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Rai Click è la
prima televisione On Demand in Italia (j.v. Rai-Fastweb),
fruibile a pagamento sull’IPTV di Fastweb o gratuitamente
via web.
La dottoressa Lo Iacono si occupa prevalentemente del coordinamento
dei progetti e dei processi dei servizi erogati da Rai Click,
il che significa fare da tramite fra il team editoriale, il
marketing, i softwaristi, i grafici, il servizio clienti,
i legali, l’amministrazione. La capacità di parlare
linguaggi diversi e di mettere in contatto diverse realtà
aziendali – informatici, giornalisti, comunicatori, gestionali
- l’ha ereditata dalla formazione umanista; laureata in Storia
contemporanea si occupa di multimedia dal 1992, un’esperienza
quasi quindicennale passando per diverse tecnologie, CD-i,
CD-ROM, Internet e adesso l’IPTV. Oggi ricopre il ruolo di
Responsabile di Produzione di Rai Click, una responsabilità maturata con la
conoscenza diretta sul campo di lavoro.
Quali
sono le maggiori chiavi di lettura del settore in questo
momento?
Prima
di tutto la realtà che tutto il mondo sta iniziando
a lavorare concretamente sull’IPTV, l’unica tecnologia che
al momento permette di vedere la televisione On Demand (scegli
tu cosa vedere e quando vederlo), ha un canale di ritorno
sempre attivo che permette una reale interazione (per esempio,
posso partecipare ai giochi, con il DDT invece devo utilizzare
il telefono cellulare), consente l’integrazione con i Personal
Video Recorder o meccanismi di “time shifting” (suona il telefono,
metto in pausa la trasmissione broadcast che sto vedendo,
parlo al telefono, riprendo a vedere il mio telegiornale da
dove lo avevo lasciato). Si stanno movendo in primo luogo
le aziende telcom, è partita l’Europa con esperienze
in Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Austria,
Belgio, Islanda, ma anche gli Stati Uniti, l’America latina
e l’Asia.
Il
secondo spunto è quello dell’evoluzione delle tipologie
del pubblico televisivo: accanto a coloro che guardano e continueranno
a vedere la TV generalista o tematica in modalità broadcast
e secondo un palinsesto proposto dalle reti, sta nascendo
una nuova generazione che in qualche modo si “appropria del
video” e decide modalità e tempi di fruizione. Appassionati
di tecnologia e ragazzi che sono abituati a cercarsi i video,
scaricarli dalla rete, montarli, scambiarli, vedere le immagini
indifferentemente su TV, sul PC e sul telefonino. Dal momento
che questo pubblico è in crescita, questo lancia una
sfida ai broadcaster che devono rivedere i loro modelli di
business e le loro modalità di trasmissione.
Il
terzo motivo di riflessione è quello della convergenza
dei media anche in casa. In un futuro prossimo PC, telefono
fisso, telefono mobile, televisione, apparati per la sicurezza
(per esempio, impianti di allarme) saranno tutti collegati
fra loro. Potrò scattare una foto con il mio telefonino,
rivedermela in TV o sul Pc, programmare il mio sistema di
PVR tramite computer dall’ufficio ecc.
In
rapporto al contesto internazionale quale è la situazione
in Italia ?
Per
una volta l’Italia non è indietro, almeno per ora…
la TV di Fastweb è partita già dal 2000 e viene
presa a modello anche da chi in Europa e nel mondo sta facendo
i primi passi. Recentemente è partita anche Telecom,
Wind e Tiscali hanno annunciato la loro volontà di
iniziare delle sperimentazioni.
Le
IPTV sono per molti il futuro, limiti e ragioni di questa
affermazione dal suo punto di vista
Credo
che le IPTV possano avere sempre più successo per i
motivi già espressi: possibilità di avere a
disposizione un canale di ritorno, convergenza e utilizzo
dei video da diversi terminali, Personal Video recorder e
Video On Demand, possibilità di upload dei propri file
(proprie fotografie, propri filmati ecc.).
Vero è che anche nel successo delle tecnologie ha molta
importanza la politica e il quadro normativo e regolamentare,
come per esempio il digitale terrestre.
Il
ruolo dei contenuti. A suo parere vengono penalizzati o valorizzati
dalla trasmissione su protocolli Internet?
A
mio parere non vengono né penalizzati né valorizzati.
Se ne rende solo più facile l’accesso.
La disponibilità di contenuti interessanti rimane la
chiave del successo. Un buon film rimane un buon film sia
che venga fruito su IPTV sia che venga fruito da satellite.
Il vantaggio dell’IPTV è che posso vederlo quando voglio.
Nell’esperienza di Rai Click quando il contenuto è
interessante e ha successo sulle normali reti Rai, ha successo
anche in modalità Video On Demand.
Semmai si assiste al fatto che buoni programmi che vengono
trasmessi sulle reti Rai in seconda serata, sono molto apprezzati
su Rai Click grazie alla libertà del cliente di vederseli
quando preferisce.
Per quanto riguarda la qualità dei video credo che
oggi non ci siano più problemi. L’IPTV permette di
streammare video Mpeg 2 a 4 Mbps, la stessa risoluzione dei
DVD, e si stanno già studiando Set Top Box e tecnologie
che supportino l’HDTV (High Definition TV) con video a 16:9
e audio in Dolby 5.1. E inoltre ci sono sistemi sempre più
sicuri per proteggere i contenuti dalla pirateria.
Rai
Click e il patrimonio delle Teche Rai.
Quale sarà il ruolo dei materiali d’archivio o di repertorio,
all’interno del nuovo contesto prefigurato e come valorizzarli?
La legge sul diritto d’autore blocca un uso piú efficace
dei contenuti in possesso degli archivi?
La
Rai ha uno degli archivi video più importanti al mondo,
almeno per quello che riguarda il passato. Il Video on Demand
permette infatti di rivedere sia programmi appena andati in
onda, sia trasmissioni che hanno fatto la storia delle televisione
italiana e in qualche modo anche la storia dell’Italia.
Per valorizzare al meglio il repertorio storico, a mio parere,
vanno proposti percorsi di visione. Il valore della proposta
editoriale è fondamentale. Il Video On Demand costituisce
in qualche modo la morte del palinsesto così come è
stato pensato fino ad oggi da chi lavora sul broadcast, ma
nello stesso tempo non si deve pensare alla TV On Demand come
a un archivio statico. La maggioranza dei clienti non sa a
priori cosa cercare, ma in qualche modo è una clientela
che vuole essere guidata e “accompagnata” dentro l’archivio;
il pubblico di Rai Click cerca l’intrattenimento e l’informazione
e non è interessato ad entrare in un ambiente rigido
che non sfrutta le possibilità offerte dal multimediale.
Per
quanto riguarda il problema del diritto d’autore… ovviamente
questo spesso blocca l’utilizzo dei video, specie in occasione
di grandi eventi. Forse, così come è successo
per la musica, bisogna ripensare al modo di proteggere i contenuti,
senza impedirne l’utilizzo e lo scambio. In campo musicale
Napster è stato chiuso, ma l’industria musicale è
evoluta e con l’iPod sono nati nuovi business convenienti
anche per chi fa e produce musica. E’ necessario sperimentare
un po’ di più e non rimanere avvinghiati alle vecchie
leggi sul diritto d’autore se si vuole veramente proteggere
la proprietà intellettuale.
Grazie.
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