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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
 
 
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  Le Interviste   MultiMedia 1 novembre 2006  n. 18
Rai Click: il VoD italiano raccontato dai protagonisti
di Giovanna Fiorucci
Intervista ad Anna Lo Iacono

   

Responsabile di Produzione 
Rai Click SpA
www.raiclick.rai.it

Rai Click è la prima televisione On Demand in Italia (j.v. Rai-Fastweb), fruibile a pagamento sull’IPTV di Fastweb o gratuitamente via web.
La dottoressa Lo Iacono si occupa prevalentemente del coordinamento dei progetti e dei processi dei servizi erogati da Rai Click, il che significa fare da tramite fra il team editoriale, il marketing, i softwaristi, i grafici, il servizio clienti, i legali, l’amministrazione. La capacità di parlare linguaggi diversi e di mettere in contatto diverse realtà aziendali – informatici, giornalisti, comunicatori, gestionali - l’ha ereditata dalla formazione umanista; laureata in Storia contemporanea si occupa di multimedia dal 1992, un’esperienza quasi quindicennale passando per diverse tecnologie, CD-i, CD-ROM, Internet e adesso l’IPTV. Oggi ricopre il ruolo di Responsabile di Produzione di Rai Click, una responsabilità maturata con la conoscenza diretta sul campo di lavoro. 

Quali sono le maggiori chiavi di lettura del settore in questo momento?

Prima di tutto la realtà che tutto il mondo sta iniziando a lavorare concretamente sull’IPTV, l’unica tecnologia che al momento permette di vedere la televisione On Demand (scegli tu cosa vedere e quando vederlo), ha un canale di ritorno sempre attivo che permette una reale interazione (per esempio, posso partecipare ai giochi, con il DDT invece devo utilizzare il telefono cellulare), consente l’integrazione con i Personal Video Recorder o meccanismi di “time shifting” (suona il telefono, metto in pausa la trasmissione broadcast che sto vedendo, parlo al telefono, riprendo a vedere il mio telegiornale da dove lo avevo lasciato). Si stanno movendo in primo luogo le aziende telcom, è partita l’Europa con esperienze in Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Austria, Belgio, Islanda, ma anche gli Stati Uniti, l’America latina e l’Asia.

Il secondo spunto è quello dell’evoluzione delle tipologie del pubblico televisivo: accanto a coloro che guardano e continueranno a vedere la TV generalista o tematica in modalità broadcast e secondo un palinsesto proposto dalle reti, sta nascendo una nuova generazione che in qualche modo si “appropria del video” e decide modalità e tempi di fruizione. Appassionati di tecnologia e ragazzi che sono abituati a cercarsi i video, scaricarli dalla rete, montarli, scambiarli, vedere le immagini indifferentemente su TV, sul PC e sul telefonino. Dal momento che questo pubblico è in crescita, questo lancia una sfida ai broadcaster che devono rivedere i loro modelli di business e le loro modalità di trasmissione.

Il terzo motivo di riflessione è quello della convergenza dei media anche in casa. In un futuro prossimo PC, telefono fisso, telefono mobile, televisione, apparati per la sicurezza (per esempio, impianti di allarme) saranno tutti collegati fra loro. Potrò scattare una foto con il mio telefonino, rivedermela in TV o sul Pc, programmare il mio sistema di PVR tramite computer dall’ufficio ecc.

In rapporto al contesto internazionale quale è la situazione in Italia ?

Per una volta l’Italia non è indietro, almeno per ora… la TV di Fastweb è partita già dal 2000 e viene presa a modello anche da chi in Europa e nel mondo sta facendo i primi passi. Recentemente è partita anche Telecom, Wind e Tiscali hanno annunciato la loro volontà di iniziare delle sperimentazioni.

Le IPTV sono per molti il futuro, limiti e ragioni di questa affermazione dal suo punto di vista

Credo che le IPTV possano avere sempre più successo per i motivi già espressi: possibilità di avere a disposizione un canale di ritorno, convergenza e utilizzo dei video da diversi terminali, Personal Video recorder e Video On Demand, possibilità di upload dei propri file (proprie fotografie, propri filmati ecc.).
Vero è che anche nel successo delle tecnologie ha molta importanza la politica e il quadro normativo e regolamentare, come per esempio il digitale terrestre.

Il ruolo dei contenuti. A suo parere vengono penalizzati o valorizzati dalla trasmissione su protocolli Internet?

A mio parere non vengono né penalizzati né valorizzati. Se ne rende solo più facile l’accesso.
La disponibilità di contenuti interessanti rimane la chiave del successo. Un buon film rimane un buon film sia che venga fruito su IPTV sia che venga fruito da satellite. Il vantaggio dell’IPTV è che posso vederlo quando voglio.
Nell’esperienza di Rai Click quando il contenuto è interessante e ha successo sulle normali reti Rai, ha successo anche in modalità Video On Demand.
Semmai si assiste al fatto che buoni programmi che vengono trasmessi sulle reti Rai in seconda serata, sono molto apprezzati su Rai Click grazie alla libertà del cliente di vederseli quando preferisce.
Per quanto riguarda la qualità dei video credo che oggi non ci siano più problemi. L’IPTV permette di streammare video Mpeg 2 a 4 Mbps, la stessa risoluzione dei DVD, e si stanno già studiando Set Top Box e tecnologie che supportino l’HDTV (High Definition TV) con video a 16:9 e audio in Dolby 5.1. E inoltre ci sono sistemi sempre più sicuri per proteggere i contenuti dalla pirateria.

Rai Click e il patrimonio delle Teche Rai.
Quale sarà il ruolo dei materiali d’archivio o di repertorio, all’interno del nuovo contesto prefigurato e come valorizzarli? La legge sul diritto d’autore blocca un uso piú efficace dei contenuti in possesso degli archivi?

La Rai ha uno degli archivi video più importanti al mondo, almeno per quello che riguarda il passato. Il Video on Demand permette infatti di rivedere sia programmi appena andati in onda, sia trasmissioni che hanno fatto la storia delle televisione italiana e in qualche modo anche la storia dell’Italia.
Per valorizzare al meglio il repertorio storico, a mio parere, vanno proposti percorsi di visione. Il valore della proposta editoriale è fondamentale. Il Video On Demand costituisce in qualche modo la morte del palinsesto così come è stato pensato fino ad oggi da chi lavora sul broadcast, ma nello stesso tempo non si deve pensare alla TV On Demand come a un archivio statico. La maggioranza dei clienti non sa a priori cosa cercare, ma in qualche modo è una clientela che vuole essere guidata e “accompagnata” dentro l’archivio; il pubblico di Rai Click cerca l’intrattenimento e l’informazione e non è interessato ad entrare in un ambiente rigido che non sfrutta le possibilità offerte dal multimediale.

Per quanto riguarda il problema del diritto d’autore… ovviamente questo spesso blocca l’utilizzo dei video, specie in occasione di grandi eventi. Forse, così come è successo per la musica, bisogna ripensare al modo di proteggere i contenuti, senza impedirne l’utilizzo e lo scambio. In campo musicale Napster è stato chiuso, ma l’industria musicale è evoluta e con l’iPod sono nati nuovi business convenienti anche per chi fa e produce musica. E’ necessario sperimentare un po’ di più e non rimanere avvinghiati alle vecchie leggi sul diritto d’autore se si vuole veramente proteggere la proprietà intellettuale.

Grazie.

 

 

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