“Gli
animali, i pesci, gli uccelli di Disney hanno l’abitudine
di allungarsi e contrarsi. Di prendersi gioco della
propria forma, come si prendono gioco delle classificazioni
zoologiche il pesce-tigre e la piovra-elefante del Circo
sottomarino. [...]
Questo allegro disprezzo di tutti i canoni che, quali
che siano, obbligano a irrigidirsi, riecheggia in Disney
dai trucchi plastici all’inno dei Tre porcellini: «Chi
ha paura del lupo cattivo ?» – «Noi no,
noi no!». Con quale allegria entusiasta si uniscono
a questo coro i milioni di cuori semplici che, in ogni
istante, hanno paura del lupo !
In America il “Lupo cattivo” si trova a tutti gli angoli
delle strade, dietro ogni bancone; sta alle calcagna
di ognuno. Eccolo che, sotto gli occhi del contadino
rovinato dalla crisi, spazza via la sua catapecchia
e la trasforma in gruzzolo ricavato da una vendita all’asta.
Eccolo che soffia sull’operaio che da anni lavora alla
Ford e lo caccia dalla sua casetta confortevole per
la quale deve ancora pagare l’ultima rata. Terribile,
terribile è il “lupo cattivo” della disoccupazione:
la sua bocca avida divora ogni anno milioni e milioni
di persone.
Ma dallo schermo arriva lo spavaldo «Noi no, noi
no!”. Questo grido di ottimismo poteva essere solo disegnato.
Perché non c’è il più piccolo angolo
della realtà capitalista che, se venisse filmato
così com’è, potrebbe davvero risuonare
come un incoraggiamento ottimista!
Ma fortunatamente ci sono le linee e i colori. La musica
e l’animazione. Il talento di Disney e quel grande consolatore
che è il cinematografo.”
Da Sergej M. Ejzenštein, Walt Disney, Edizioni SE, Milano
2004, Testi e documenti 138.
(a cura di Sergio Pomati, trad. di Monica Martignoni,
dall’edizione francese edita dalle Editions Circé,
Strasburgo 2001. Tratto da brani di un’opera incompiuta,
facenti parte del Fondo Ejzenštein conservato presso
gli Archivi Centrali di Stato della letteratura e delle
arti di Mosca).
a cura di Maria Assunta Pimpinelli
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