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In questi giorni di lunga
vigilia elettorale vogliamo segnalare una singolare iniziativa sulla rete, che
potremmo qualificare di “servizio” e decisamente innovativa dal punto di
vista multimediale, promossa dal centro d’ascolto dell’informazione
radio-tv, una società
specializzata nel monitoraggio televisivo: sulla prima pagina del sito www.centrodiascolto.it
sono fruibili on line per i
non udenti i confronti politici trasmessi in tv da Rai e Mediaset. Sottotitolati
appunto dal centro d’ascolto. Abbiamo deciso di intervistare il direttore
della struttura, Gianni Betto, per
far conoscere ai lettori di
Multimedia una realtà ancora
troppo riservata agli addetti ai
lavori.
Quali
sono le attività del Centro d’ascolto sull’informazione?
Il
Centro d’ascolto effettua il monitoraggio televisivo. Tutto quanto c’è in televisione viene visto e analizzato.
Facciamo un esempio: in un telegiornale ci sono delle fasi, che noi definiamo
“eventi”. 21 eventi, dalle
sigle ai titoli, dalle interviste ai collegamenti. Tutto questo è analizzato e
quantificato. Il soggetto
intervistato viene identificato all’interno del suo contesto (la notizia) e
classificato come appartenente ad una delle
due macrocategorie individuate nella nostra analisi (soggetti politici e
sociali). Nel caso si tratti di un
soggetto politico si attribuisce un tempo di partito, o istituzionale qualora il
soggetto ricopra incarichi istituzionali. I soggetti sociali sono classificati
in base alla categoria di appartenenza. La stessa cosa avviene per la
partecipazione di soggetti sociali o politici alle trasmissioni – il
monitoraggio del centro d’ascolto esclude solo gli avvenimenti sportivi e la
fiction dai rilevamenti – Viene identificato l’argomento della trasmissione,
sintetizzato il tema di cui si
parla e rilevato il tempo di parola degli ospiti.
E
questa enorme mole di dati dove va a finire?
Tutti
questi dati finiscono in un archivio, consultabile secondo diverse modalità. Si
può interrogare la banca dati selezionando le trasmissioni, i telegiornali, incrociare le informazioni sui soggetti rilevati, i partiti o
le categorie sociali di appartenenza.
L’obiettivo
è avere una panoramica completa di tutta l’informazione,
di tutta la comunicazione all’interno delle tv nazionali terrestri
(Rai, Mediaset, La 7, Mtv, Rete A).
Presto rileveremo anche Sky tg 24, poiché
è una delle tv satellitari più seguite,
e stiamo pensando di
monitorare anche la radio – attività svolta dal centro d’ascolto su
progetti specifici in passato –
Quando
è nata la vostra struttura?
Il
centro d’ascolto nasce nel 1981, su iniziativa di Marco Pannella. Con
l’obiettivo, che è ancora quello attuale, di vedere cosa succede in
televisione (il mezzo ancora oggi,
assieme alla radio, più diffuso in tutte le case): come viene rappresentata
l’informazione, come viene diffusa l’immagine degli esponenti politici, dei
partiti, delle istituzioni. Dal punto di vista aziendale il “Cd’A” è una
divisione di una società per azioni che opera in autonomia rispetto al contesto
radicale. Ha un organico di 33 persone, con percorsi formativi specializzati
nella comunicazione televisiva.
Chi
sono gli interlocutori del centro d’ascolto, i consumatori di prodotti e
servizi così specializzati?
I
primi progetti furono realizzati per il gruppo parlamentare radicale; poi fu lo
stesso servizio pubblico a ricorrere ai
nostri dati: tra i primi la commissione di vigilanza Rai. Per molti anni il centro d’ascolto è stata l'unica struttura a cui il
Parlamento e le autorità di controllo sull'informazione si siano potuti
rivolgere per avere un'analisi completa (qualitativa e quantitativa)
sull'accesso e la presenza degli esponenti politici nelle trasmissioni
televisive e nei Tg. Ha quindi operato finora prevalentemente nel mondo
istituzionale ma l’arrivo sul mercato di nuovi “competitors” da un lato,
l’evoluzione delle tecnologie connesse alla rete dall’altro, ci hanno spinto
a ripensare obiettivi e strategie
della nostra azienda.
Non
va dimenticato che i soggetti interessati alla comunicazione, alla
rappresentazione di gruppi sociali, politici in tv sono soggetti pubblici e
privati: non solo autorità di garanzia e istituzioni insomma ma mondo dello
sport, dello spettacolo, del giornalismo, privati cittadini, studiosi e che il
rilevamento non è solo un banale computo di tempi, di presenze in tv
ma un vero approfondimento sull’informazione.
Il
servizio che il centro d’ascolto oggi offre è una “rassegna video”
completa della notizia: dopo la classificazione, la catalogazione dell’evento
informativo si dà la possibilità all’utente di accedere direttamente al
contenuto, alle immagini dell’evento/soggetto identificato. Nel 2003 il Centro
d’ascolto ha realizzato il proprio archivio,
digitalizzando tutto quanto
viene trasmesso dalle reti oggetto di monitoraggio, 24 ore su 24; ai file
conservati si affiancano le copie videoregistrate delle trasmissioni principali
andate in onda dal 1984.
Unendo contenuti audiovisivi
multimediali ai dati di monitoraggio possiamo garantire
all’utente l’accesso a tutte le risorse informative contenute nella
banca dati. Sarà l’utente stesso a costruirsi la propria rassegna video, la
propria pagina informativa.
Si
promuove così un accesso diretto alle informazioni, senza filtri.
In fondo questo modo di dare conoscenza, informazione, fa parte della
migliore tradizione storica radicale.
Sarà
possibile interrogare la banca dati e accedere ai contenuti digitali
direttamente e gratuitamente dal sito?
Stiamo
sperimentando un nuovo servizio, che vorremmo costruire
insieme agli utenti del sito. Dobbiamo capire quali servizi possono
essere gratuiti quali a pagamento. Non va dimenticato che questa struttura ha
dei costi di gestione elevati, e che i dati trattati sono “sensibili”,
proprio per il ruolo quasi istituzionale svolto finora dal centro d’ascolto.
In questa fase della nostra storia è diventata
centrale la comunicazione
in rete e l’interazione
con l’utente di internet: vogliamo promuovere un modello partecipativo di
servizio, far dialogare domanda e offerta di informazione.
Sono 1300/1400 gli utenti che ogni giorno, in media, contattano
il nostro sito; c’è una forte
crescita di interesse per
i servizi multimediali on
line. La nostra iniziativa di
“sottotitolare” il
faccia a faccia Prodi-Berlusconi è
stata seguita da oltre 4000 utenti. Il successo di questo piccolo esperimento di
partecipazione ci ha spinto a riproporre altri appuntamenti politici on line, i
video sottotitolati stanno
permettendo a migliaia di
elettori con problemi di sordità di
seguire il dibattito politico televisivo in questa campagna elettorale.
Quali
sono le sfide del futuro per il centro d’ascolto?
Oggi, con internet,
è cambiato l’accesso alle informazioni. Non solo si sta realizzando
l’auspicio di Bill Gates – un
computer in ogni casa - ma stiamo
assistendo ad un cambiamento ancora più radicale: un computer e internet in
ogni casa. Il computer si sta spostando dallo studio al salotto: tra breve non
attaccheremo più il cavo dell’antenna alla tv ma il cavo di internet alla tv.
La diffusione del telefono cellulare favorirà sempre più la domanda/offerta
di nuovi servizi informativi. Come cambierà l’informazione? Come farà
informazione la tv del futuro?
Anche il centro d’ascolto dovrà
raccogliere la sfida che i continui
cambiamenti della società dell’informazione imporranno a tutti gli attori
del mondo della comunicazione.
Grazie
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