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Nell’ambito della conferenza internazionale
tenutasi nel Complesso del San Michele a Roma, promossa
dal Dipartimento per la ricerca l'innovazione e l'organizzazione
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
si è discusso dello stato della digitalizzazione,
dei contenuti culturali e dei servizi di accesso a:
''Musei, biblioteche e archivi on line: il servizio
Michael e altre iniziative internazionali”. In quattro
sessioni: ''Accesso alla cultura on line: lo spazio
informativo culturale europeo'', ''Utenti contenuti
e servizi'', ''La cultura per il turismo'' e ''Il patrimonio
culturale digitale nel mondo'', si è approfondito
la riflessione sul tema di grande attualita', oggetto
della raccomandazione della Commissione europea del
24 agosto 2006, relativo alla digitalizzazione e all'accessibilita'
on line del materiale culturale. L'iniziativa e' promossa
da MICHAEL - Multilingual inventory of cultural heritage
in Europe, progetto coordinato dal ministero per i Beni
e le Attivita' Culturali inaugurato nel 2004, primo
passo nel processo di costruzione della Biblioteca digitale
europea. MICHAEL è un progetto innovativo che
ha l’obiettivo di rendere accessibile al mondo intero
il patrimonio culturale europeo. Il progetto è
finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del
programma eTen, che mira a promuovere lo sviluppo di
servizi transeuropei, basati sulle reti di telecomunicazione.
MICHAEL intende fornire accesso semplice e veloce alle
collezioni digitali di musei, biblioteche ed archivi
dei diversi Paesi europei. I lavori sono iniziati nel
giugno 2004, allo scopo di realizzare una piattaforma
multilingue open source dotata di un motore di ricerca.
Entro il 2007 la piattaforma MICHAEL consentirà
di reperire collezioni digitali distribuite in tutta
Europa. MICHAEL potrà prestarsi a molti impieghi,
per esempio studenti e ricercatori potranno trovare
informazioni su collezioni europee in precedenza difficili
da reperire. I servizi supporteranno anche il turismo
culturale, le industrie creative e altri interessi.
Alla manifestazione hanno partecipato oltre al Ministro
per i Beni e le Attività Culturali, Francesco
Rutelli, i massimi esponenti del settore italiani e
straneri, tra cui anche una rappresentanza dagli Stati
Uniti e dalla Cina
Di tale iniziativa abbiamo parlato con Rossella Caffo,
coordinatrice del progetto MICHAEL.
Come è nata l’idea
di realizzare MICHAEL?
Noi siamo un gruppo di esperti della digitalizzazione
del patrimonio, costituito da rappresentanti dei 25
Paesi membri dell’Unione europea, è un’iniziativa
importante che è nata nel 2001 proprio sotto
la Presidenza svedese dell’Unione europea per volontà
della Commissione europea in collaborazione con gli
Stati membri, per creare un gruppo stabile dei rappresentanti
nazionali, che coordinassero le politiche e i programmi
di digitalizzazione degli Stati membri.
Quindi, nell’ambito di questo gruppo dei rappresentanti
nazionali, si è creato un rapporto di collaborazione
molto stretto in particolare col rappresentante del
Ministero francese e col rappresentante dell’agenzia
governativa Museum Libreries and Archives del Regno
Unito. Dal lavoro, che avevamo già avviato insieme,
lavoro realizzato nell’ambito del progetto Minerva,
abbiamo pensato di realizzare un vero e proprio servizio
di accesso al patrimonio.
Chi?
L’Italia, la Francia e il Regno Unito. L’Italia come
coordinatore.
E per l’Italia lei che
ruolo ricopre?
Io sono la rappresentante nazionale del gruppo degli
esperti del patrimonio. Rappresento l’Italia.
Da quando?
Dall’inizio del 2001. Poi ho coordinato il progetto
MINERVA che ha posto le basi teoriche e gli strumenti
per realizzare il progetto MICHAEL, di cui sono egualmente
coordinatrice.
In che consiste il progetto
MICHAEL?
Il progetto si basa sul censimento delle risorse digitali
esistenti, delle collezioni digitali esistenti nei tre
Paesi, vale a dire quello che già esiste ma non
è conosciuto, che non si trova perciò
del tutto in linea, anzi solo una bassa percentuale.
La maggior parte si trova presso gli Istituti.
Mi può fare un esempio?
Parliamo di Cd, DVD, data base che non sono fruibili
in rete ma che spesso sono invece molto interessanti.
Oltretutto la conoscenza di questo patrimonio, che non
è in rete, può anche produrre un’attività
per cui, questo patrimonio può essere recuperato
in rete. Quindi abbiamo avviato tutta questa grossa
attività di censimento realizzata sulla base
di uno standard di descrizione. Questo è anche
l’elemento importante e innovativo, poiché noi
abbiamo creato insieme ai francesi e gli inglesi uno
standard per la descrizione delle collezioni digitali,
che potesse essere applicato a collezioni provenienti
sia da biblioteche, archivi e musei, promuovendo l’integrazione
fra tutti i settori del patrimonio culturale, e l’interoperabilità
tra contenuti e servizi dei i vari Paesi europei. Abbiamo
realizzato i censimenti e abbiamo costruito un portale
di accesso per l’accesso. Tutto questo è stato
presentano il 4 e il 5 dicembre 2006 nell’ambito della
conferenza internazionale. Ora abbiamo in linea i tre
portali nazionali, dell’Italia, Francia e Inghilterra,
che contengono le collezioni già censite, che
sono in tutto 3000 e che danno accesso a centinaia di
miglia , se non di milioni di oggetti.
Che intende per collezione?
Noi per collezioni digitali intendiamo database, cataloghi,
raccolte di immagini digitali, in movimento fisse, ecc.
In che consiste lo standard
di descrizione?
Si basa sullo standard Dublin core collection level
description ed è costituito da 5 schede, che
potremmo chiamare di descrizione; 1) prima di tutto
una che descriva l’istituzione che ha prodotto la collezione
digitale in oggetto; 2) poi una che descrive la collezione
digitale; 3) una che descrive la collezione fisica a
cui la collezione digitale si riferisce; 4) una che
descrive il programma o progetto da cui è derivata
la collezione; 5) infine una che descrive il servizio
attraverso il quale la collezione è resa disponibile.
Quale servizio?
Può essere un sito web, un DVD o un CD che si
trova presso l’istituzione ecc.
Quando si è avviato
il progetto?
Nel 2004, il progetto dura 36 mesi. E’ molto importante
sottolineare che l’interesse suscitato dal progetto,
ha fatto sì che altri 11 Paesi dell’Unione Europea
vi abbiano aderito, sempre con un altro contributo comunitario:
Finlandia, Germania,Grecia, Malta, Paesi Bassi, Polonia,
Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia,Ungheria
. Non solo, ma anche altri Paesi dell’Unione hanno già
espresso interesse, e sono: l’Estonia, la Slovenia,
l’Irlanda e il Belgio, nonché Paesi al di fuori
dell’Unione, quali: Israele, Canada, Egitto e Serbia.
Gli Stati Uniti come si
rapportano al progetto?
Abbiamo già avviato un rapporto di collaborazione,
con la Library of Congress che ha già realizzato
un grande progetto dal titolo “The world digital library,
che peraltro è stato presentato durante la conferenza
MICHAEL.
Avete intenzione di collaborare?
Certo potrebbe essere questo il punto: noi diamo visibilità
a loro, e loro a noi.
Come si conclude il progetto?
Con la sua estensione nella metà del 2008, ma
posso dire, già da ora, che tra un anno noi presenteremo
il portale arricchito dei contenuti degli altri 11 Paesi.
Quindi tra un anno il portale che adesso dà accesso
alle collezioni di Italia, Francia e Regno Unito, darà
accesso alle collezioni di 14 Paesi. Inoltre stiamo
continuamente arricchendo di contenuti i portali, perché
i censimenti continuano ad andare avanti. L’appuntamento
è perciò tra un anno con una massa critica
di contenuti molto importante.
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