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  Le Interviste   MultiMedia 15 dicembre 2008, n.45
RomaLazioFilmCommission, una Fondazione al servizio del cinema. 
di Ornella Nicotra
Intervista alla dott.ssa Cristina Priarone

 

direttrice della FOndazione

Roma Lazio Film Commission  è una struttura che si occupa di incentivare le imprese nazionali e straniere del settore cinematografico e audiovisivo ad investire e produrre a Roma e nel territorio regionale, promuovere unitariamente l’immagine di Roma e del Lazio, per far conoscere il patrimonio culturale, ambientale e turistico e sviluppare la crescita della competitività territoriale.

         - Dott.ssa Priarone, quando e come è nata l’idea della Fondazione?

La fondazione nasce nel luglio 2007, ma  diventa operativa in ottobre. I soci fondatori sono la Regione Lazio, il comune di Roma, le province di Rieti, Viterbo e Frosinone. Nasce con l’intento di offrire al settore audiovisivo e cinematografico una struttura unitaria che fornisca servizi di film commission, ma anche per  attuare una promozione del settore e del territorio in modo unitario. Questo in quanto la situazione precedente vedeva operare sia a Roma che nel Lazio, due strutture distinte: la RomaFilmCommision (in convezione tra Comune e Cinecittà Studio) e la LazioFilmCommission (in convezione Cinecittà Holding e Regione). La RomaFilmCommision era, in sostanza, l’ufficio permessi del comune di Roma, la LazioFilmCommission era configurata come struttura dedicata allo sviluppo del settore di coproduzione. La fondazione nasce è per dare una struttura più unitaria al territorio.

-         Per quale motivo gli enti locali hanno investito sul progetto?

Diciamo che la situazione precedente non era ottimale. Principalmente gli enti vogliono promuovere il territorio tramite il cinema e il settore  cinema attraverso il territorio. Considerato che  il cinema italiano è rappresentato in larga parte proprio dal nostro territorio. In ogni caso la fondazione ha come finalità la promozione e il sostegno del settore cinema nel suo complesso, non solo a livello regionale.

- Cosa intendete per promozione del territorio?

 

Per esempio promuovere gli aspetti legati al cine-turismo. Se un grosso film  viene ambientato in una certa località, in genere, c’è un forte ritorno turistico. Emblematico è il turismo indiano in Svizzera. Bollywwood individuò ormai 15 anni fa la Svizzera come ambientazione di molti film  e questo ha comportato un grosso flusso di turisti legato ai viaggi di nozze e al cine-turismo in generale. Quindi portare produzioni in un certo territorio, significa promuovere quel territorio tramite il cinema. Ma non solo, significa favorire lo sviluppo economico, perchè le fasi di ripresa ma anche di post produzione comportano un indotto: vengono prese comparse, attrezzature, catering hotel. Il cinema è un investimento economico che ha un ritorno medio del 300 per cento. Se si investe 1 euro per promuovere un certo territorio tramite il cinema, si ha un ritorno tre volte maggiore, in termini di ricaduta economica.

- Costruite percorsi di cine-turismo o questo viene lasciato all’iniziativa della imprese che si occupano di turismo?

E’ un’attività che abbiamo in progetto. Per il momento stiamo mappando quello che già è in essere presso altre strutture. Su Roma ci sono itinerari offerti da società private o esperimenti promossi dal Comune, come quello dell’Atac che due anni fa creò un percorso sui set più famosi della città.

Attualmente offriamo un servizio per gli addetti del settore organizzando diversi location tour: accompagniamo produttori e registi stranieri  in giro per i set del Lazio, indichiamo le risorse del territorio: gli studi cinematografici, i grandi talenti, le nostre grandi maestranze. Penso, per esempio, al settore delle scenografie, dei costumi, degli accessori, che sono un orgoglio della nostra città.

Mostriamo loro i set delle produzioni famose: Ariccia, la Villa Chigi dove è stato ambientato il Gattopardo oppure Palestrina, teatro di Pane amore e fantasia.

Il fine è quello di  attrarre e portare produzioni nazionali e internazionali a girare qui.

E’ un settore dove c’è molta concorrenza, sia con le altre regioni italiane, ma soprattutto con l’estero. Pensiamo a Bucarest o a Praga, città che  offrono grandi servizi e propongono costi degli studi, delle comparse e delle figure che lavorano sul set altamente competitivi.

 

-         Dal vostro sito si deduce che la Fondazione offra servizi a tutto tondo per chi svolge attività di produzione, ma anche per chi cerca informazioni. Mi riferisco al settore dedicato alle news o a quello con l’indicazione dei set in corso

Io credo che FilmCommission debba essere una  struttura trasversale. Sicuramente nasce per essere una leva economica, sono stati fatti degli investimenti  ed è importante che si agisca in termini di ritorno sul territorio. Però ritengo anche che debba essere una struttura di riferimento per chi non è del settore. La sezione dei set in corso, che lei giustamente menzionava, dovrebbe essere  sempre aggiornata e ampliata, stiamo lavorando anche su questo, mettendo a punto una collaborazione con l’Ufficio Cinema di Roma.

-Avete in programma progetti di formazione?

Si. Abbiamo già fatto una prima esperienza col Cine Campus, durante il Festival di Roma.  L’iniziativa è partita in collaborazione con l’International Film QWorkshop Academy di Berlino che si è occupata della diffusione  a tutte le scuole di cinema e agli addetti del settore. Sono intervenuti grandi nomi del cinema italiano, ognuno dei quali ha spiegato il proprio lavoro.  Per esempio la  lezione di Pier Paolo Zerilli, che è la persona che seleziona e acquista i film stranieri per Medusa Film,ha spiegato come vendere il proprio progetto, come trovarsi un produttore.

Contiamo di ripetere l’esperienza, considerato il successo. Presto avremo sul sito i video delle lezione. Vorremmo creare una library di lezioni di cinema.

-         State costruendo una banca dati con le informazioni che mettete a disposizione?

E’ un work in progress, che comporta un investimento considerevole, per ora siamo ancora un gruppo piccolo. Al momento abbiamo solo la guida alla produzione realizzata dalle precedenti FilmCommission.

-State cercando di trasformare il sito in uno strumento di lavoro anche per chi fa attività di produzione, ma non conosce i nuovi media?

Vorremmo essere una sorta di tutor delle professionalità del Lazio che si offrono in  modo meno moderno di quanto sarebbe necessario su uno scenario internazionale.E’ un obiettivo a cui teniamo molto.

-         Altri progetti in corso?

-         A febbraio il Festival di Berlino, dove saremo presenti in collaborazione con le FilmCommission europee e avremo incontri di coproduzione. E’ una delle attività che portiamo avanti con particolare successo. Daremo vita alla 13°  edizione degli incontri di coproduzione delle regioni capitali. Si tratta di un network in cui si  incontrano produttori italiani, tedeschi, francesi e spagnoli per confrontarsi sui progetti che noi raccogliamo in anticipo. E’ una piattaforma di incontro gratuita che dà via alla nascita di coproduzioni. Al giorno d’oggi fare un film in modo autonomo è molto difficile  per un produttore, la coproduzione diventa quasi imprescindibile, specie con i coproduttori stranieri. Quest’anno sono nate 4 coproduzioni tra Lazio e regioni europee .

-         Quindi siete un ente promotore?

Assolutamente si. È il tratto distintivo della nostra FilmCommission, quello che ci differenzia dalle altre strutture similari.E’ fondamentale dare valore aggiunto, essere una leva di mercato vera, È importante, per no, essere una leva per lo sviluppo di progetti.

-Un produttore o un regista che non riesce a sviluppare il suo progetto, può rivolgersi a voi?

Si, noi lo aiutiamo a trovare un produttore o un coproduttore straniero.

-Avete una commissione  che valuta i progetti?

No , noi  mettiamo solo in contatto. Organizziamo  gli incontri di coproduzione, diamo visibilità ai progetti. Per esempio, possiamo dire a un produttore americano: ‘C’è questo progetto, che potrebbe essere in sintonia  con i progetti che fai tu.’ Da qui, spesso,  la cosa va avanti e il film si fa.

-Quindi indirizzate secondo la tipologia di proposte al produttore che ritenete più opportuno riguardo quella proposta?.

Si o meglio  viene fatto un lavoro più su larga scala, cioè i progetti vengono proposti a un grosso numero di produttori. Tutti quelli stranieri con cui entriamo in contatto hanno modo di vedere i progetti che sono in fieri nel Lazio.

-Questo avviene con degli incontri?

Si, di base l’attività avviene contattando i produttori italiani e raccogliendo i progetti che vogliono proporre. Nella giornata di incontro a Berlino presenteremo i progetti che abbiamo raccolto, la stessa cosa faranno i nostri partener FilmCommission, quest’nno parteciperà anche Israele. Una volta raccolti progetti e iscrizioni, si presenta un elenco ai produttori partecipanti all’incontro. I produttori arrivano  sapendo già quali sono i progetti in ballo e avendo individuato quelli che a cui sono interessati.

 

-         Siete l’unico esempio in Italia o esistono altre strutture similari?

 

Esistono FilmCommission più grandi e più piccole, ma non hanno l’attività di sviluppo della coproduzione che abbiamo noi.

- Si tratta  sempre di fondazioni?

Non sempre, infatti mi  auguro che il Ministero dello Spettacolo arrivi a una definizione precisa di che cosa sia una FilmCommmision, definendo dei criteri di riconoscimento. Per ora non è stato fatto.

 

Grazie della sua disponibilità  e tanti auguri di Buone Feste.

 

 

 

 

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