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  Le Interviste   MultiMedia 31 marzo 2006  n. 8
Monitoraggio televisivo: il Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva
di Antonella Pagliarulo

Intervista a Gianni Betto

 

Direttore del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva .

www.centrodiascolto.it

In questi giorni di lunga vigilia elettorale vogliamo segnalare una singolare iniziativa sulla rete, che potremmo qualificare di “servizio” e decisamente innovativa dal punto di vista multimediale, promossa dal centro d’ascolto dell’informazione  radio-tv,  una società  specializzata nel monitoraggio televisivo: sulla prima pagina del sito www.centrodiascolto.it  sono fruibili  on line per  i non udenti i confronti politici trasmessi in tv da Rai e Mediaset. Sottotitolati appunto dal centro d’ascolto. Abbiamo deciso di intervistare il direttore della struttura, Gianni Betto,  per far conoscere  ai lettori di Multimedia una realtà  ancora troppo  riservata agli addetti ai lavori.

Quali sono le attività del Centro d’ascolto sull’informazione?

Il Centro d’ascolto effettua il monitoraggio televisivo.  Tutto quanto c’è in televisione viene visto e analizzato. Facciamo un esempio: in un telegiornale ci sono delle fasi, che noi definiamo “eventi”.  21 eventi, dalle sigle ai titoli, dalle interviste ai collegamenti. Tutto questo è analizzato e quantificato.   Il soggetto intervistato viene identificato all’interno del suo contesto (la notizia) e classificato come appartenente ad una delle  due macrocategorie individuate nella nostra analisi (soggetti politici e sociali). Nel caso  si tratti di un soggetto politico si attribuisce un tempo di partito, o istituzionale qualora il soggetto ricopra incarichi istituzionali. I soggetti sociali sono classificati in base alla categoria di appartenenza. La stessa cosa avviene per la partecipazione di soggetti sociali o politici alle trasmissioni – il monitoraggio del centro d’ascolto esclude solo gli avvenimenti sportivi e la fiction dai rilevamenti – Viene identificato l’argomento della trasmissione, sintetizzato il tema di  cui si parla e rilevato il tempo di parola degli ospiti.  

E questa enorme mole di dati dove va a finire? 

Tutti questi dati finiscono in un archivio, consultabile secondo diverse modalità. Si può interrogare la banca dati selezionando le trasmissioni, i telegiornali,  incrociare le informazioni sui soggetti rilevati, i partiti o le categorie sociali di appartenenza.

L’obiettivo è avere una panoramica completa di tutta l’informazione,  di tutta la comunicazione all’interno delle tv nazionali terrestri (Rai, Mediaset, La 7, Mtv,  Rete A). Presto rileveremo anche Sky tg 24, poiché  è una delle tv satellitari più seguite,  e stiamo pensando  di monitorare anche la radio – attività svolta dal centro d’ascolto su progetti specifici in passato –  

Quando è nata la vostra struttura? 

Il centro d’ascolto nasce nel 1981, su iniziativa di Marco Pannella. Con l’obiettivo, che è ancora quello attuale, di vedere cosa succede in televisione  (il mezzo ancora oggi, assieme alla radio, più diffuso in tutte le case): come viene rappresentata l’informazione, come viene diffusa l’immagine degli esponenti politici, dei partiti, delle istituzioni. Dal punto di vista aziendale il “Cd’A” è una divisione di una società per azioni che opera in autonomia rispetto al contesto radicale. Ha un organico di 33 persone, con percorsi formativi specializzati nella comunicazione televisiva.   

Chi sono gli interlocutori del centro d’ascolto, i consumatori di prodotti e servizi così specializzati?

I primi progetti furono realizzati per il gruppo parlamentare radicale; poi fu lo stesso servizio pubblico a ricorrere  ai nostri dati: tra i primi la commissione di vigilanza Rai. Per molti anni  il centro d’ascolto è stata l'unica struttura a cui il Parlamento e le autorità di controllo sull'informazione si siano potuti rivolgere per avere un'analisi completa (qualitativa e quantitativa) sull'accesso e la presenza degli esponenti politici nelle trasmissioni televisive e nei Tg. Ha quindi operato finora prevalentemente nel mondo istituzionale ma l’arrivo sul mercato di nuovi “competitors” da un lato, l’evoluzione delle tecnologie connesse alla rete dall’altro, ci hanno spinto a ripensare obiettivi e  strategie della nostra azienda.

Non va dimenticato che i soggetti interessati alla comunicazione, alla rappresentazione di gruppi sociali, politici in tv sono soggetti pubblici e privati: non solo autorità di garanzia e istituzioni insomma ma mondo dello sport, dello spettacolo, del giornalismo, privati cittadini, studiosi e che il  rilevamento non è solo un banale computo di tempi, di presenze in tv  ma un vero approfondimento sull’informazione.

Il servizio che il centro d’ascolto oggi offre è una “rassegna video” completa della notizia: dopo la classificazione, la catalogazione dell’evento informativo si dà la possibilità all’utente di accedere direttamente al contenuto, alle immagini dell’evento/soggetto identificato. Nel 2003 il Centro d’ascolto ha realizzato il proprio archivio,  digitalizzando  tutto quanto viene trasmesso dalle reti oggetto di monitoraggio, 24 ore su 24; ai file conservati si affiancano le copie videoregistrate delle trasmissioni principali andate in onda dal 1984.

Unendo contenuti audiovisivi multimediali ai dati di monitoraggio possiamo garantire  all’utente l’accesso a tutte le risorse informative contenute nella banca dati. Sarà l’utente stesso a costruirsi la propria rassegna video, la propria pagina informativa.

Si promuove così un accesso diretto alle informazioni, senza filtri.  In fondo questo modo di dare conoscenza, informazione, fa parte della migliore tradizione storica radicale.  

Sarà possibile interrogare la banca dati e accedere ai contenuti digitali direttamente e gratuitamente dal sito?

Stiamo sperimentando un nuovo servizio, che vorremmo costruire   insieme agli utenti del sito. Dobbiamo capire quali servizi possono essere gratuiti quali a pagamento. Non va dimenticato che questa struttura ha dei costi di gestione elevati, e che i dati trattati sono “sensibili”, proprio per il ruolo quasi istituzionale svolto finora dal centro d’ascolto. In questa fase della nostra storia è  diventata centrale  la comunicazione  in rete e  l’interazione con l’utente di internet: vogliamo promuovere un modello partecipativo di servizio, far dialogare domanda e offerta di informazione.

Sono 1300/1400 gli utenti che ogni giorno, in media, contattano il  nostro sito; c’è una forte crescita  di interesse per  i servizi multimediali  on line. La nostra iniziativa  di  “sottotitolare”  il  faccia a faccia Prodi-Berlusconi  è stata seguita da oltre 4000 utenti. Il successo di questo piccolo esperimento di partecipazione ci ha spinto a riproporre altri appuntamenti politici on line, i video sottotitolati  stanno permettendo  a migliaia di elettori con problemi di sordità  di seguire il dibattito politico televisivo in questa campagna elettorale. 

Quali sono le sfide del futuro per il centro d’ascolto?

Oggi, con internet,  è cambiato l’accesso alle informazioni. Non solo si sta realizzando l’auspicio  di Bill Gates – un computer in ogni casa  - ma stiamo assistendo ad un cambiamento ancora più radicale: un computer e internet in ogni casa. Il computer si sta spostando dallo studio al salotto: tra breve non attaccheremo più il cavo dell’antenna alla tv ma il cavo di internet alla tv. La diffusione del telefono cellulare favorirà sempre più la domanda/offerta  di nuovi servizi  informativi. Come cambierà l’informazione? Come farà informazione  la tv del futuro?

Anche il centro d’ascolto dovrà  raccogliere la sfida che i continui  cambiamenti della società dell’informazione  imporranno a tutti gli attori  del mondo della comunicazione. 

Grazie

 

 

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