La
parola palinsesto nel linguaggio dei filologi si riferisce
al codice di pergamena su cui, raschiata la prima scrittura,
si può scrivere un nuovo testo (dal greco palímpsestos
che vuol dire "raschiato di nuovo").
L'utilizzo della pergamena in chiave di "riciclo" non era
infatti rara, considerando i costi e i tempi di
preparazione del supporto; per non parlare della bassa
valutazione culturale di cui godevano spesso i testi di
tradizione greco - latina in epoca medioevale, che
giustificava il raschiamento con finalità di riutilizzo (e
volendo anche di censura).
Il termine
divenne famoso a posteriore e precisamente in epoca
ottocentesca. Viene attribuito infatti al filologo Angelo Mai (1782-1864)
che trovò tra i palinsesti della Biblioteca Vaticana
testi di Frontone e Cicerone.
Ma veniamo all'epoca
moderna. La rinascita di questo
nome risale ai primi anni della TV italiana.
L'aneddoto che si racconta al proposito è il seguente. Un funzionario
RAI, proveniente sicuramente da studi classici, mentre
lavorava faticosamente alla collocazione oraria dei
programmi della settimana, disse ad un suo collega (non
si sa con quale spirito): «Sembra di lavorare
a un palinsesto!», alludendo alle continue cancellazioni,
aggiunte e correzioni che quella operazione comportava.
Non si sa se la scelta
del termine fu dettata dal nervosismo o dall'ironia,
ma sicuramente si rivelò azzeccata: la parola
si diffuse dapprima nel gergo interno alla RAI, poi
nella pubblicistica esterna, infine anche tra il pubblico,
che pur continuava a ignorare le antiche pergamene raschiate,
e divenne così parte del linguaggio comune. L'anonimo
funzionario RAI aveva trovato un'analogia tra le operazioni
di scrittura del passato e quelle richieste da un nuovo
medium, aveva ripescato una parola quasi dimenticata
e sconosciuta dandole nuova vita e popolarità.
Per quanto riguarda
lo stato attuale dei palinsesti RAI non ci sono grosse
novità nel loro utilizzo all'interno delle reti generaliste.
A parte il passaggio dalla carta e penna al foglio
elettronico in Excel i cambiamenti sostanziali
riguardano più che altro i contenuti proposti.
Ma nell'attuale
offerta di media freddi non ci sono solamente le TV generaliste,
ma anche tutta una serie di piattaforme di
distribuzione di contenuti, dalle TV tematiche
che sono dotate di palinsesti monogenere, alle Pay e
alle VOD TV, passando per le Web TV e alla condivisione
dei video della social network, queste ultime sempre più
orientate alla costruzione da parte degli utenti di propri palinsesti.
Sempre di palinsesti
si parla, ma poco (o niente) è rimasto dell'antico
raschiare.
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