la Presidenza Cossiga si conservano 770
audiocassette, dal luglio 1985 all’aprile 1992. Permane
la possibilità che una cassetta registri più
eventi, ma è anche possibile che per un evento
si conservino varie cassette, soprattutto nel caso di
visite del Presidente in Italia o all’estero, quando
vengono documentate anche conferenze stampa, incontri
con le comunità italiane, scambi di battute con
i giornalisti. Viene registrata anche qualche telefonata,
per esempio gli auguri di Natale agli uomini impegnati
in Iraq per la crisi del Golfo del 1990. Ci sono circa
50 interviste a telegiornali, radiogiornali, riviste
e quotidiani, oltre a conferenze stampa. Più
consistente è il numero delle audiocassette della
Presidenza Scalfaro, ben 2.811 dal 1992 al 1999: per
una più razionale conservazione ogni cassetta
registra un solo evento. E’ più consistente il
numero delle udienze registrate, anche se in quantità
non superiore a un terzo degli impegni quotidiani del
Presidente, e si conserva anche memoria di alcuni colloqui
più informali o riservati. Dal 1999 al 2006,
per la Presidenza Ciampi, si conservano 1.113 audiocassette
in cui risultano registrate solo udienze ufficiali.
E le videocassette?
Le videocassette sono circa 1.500
(950 per Scalfaro e 550 per Ciampi) e partono dal settennato
Scalfaro.
Le videocassette versate all’Archivio storico costituiscono,
in sostanza, una video rassegna stampa, cioè
tutto il materiale mandato in onda dalle televisioni,
pubbliche e private, che riguarda la figura del Presidente
(dai telegiornali a “ Striscia la notizia” e a tutte
le dirette RAI, girate in occasione di eventi come per
esempio, la visita al Papa).
Le audiocassette e le videocassette
si riferiscono agli stessi eventi?
Non necessariamente. Da una comparazione
effettuata per la Presidenza Ciampi tra un documento
cartaceo come il Diario storico (che contiene tutti
gli impegni giornalieri dei Presidenti), le audio e
le videocassette, è risultata frequente una non
corrispondenza tra le diverse tipologie di fonti.
Per esempio, talvolta possediamo la registrazione audio
e la ripresa video (come per l’incontro a Castelporziano
del 4 settembre 1999 tra il Presidente Ciampi e il Presidente
dell’Autorità Nazionale Palestinese Arafat).
Talvolta, invece, l’udienza è testimoniata solo
da ripresa video e non da registrazione audio, perché
il Presidente non pronuncia un discorso ufficiale (per
es. l’udienza concessa allo stesso Arafat il 15 febbraio
2000). Di molte udienze, al contrario, possediamo solo
la registrazione audio perché il Presidente della
Repubblica pronuncia un discorso nell’ambito di un evento
non trasmesso in televisione.
Per alcune cerimonie, come per esempio le lettere credenziali
presentate dai nuovi ambasciatori o i giuramenti dei
Giudici costituzionali, non abbiamo né video
né audio, ma solo fotografie poiché in
questi casi non si pronunciano discorsi ufficiali o
l’evento non ha una risonanza tale da essere trasmesso
in televisione.
Questi materiali si possono
consultare?
Sì. Per la consultazione
delle audiocassette esistono elenchi, per ora soltanto
in word, contenenti la data, l’indicazione dell’avvenimento
e spesso i nomi degli interlocutori del Presidente.
Solo per la Presidenza Ciampi le audiocassette hanno
strumenti di ricerca elettronici.
Anche per le videocassette, come strumento di ricerca,
si è compilato esclusivamente un elenco in word,
recante l’informazione della data e dell’avvenimento
filmato; per quelle della Presidenza Ciampi possediamo
un elenco di versamento, contenente la specifica delle
reti televisive che hanno trasmesso l’evento.
La consultabilità è ovviamente senza problemi
per gli impegni pubblici dei Presidenti della Repubblica.
Il materiale restante, prevalentemente relativo alle
udienze a Palazzo, è regolato – per quanto attiene
alla riservatezza e alla tutela della privacy - dal
regolamento vigente. Tutte le audiocassette e videocassette,
comunque, vengono sempre sottoposte al vaglio degli
archivisti prima di essere date in consultazione. Si
deve sempre tenere presente che la documentazione da
noi conservata rientra in gran parte negli ultimi 50anni.
Ci sono problemi particolari
per la conservazione?
Tutte le audiocassette sono purtroppo
conservate in un unico esemplare, sul supporto versato
all’Archivio storico, e questo crea problemi per la
consultazione, perché l’uso frequente nel tempo
potrà danneggiarle. Per esempio le audiocassette
della Presidenza Leone presentano già fruscii
e non sono di chiarissimo ascolto. Lo stesso discorso
vale per le videocassette, per ora conservate anch’esse
in un unico esemplare.
Rientra tra le priorità dell’Archivio storico
avviare la riproduzione dei materiali su nuovi supporti,
sia a fini di conservazione che per migliorare la visione
e l’ascolto e rendere più agevole consultazione.
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