|
Lunedì 19 dicembre, presso la fondazione Luigi Basso, un gruppo di
stimati relatori (Giorgetta Bonfiglio, Maria Grazia Pastura,
Pierluigi Ridolfi, Mirella Shaerf e, moderatore, Ferruccio Ferruzzi)
sotto l’abile organizzazione dell’ANAI, hanno presentato un
nuovo manuale sulla gestione e conservazione della memoria digitale
in ambiente governativo: “La memoria digitale delle
amministrazioni pubbliche, requisiti, metodi e sistemi per la
produzione, archiviazione e conservazione dei documenti
informatici” (Maggioli Editore). Dalle parole dei relatori è
parso subito chiaro che l’autore – Stefano
Pigliapoco, docente di informatica all’università di Macerata –
ha inteso realizzare un compendio tecnico-informatico di alto
livello, senza rinunciare al carattere divulgativo tipico del genere
manualistico, e senza perdere di vista il principale destinatario
del volume: il dipendente pubblico. Gli interventi delle figure
archivistiche. Bonfiglio e Pastura –
hanno reso merito alla necessità, sottolineata nel libro, di
tradurre in termini informatico-tecnologici i principi archivistici
(gestione del fascicolo, tutela del vincolo archivistico, adozione
degli strumenti d’archivio, ecc.) nell’ottica di promuovere il
concetto di “sistema archivistico”, inteso come un complesso di
processi governati da principi archivistici, tecnologici e
normativi. Fulcro di tale sistema, quindi della salvaguardia della
memoria digitale, è non solo il responsabile del protocollo ma
anche il responsabile della conservazione, figura prevista per legge
ma di cui la pubblica amministrazione subisce purtroppo la carenza,
se non la totale assenza. Siamo stati infine conquistati dalla
chiarezza e competenza delle parole del professor Pigliapoco. Per
l’autore, il documento informatico deve essere considerato
elemento relazionato con gli altri documenti dell’archivio. Questo
è un principio e un punto di partenza anche normativo: la
conservazione della memoria digitale non può prescindere dalla
creazione, in base ai criteri archivistici, del fascicolo. Dal
fascicolo è possibile creare le relazioni indispensabili per la
conservazione e gestione dell’intero archivio. Ma per tutelare la
memoria, soprattutto in ambienti misti
(cartaceo e digitale) , è necessario agire prima, durante e
dopo la registrazione del protocollo – anche se, in realtà, è
opportuno agire sin dalla creazione del documento – senza
aspettare la conclusione della pratica/procedimento. Da qui
l’importanza delle due figure responsabili del sistema
archivistico governativo: Responsabile del protocollo e Responsabile
della conservazione.
Non ci resta che aspettare di leggere quanto prima quello che è stato
presentato come un prezioso compendio sullo stato dell’arte in
materia di trattamento e conservazione dei documenti anche in
ambiente misto, il più diffuso, in cui esiste una
pericolosa – solo perché quasi mai gestita – compresenza
di documenti cartacei e digitali.
|
|