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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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  parole dal passato   MultiMedia 10 ottobre 2006  n. 16 
 
il palinsesto dai codici alla TV ad un nuovo stato digitale

La parola palinsesto nel linguaggio dei filologi si riferisce al codice di pergamena su cui, raschiata la prima scrittura, si può scrivere un nuovo testo (dal greco palímpsestos che vuol dire "raschiato di nuovo"). L'utilizzo della pergamena in chiave di "riciclo" non era infatti rara, considerando i costi e i tempi di preparazione del supporto; per non parlare della bassa  valutazione culturale di cui godevano spesso i testi di  tradizione greco - latina in epoca medioevale, che giustificava il raschiamento con finalità di riutilizzo (e volendo anche di censura).

Il termine divenne famoso a posteriore e precisamente in epoca ottocentesca. Viene attribuito infatti al filologo Angelo Mai (1782-1864) che trovò tra i palinsesti della Biblioteca Vaticana testi di Frontone e Cicerone.

Ma veniamo all'epoca moderna. La rinascita di questo nome risale ai primi anni della TV italiana. L'aneddoto che si racconta al proposito è il seguente. Un funzionario RAI, proveniente sicuramente da studi classici, mentre lavorava faticosamente alla collocazione oraria dei programmi della settimana, disse ad un suo collega (non si sa con quale spirito): «Sembra di lavorare a un palinsesto!», alludendo alle continue cancellazioni, aggiunte e correzioni che quella operazione comportava.

Non si sa se la scelta del termine fu dettata dal nervosismo o dall'ironia, ma sicuramente si rivelò azzeccata: la parola si diffuse dapprima nel gergo interno alla RAI, poi nella pubblicistica esterna, infine anche tra il pubblico, che pur continuava a ignorare le antiche pergamene raschiate, e divenne così parte del linguaggio comune. L'anonimo funzionario RAI aveva trovato un'analogia tra le operazioni di scrittura del passato e quelle richieste da un nuovo medium, aveva ripescato una parola quasi dimenticata e sconosciuta dandole nuova vita e popolarità.

Per quanto riguarda lo stato attuale dei palinsesti RAI non ci sono grosse novità nel loro utilizzo all'interno delle reti generaliste. A parte il passaggio dalla carta e penna al foglio elettronico in Excel i cambiamenti sostanziali riguardano più che altro i contenuti proposti.

Ma nell'attuale offerta di media freddi non ci sono solamente le TV generaliste, ma anche tutta una serie di piattaforme di distribuzione di contenuti, dalle TV tematiche che sono dotate di palinsesti monogenere, alle Pay e alle VOD TV, passando per le Web TV e alla condivisione dei video della social network, queste ultime sempre più orientate alla costruzione da parte degli utenti di  propri palinsesti.

Sempre di palinsesti si parla, ma poco (o niente) è rimasto dell'antico raschiare.

 


 

 

 

 

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