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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
 
 
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  Le Interviste  MultiMedia 7 dicembre 2005  n. 5
Gli attuali supporti ottici e magnetici per i documenti digitali
Seminario e convegno internazionale organizzato dall’IRTEM e dal CFLR
di Tania Renzulli
Intervista a Carlo Marinelli

                         

Presidente dell'IRTEM

Si è svolto a Roma presso la Sala del CFLR– Centro di Fotoriproduzione Legatoria e Restauro degli Archivi di Stato, dal 21 al 23 novembre, un seminario e convegno internazionale organizzato dall’IRTEM – Istituto di Ricerca per il Teatro Musicale, in collaborazione col CFRL. Sotto l’egida del Ministero per i Beni Culturali (Direzione Generale Spettacolo dal vivo e lo Sport, direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e la Promozione e la Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti _Culturali) alla manifestazione, rivolta agli operatori del settore archivistico e della conservazione del patrimonio cartaceo ed audiovisivo, sono intervenuti professionisti del settore per un aggiornamento e approfondimento delle problematiche relative al deterioramento dei supporti digitali e all’obsolescenza dei macchinari e dei supporti, nonché lo stato delle ricerche e dei risultati raggiunti a livello internazionale.

E’ tra gli scopi dell’IRTEM fornire, nell’ambito di tale ricerca, risultati, che sono periodicamente presentati al pubblico attraverso una serie di conferenze e convegni e che hanno permesso lo scambio di informazioni a livello internazionale, facendo di questo istituto un punto di riferimento d’avanguardia.

Nell’arco di tre giorni si sono avvicendati esperti tra cui Robert Burnett (Universitet Karlstad), Francesco La Camera (Laboratorio LAM GAM –Università la Sapienza - Roma), Jacqueline von Arb (vicepresidente IASA-Novergia), Xavier Sené (Biblioteque Nazionale de France), Giovanni Iacovitti (Laboratorio IFOCOM- Univ. La Sapienza), Luciana Duranti (British University Columbia- Vancouver), Massimo Pistacchi (Direttore Discoteca di Stato), Gianni Celata (Direttore Distretto Audiovisivo ICT Roma), Maria Emanuela Marinelli (Soprintendenza Archivistica Lazio), Guido Marinelli (laboratorio NESTOR- univ. Tor Vergata- Roma).

I lavori sono stati introdotti, da Gigliola Firovanti Direttore del CFRL, che nel ricordare l’adesione di quest’ultimo  al progetto TAPE- Traing for Audiovisual Preservation in Europe, ha posto l’accento sulle questioni in particolare della conservazione e dell’accesso archivistico. Ha concluso il Presidente dell’IRTEM Carlo Marinelli, che ha comunicato la consultabilità degli atti del convegno, sul sito:www.irtem.it.

 A Carlo Marinelli abbiamo rivolto alcune domande:

 Come è nata l’idea di fondare l’IRTEM? 

Nacque negli anni ’80, da due idee: un’idea di Ennio Morricone ed Egisto Macchi di fare qualcosa per la conservazione delle testimonianze della musica del XX secolo e da un’idea di Paola Bernardi e mia, di fare qualcosa che riguardasse la diffusione della musica nella storia al di fuori del contesto teatrale. Paola Bernardi, che era una grande clavicembalista, si preoccupava di come questa diffusione avvenisse al di fuori del teatro, quando non c’erano i mezzi di comunicazione di massa, ed io, invece, dai mezzi di comunicazione di massa in poi. Quindi l’obiettivo era mezzi di comunicazione di massa e musica: i dischi, la radio, il cinema, la televisione e poi in seguito internet, come interagiscono con la musica e, in particolare, con il teatro in musica, che presenta coordinate più complesse di quelle della musica sinfonica e da camera. Noi ci siamo sempre occupati di queste tematiche. Abbiamo organizzato convegni su musica e cinema, musica e televisione, adesso stiamo occupandoci di musica ed internet.

 C’è differenza tra la vostra attività e quella della discoteca di Stato o la Rai?

 E’ completamente diversa: né la Discoteca di Stato, né gli archivi della Rai, le “teche” come le chiamano loro, hanno mai pensato ad iniziative che promuovessero i loro patrimoni. Noi per esempio organizziamo almeno un convegno all’anno su questi temi.Il nostro Istituto è l’unico in tutta Europa che si occupa di questo lavoro insieme ad un altro che si trova in Germania. Forse, mi diceva Morricone dovrebbe essercene un altro a New York, ma al di là di questi noi siamo gli unici al mondo. La nostra attività infatti è innovativa, cioè noi ci occupiamo non della musica, ma delle attività musicali, della musica non solo riprodotta, ma anche prodotta. Vale a dire la musica come fenomeno che si estrinseca in una rappresentazione o in un’esecuzione e che diventa suono in un ambiente, per cui è direttamente percepibile da un pubblico non letta sulla partitura.

 Intende dire come bene immateriale?

 Si, ha colto bene il problema durante il convegno, il prof. Iacovitti , che da matematico e in fondo filosofo, quando ha parlato dell’importanza dell’invenzione degli audiovisivi, pari a quella della stampa, come una svolta epocale. Noi dobbiamo porci sulla via della comprensione di questo cambiamento, cioè come cambia la percezione della realtà sonora, l’approccio con la realtà e la percezione della stessa opera d’arte. Chi non ha la fortuna di poter ascoltare dal vivo la musica in concerto, deve poter fruire di questi supporti che permettono comunque, anche se diminuendo la qualità dell’ascolto, la quantità di fruizione da parte del pubblico e anche del repertorio.

 

Non crede che oltre alla creazione dell’opera da parte dell’autore vi sia un’ulteriore creazione da parte dell’interprete nell’esecuzione?

 

Certamente c’è una differenza tra gli interpreti di una stessa musica, per esempio tra la nona sinfonia di Beethoven diretta da Toscanini o da von Karajan. Inoltre quanta musica, che non sarebbe mai stata ascoltata, per ovvie limitazioni di possibilità economiche e di spazio d’ascolto, è arrivata a noi attraverso la diffusione sui dischi? Pensiamo a tutta la musica antica! Nell’800 una persona quante volte poteva ascoltare la stessa musica? Oltre alla disponibilità economica, doveva poter girare il mondo, e all’epoca i tempi di spostamento erano ben diversi da quelli attuali.Ora la stessa musica, grazie ai supporti tecnologici, si può ascoltare non una, ma mille volte ed eseguita da interpreti diversi.

 Ci sono progetti in corso? 

Uno è il salvataggio di cortometraggi con partiture di musicisti illustri, questa è l’opera di Lamberto Macchi, che ha sostituito il padre, venuto a mancare, salvandole prendendole a volte direttamente a casa degli autori, dove si stavano distruggendo.

L’altro a cui sto lavorando personalmente è la discografia degli operisti italiani: al momento a Verdi. Esce una discografia di una sua opera ogni due anni.

Inoltre al di fuori dell’IRTEM sto continuando una mia iniziativa che si chiama ODE- Opera discography encyclopaedia, che è un catalogo di tutte le incisioni e le registrazioni delle opere complete tenute sin dalle prime, che sono del 1906 ad oggi, sulla base di schede che sono oramai cinquant’anni che faccio, comprese tutte le ristampe, per tutto quello che è teatro in musica. Un catalogo completo che non è stato mai fatto al mondo.

 

 

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