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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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MultiMedia 30 giugno 2006 n.12 
 
La Spagna repubblicana in guerra nei manifesti d’avanguardia (1936-1939)
di Antonella Pagliarulo



Il 17 luglio 1936 un gruppo di ufficiali nazionalisti si sollevava in Spagna contro il governo del Fronte popolare, vincitore qualche mese prima (febbraio) di regolari elezioni democratiche: era l’inizio della guerra civile spagnola. Una lunghissima guerra civile considerata da molti storici una prova generale della seconda guerra mondiale, e non solo dal punto di vista militare: la Spagna fu teatro del primo scontro bellico tra le grandi ideologie del Novecento - democrazia liberale, fascismo, comunismo. Alla vigilia dell’anniversario del conflitto - il 17 luglio saranno trascorsi 70 anni – abbiamo colto l’occasione di una mostra sulla guerra civile spagnola allestita dal 13 maggio al 18 giugno nella centrale Montermartini di Roma per ricordare la lotta dei repubblicani contro il fascismo spagnolo. Un’esposizione - “Carteles de la guerra. Spagna 1936-1939. Arte e propaganda per la libertà” - di grande interesse documentario poiché “costruita” integralmente su una tipologia di materiali difficilmente accessibile, poco valorizzata nell’organizzazione degli eventi culturali: tra turbine e statue classiche sono stati esposti 118 manifesti di propaganda dei repubblicani provenienti dal fondo di 2000 “carteles” raccolti e conservati dalla Fondazione Pablo Iglesias. “Il manifesto del bando repubblicano corrisponde ad una vera e propria arte d’avanguardia, e per molti rappresenta un caso eccezionale di fusione d’avanguardia politica e avanguardia artistica”: il presidente della fondazione Alfonso Guerra sottolinea, nell’introduzione alla mostra, il valore artistico del “cartelonismo” d’avanguardia, sceso in campo per difendere e divulgare principi, linee d’azione, risultati del governo repubblicano. Il primo valore della mostra è proprio nella bellezza dei manifesti “d’autore” (Huertas, Briones, Bardesano, Melendreras, Oliver, Canavate, Renau, Pedrero, Tono…) che ricordano tratti, tecniche (come il fotomontaggio) e caratteristiche figurative delle avanguardie artistiche europee dei primi decenni del Novecento. I manifesti, raccolti in sezioni tematiche (Frente popular, Psoe, Pce, Junta defensa de Madrid, Primero de majo, Cnt , Brigadas internacionales, Prensa en guerra..) raccontano dell’uomo nuovo che nascerà dal socialismo (l’iscrizione “Il socialismo forgerà una nuova Spagna” accompagna l’immagine dell’operaio solido e muscoloso che forgia la patria munito di incudine e martello) della Spagna unita in difesa della repubblica (“le milizie fuse nell’esercito popolare” è lo slogan che illustra la composizione delle bandiere delle province, “tutti all’attacco come un solo uomo” l’esortazione che accompagna la raffigurazione dei soldati in azione muniti di baionetta) della mobilitazione della gioventù (Bardasano raffigura il soldato che legge Ahora, il diario della gioventù, che in piena guerra civile promette “informazioni sensazionali, reportage, forza, allegria, eroismo”). Di grande interesse ed efficacia i manifesti sulla guerra all’analfabetismo: la campagna del governo repubblicano mobilita i sindacati dei lavoratori poiché, si paventa in una affiche, “l’operaio ignorante forgia le proprie catene” - ed è facile preda delle forze oscurantiste! potremmo aggiungere -; la “guerra implacabile all’analfabetismo” assume, in un’altra affiche, la forma di un giornale scolastico aperto, dominato dalla sequenza a caratteri cubitali delle cinque vocali, mentre il testo di commento ricorda che nel 1937 il governo antifascista ha stanziato dieci milioni di pesetas per l’istruzione! In effetti il governo repubblicano aveva sin dall’inizio investito nel progetto di alfabetizzazione e democratizzazione del popolo dando vita alle “missioni pedagogiche” incaricate di portare l’istruzione nei villaggi, alfabetizzare i contadini con l’ausilio di documentari didattici. I volontari delle missioni realizzarono anche dei filmati per testimoniare l’impegno del governo nella lotta all’analfabetismo (una sorta di cinema di propaganda). Purtroppo il materiale è andato perduto; la ricostruzione di queste iniziative di politica educativa repubblicana è affidata alle fotografie scattate contestualmente alla produzione dei film: gli scatti furono pubblicati sui giornali illustrati dell’epoca e mostrate all’esposizione internazionale di Parigi del 1937, nel padiglione spagnolo, accanto a “Guernica”. Di fronte ad alcuni manifesti particolarmente complessi – per la simbologia adottata, per la compresenza di diversi linguaggi - viene spontaneo chiedersi se i “cartelonisti” impegnati nella difesa del regime repubblicano non sopravvalutassero a volte le capacità di lettura e decodificazione del messaggio da parte dei destinatari. Disegni, fotografie, grafici, slogan costruiscono insieme il messaggio di un manifesto del 1936, ricco di informazioni e schematico nella tipica contrapposizione tra “vecchio e nuovo”, “prima e dopo”, degli utopisti rivoluzionari al potere: tutti i linguaggi sono mobilitati per mostrare il cambiamento radicale delle condizioni sociali (ma anche esistenziali) dei contadini. Povero e triste “antes”, ma “ahora” il campesino “trabaja y es feliz”!

 

 

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