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Roma
Lazio Film Commission è una struttura che si occupa di incentivare le imprese nazionali e
straniere del settore cinematografico e audiovisivo ad
investire e produrre a Roma e nel territorio regionale,
promuovere unitariamente l’immagine di Roma e del Lazio, per
far conoscere il patrimonio culturale, ambientale e turistico
e sviluppare la crescita della competitività territoriale.
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Dott.ssa Priarone, quando e come è nata l’idea
della Fondazione?
La fondazione
nasce nel luglio 2007, ma
diventa operativa in ottobre. I soci fondatori sono la
Regione Lazio, il comune di Roma, le province di Rieti,
Viterbo e Frosinone. Nasce con l’intento di offrire al
settore audiovisivo e cinematografico una struttura unitaria
che fornisca servizi di film commission, ma anche per
attuare una promozione del settore e del territorio in
modo unitario. Questo in quanto la situazione precedente
vedeva operare sia a Roma che nel Lazio, due strutture
distinte: la RomaFilmCommision (in convezione tra Comune e
Cinecittà Studio) e la LazioFilmCommission (in convezione
Cinecittà Holding e Regione). La RomaFilmCommision era, in
sostanza, l’ufficio permessi del comune di Roma, la
LazioFilmCommission era configurata come struttura dedicata
allo sviluppo del settore di coproduzione. La fondazione nasce
è per dare una struttura più unitaria al territorio.
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Per quale motivo gli enti locali hanno
investito sul progetto?
Diciamo che la
situazione precedente non era ottimale. Principalmente gli
enti vogliono promuovere il territorio tramite il cinema e il
settore cinema
attraverso il territorio. Considerato che
il cinema italiano è rappresentato in larga parte
proprio dal nostro territorio. In ogni caso la fondazione ha
come finalità la promozione e il sostegno del settore cinema
nel suo complesso, non solo a livello regionale.
- Cosa
intendete per promozione del territorio?
Per esempio promuovere
gli aspetti legati al cine-turismo. Se un grosso film
viene ambientato in una certa località, in genere,
c’è un forte ritorno turistico. Emblematico è il turismo
indiano in Svizzera. Bollywwood individuò ormai 15 anni fa la
Svizzera come ambientazione di molti film
e questo ha comportato un grosso flusso di turisti
legato ai viaggi di nozze e al cine-turismo in generale.
Quindi portare produzioni in un certo territorio, significa
promuovere quel territorio tramite il cinema. Ma non solo,
significa favorire lo sviluppo economico, perchè le
fasi di ripresa ma anche di post produzione comportano un
indotto: vengono prese comparse, attrezzature, catering hotel.
Il cinema è un investimento economico che ha un ritorno
medio del 300 per cento. Se si investe 1 euro per
promuovere un certo territorio tramite il cinema, si ha un
ritorno tre volte maggiore, in termini di ricaduta economica.
- Costruite
percorsi di cine-turismo o questo viene lasciato
all’iniziativa della imprese che si occupano di turismo?
E’
un’attività che abbiamo in progetto. Per il momento stiamo
mappando quello che già è in essere presso altre strutture.
Su Roma ci sono itinerari offerti da società private o
esperimenti promossi dal Comune, come quello dell’Atac che
due anni fa creò un percorso sui set più famosi della città.
Attualmente
offriamo un servizio per gli addetti del settore organizzando
diversi location tour: accompagniamo produttori e
registi stranieri in
giro per i set del Lazio, indichiamo le risorse del territorio:
gli studi cinematografici, i grandi talenti, le nostre grandi
maestranze. Penso, per esempio, al settore delle scenografie,
dei costumi, degli accessori, che sono un orgoglio della
nostra città.
Mostriamo loro i
set delle produzioni famose: Ariccia, la Villa Chigi dove è
stato ambientato il Gattopardo oppure Palestrina,
teatro di Pane amore e fantasia.
Il fine è
quello di attrarre
e portare produzioni nazionali e internazionali a girare qui.
E’ un settore
dove c’è molta concorrenza, sia con le altre regioni
italiane, ma soprattutto con l’estero. Pensiamo a Bucarest o
a Praga, città che offrono
grandi servizi e propongono costi degli studi, delle comparse
e delle figure che lavorano sul set altamente competitivi.
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Dal vostro sito si deduce che la Fondazione offra
servizi a tutto tondo per chi svolge attività di produzione,
ma anche per chi cerca informazioni. Mi riferisco al settore
dedicato alle news o a quello con l’indicazione dei set in
corso
Io
credo che FilmCommission debba essere una
struttura trasversale. Sicuramente nasce per essere una
leva economica, sono stati fatti degli investimenti
ed è importante che si agisca in termini di ritorno
sul territorio. Però ritengo anche che debba essere una
struttura di riferimento per chi non è del settore. La
sezione dei set in corso, che lei giustamente menzionava,
dovrebbe essere sempre
aggiornata e ampliata, stiamo lavorando anche su questo,
mettendo a punto una collaborazione con l’Ufficio Cinema di
Roma.
-Avete
in programma progetti di formazione?
Si.
Abbiamo già fatto una prima esperienza col Cine Campus,
durante il Festival di Roma.
L’iniziativa è partita in collaborazione con l’International
Film QWorkshop Academy di Berlino che si è occupata della
diffusione a
tutte le scuole di cinema e agli addetti del settore. Sono
intervenuti grandi nomi del cinema italiano, ognuno dei quali
ha spiegato il proprio lavoro. Per esempio la lezione
di Pier Paolo Zerilli, che è la persona che seleziona e
acquista i film stranieri per Medusa Film,ha spiegato come
vendere il proprio progetto, come trovarsi un produttore.
Contiamo
di ripetere l’esperienza, considerato il successo. Presto
avremo sul sito i video delle lezione. Vorremmo creare una
library di lezioni di cinema.
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State costruendo una banca dati con le
informazioni che mettete a disposizione?
E’
un work in progress, che comporta un investimento
considerevole, per ora siamo ancora un gruppo piccolo. Al
momento abbiamo solo la guida alla produzione realizzata dalle
precedenti FilmCommission.
-State
cercando di trasformare il sito in uno strumento di lavoro
anche per chi fa attività di produzione, ma non conosce i
nuovi media?
Vorremmo
essere una sorta di tutor delle professionalità del Lazio che
si offrono in modo meno moderno di quanto sarebbe necessario su uno
scenario internazionale.E’ un obiettivo a cui teniamo molto.
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Altri progetti in corso?
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A febbraio il Festival di Berlino, dove saremo presenti
in collaborazione con le FilmCommission europee e avremo
incontri di coproduzione. E’ una delle attività che
portiamo avanti con particolare successo. Daremo vita alla 13°
edizione degli incontri di coproduzione delle regioni
capitali. Si tratta di un network in cui si
incontrano produttori italiani, tedeschi, francesi e
spagnoli per confrontarsi sui progetti che noi raccogliamo in
anticipo. E’ una piattaforma di incontro gratuita che dà
via alla nascita di coproduzioni. Al giorno d’oggi fare un
film in modo autonomo è molto difficile
per un produttore, la coproduzione diventa quasi
imprescindibile, specie con i coproduttori stranieri.
Quest’anno sono nate 4 coproduzioni tra Lazio e regioni
europee .
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Quindi siete un ente promotore?
Assolutamente
si. È il tratto distintivo della nostra FilmCommission,
quello che ci differenzia dalle altre strutture similari.E’
fondamentale dare valore aggiunto, essere una leva di mercato
vera, È importante, per no, essere una leva per lo sviluppo
di progetti.
-Un
produttore o un regista che non riesce a sviluppare il suo
progetto, può rivolgersi a voi?
Si,
noi lo aiutiamo a trovare un produttore o un coproduttore
straniero.
-Avete
una commissione che
valuta i progetti?
No
, noi mettiamo solo in contatto. Organizziamo gli incontri di coproduzione, diamo visibilità ai progetti.
Per esempio, possiamo dire a un produttore americano: ‘C’è
questo progetto, che potrebbe essere in sintonia
con i progetti che fai tu.’ Da qui, spesso,
la cosa va avanti e il film si fa.
-Quindi
indirizzate secondo la tipologia di proposte al produttore che
ritenete più opportuno riguardo quella proposta?.
Si o
meglio viene
fatto un lavoro più su larga scala, cioè i progetti
vengono proposti a un grosso numero di produttori. Tutti
quelli stranieri con cui entriamo in contatto hanno modo di
vedere i progetti che sono in fieri nel Lazio.
-Questo
avviene con degli incontri?
Si, di
base l’attività avviene contattando i produttori italiani e
raccogliendo i progetti che vogliono proporre. Nella giornata
di incontro a Berlino presenteremo i progetti che abbiamo
raccolto, la stessa cosa faranno i nostri partener
FilmCommission, quest’nno parteciperà anche Israele. Una
volta raccolti progetti e iscrizioni, si presenta un elenco ai
produttori partecipanti all’incontro. I produttori arrivano
sapendo già quali sono i progetti in ballo e avendo
individuato quelli che a cui sono interessati.
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Siete l’unico esempio in Italia o esistono
altre strutture similari?
Esistono
FilmCommission più grandi e più piccole, ma non hanno
l’attività di sviluppo della coproduzione che abbiamo noi.
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Si tratta sempre di fondazioni?
Non
sempre, infatti mi auguro che il Ministero dello Spettacolo arrivi a una
definizione precisa di che cosa sia una FilmCommmision,
definendo dei criteri di riconoscimento. Per ora non è stato
fatto.
Grazie
della sua disponibilità
e tanti auguri di Buone Feste.
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