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In un’epoca in cui la comunicazione
necessita senza sosta di “contenuti”, gli
archivi di film assumono spesso il ruolo di giacimenti,
ai quali attingere per recuperare, restaurare, ri-pubblicare
in nuove edizioni DVD o riutilizzare in nuove produzioni
audiovisive soprattutto lungometraggi, più o
meno classici, oltre a documentari, cinegiornali, repertorio
di vario genere.
Questa riscoperta coinvolge solo marginalmente il cinema
muto, il quale, pur essendo stato, negli ultimi decenni,
oggetto di studio e di recupero da parte delle cineteche
(con notevoli acquisizioni e con continui aggiornamenti
della storia del cinema), normalmente non desta particolare
interesse né nel pubblico “medio”,
né, per un rapporto circolare di causa-effetto,
nell’industria audiovisiva in genere.
E’ raro vedere in televisione film dell’epoca
del muto, e, nei rari casi in cui questi film appaiono
nei palinsesti, vengono presentati spesso ancora in
maniera inadeguata (basti pensare alle comiche riversate
in video alla velocità di proiezione sbagliata
o alla mancata resa delle colorazioni originarie), in
copie filologicamente e tecnicamente non curate o prive
di un conveniente accompagnamento musicale, che pure
era previsto nella fruizione originaria. Le occasioni
di presentazione di film muti nelle sale cinematografiche
sono poi ancora più rare e circoscritte quasi
esclusivamente alle sale di programmazione delle cineteche.
Una notevole eccezione, rispetto a questo quadro piuttosto
desolante, è rappresentata da Le Giornate del
Cinema Muto – Pordenone Silent Film Festival,
manifestazione organizzata ogni anno dalla Cineteca
del Friuli di Gemona, che ha preso il via il 6 ottobre
a Pordenone, dove si è tenuto l’evento
inaugurale con la proiezione del capolavoro di D. W.
Griffith Way Down East (Agonia sui ghiacci), del 1920,
con accompagnamento musicale dal vivo eseguito in prima
mondiale, e per tutta la settimana successiva è
proseguito nella cittadina di Sacile, dove si sono tenute
a ciclo continuo proiezioni, incontri, dibattiti, mostre
a tema.
Giunta alla sua 25° edizione, questa manifestazione
costituisce un appuntamento impedibile per gli addetti
ai lavori di tutto il mondo (cinetecari, storici e critici
del cinema, operatori culturali), che convergono qui
per presentare il risultato dei propri lavori di ricerca,
recupero e restauro del patrimonio culturale costituito
dal cinema muto.
Vagliata ed elaborata da un comitato scientifico di
levatura mondiale, la programmazione del festival si
concentra, come ogni anno, su generi e cinematografie
diversi: cinema muto dei paesi scandinavi, con una retrospettiva
dedicata alla casa di produzione Nordisk (Nordisk 100),
una sezione intitolata Cinema e Magia (dai trucchi di
Méliès a di Segundo de Chomón fino
alle “imprese” del mago Houdini), due importanti
capitoli dedicati al cinema muto statunitense, con la
retrospettiva completa dei film di Thomas H. Ince e
la presentazione di una selezione dei cortometraggi
animati della serie Silly Symphonies, oltre all’appuntamento
fisso di ogni anno costituito da una sezione della monumentale
produzione cinematografica di D. W. Griffith (The Griffith
Project 10: I film realizzati nel 1919-1920).
Anche il cinema muto italiano ha qui tradizionalmente
una propria ribalta, quest’anno, tra l’altro,
con la presentazione del duplice restauro, realizzato
a cura del Museo Nazionale del Cinema di Torino, di
Cabiria, pietra miliare della cinematografia italiana
dell’epoca del muto (regia di Giovanni Pastrone,
didascalie di Gabriele D’Annunzio), nella versione
muta originaria del 1913-14 e nella successiva versione
sonorizzata del 1931.
Non ci dilungheremo qui su tutti i dettagli del programma
(che molto più ricco di quanto sopra accennato),
per i quali rimandiamo al sito del festival, www.cinetecadelfriuli.org/gcm/,
dove è possibile navigare attraverso le singole
sezioni, scaricare la programmazione giornaliera, e
anche accedere integralmente al catalogo, che è
scaricabile in formato pdf. Questo particolare ne rende
particolarmente preziosa la consultazione, dal momento
che, di ogni film in programmazione è presente
una scheda filmografica e critica compilata con grande
rigore scientifico dai curatori della relativa sezione
e/o retrospettiva, con dati verificati sempre sulle
copie (c’è sempre quindi un approccio filologicamente
approfondito, con informazioni relative alla versione,
alle procedure di restauro, alla provenienza, a lunghezza
e durata, etc…, il tutto sempre in duplice testo
italiano e inglese).
Vale la pena sottolineare come la stessa possibilità
di accedere al catalogo ci sia anche per le edizioni
precedenti del festival: l’archivio del sito permette
infatti l’accesso ai cataloghi a ritroso fino
al 1998, mentre, per quanto riguarda gli anni ancora
addietro (la prima edizione risale infatti al 1982)
è presente, nella sezione dedicata alle pubblicazioni
edite dallo stesso festival, il link con la scheda del
CD-Rom Le Giornate del Cinema Muto 1982-2001/ The Pordenone
Silent Film Festival CD-Rom, Inventario dei film presentati
nelle prime venti edizioni delle Giornate del Cinema
Muto, che condensa 20 anni di cataloghi e che è
possibile ordinare direttamente attraverso il sito alla
Cineteca del Friuli.
Al di là dell’etichetta di festival per
addetti ai lavori e per cinefili, le Giornate del Cinema
Muto rappresentano una delle rare casse di risonanza
e di promozione per una sezione di patrimonio cinematografico
certamente di difficile accesso, ma non per questo obsoleta.
I film vengono sempre presentati curando al massimo
il livello qualitativo, proiettati su grande schermo
in copie ricostruite filologicamente e restaurate con
le colorazioni originarie, sempre con accompagnamento
musicale dal vivo e documentazione di grande rigore
scientifico.
E osserviamo che ciò non rappresenta soltanto
il corretto approccio metodologico, ma offre le migliori
garanzie di accesso e godibilità anche ad un
pubblico “medio” che voglia confrontarsi
con un momento fondante del nostro comunicare per immagini.
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