MultiMedia 
Nuovi Media, Audiovisivi, Multimedialità,  Information Architecture  
Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
rivistarch.gif (8404 byte)

home
chi siamo
contattateci
associatevi
 
 

 
 Gli Annali articoli e saggi libri slides tesi documentazione normativa formazione english version  
numeri precedenti  
MultiMedia Magazine 
  Primo piano

 

MultiMedia 15 ottobre 2006 n.17 
 

Che fine ha fatto il cinema muto ?
La 25° edizione di “Le Giornate del Cinema Muto – Pordenone Silent Film Festival” Sacile 7-14 ottobre 2006

di Maria Assunta Pimpinelli

In un’epoca in cui la comunicazione necessita senza sosta di “contenuti”, gli archivi di film assumono spesso il ruolo di giacimenti, ai quali attingere per recuperare, restaurare, ri-pubblicare in nuove edizioni DVD o riutilizzare in nuove produzioni audiovisive soprattutto lungometraggi, più o meno classici, oltre a documentari, cinegiornali, repertorio di vario genere.
Questa riscoperta coinvolge solo marginalmente il cinema muto, il quale, pur essendo stato, negli ultimi decenni, oggetto di studio e di recupero da parte delle cineteche (con notevoli acquisizioni e con continui aggiornamenti della storia del cinema), normalmente non desta particolare interesse né nel pubblico “medio”, né, per un rapporto circolare di causa-effetto, nell’industria audiovisiva in genere.
E’ raro vedere in televisione film dell’epoca del muto, e, nei rari casi in cui questi film appaiono nei palinsesti, vengono presentati spesso ancora in maniera inadeguata (basti pensare alle comiche riversate in video alla velocità di proiezione sbagliata o alla mancata resa delle colorazioni originarie), in copie filologicamente e tecnicamente non curate o prive di un conveniente accompagnamento musicale, che pure era previsto nella fruizione originaria. Le occasioni di presentazione di film muti nelle sale cinematografiche sono poi ancora più rare e circoscritte quasi esclusivamente alle sale di programmazione delle cineteche.
Una notevole eccezione, rispetto a questo quadro piuttosto desolante, è rappresentata da Le Giornate del Cinema Muto – Pordenone Silent Film Festival, manifestazione organizzata ogni anno dalla Cineteca del Friuli di Gemona, che ha preso il via il 6 ottobre a Pordenone, dove si è tenuto l’evento inaugurale con la proiezione del capolavoro di D. W. Griffith Way Down East (Agonia sui ghiacci), del 1920, con accompagnamento musicale dal vivo eseguito in prima mondiale, e per tutta la settimana successiva è proseguito nella cittadina di Sacile, dove si sono tenute a ciclo continuo proiezioni, incontri, dibattiti, mostre a tema.
Giunta alla sua 25° edizione, questa manifestazione costituisce un appuntamento impedibile per gli addetti ai lavori di tutto il mondo (cinetecari, storici e critici del cinema, operatori culturali), che convergono qui per presentare il risultato dei propri lavori di ricerca, recupero e restauro del patrimonio culturale costituito dal cinema muto.
Vagliata ed elaborata da un comitato scientifico di levatura mondiale, la programmazione del festival si concentra, come ogni anno, su generi e cinematografie diversi: cinema muto dei paesi scandinavi, con una retrospettiva dedicata alla casa di produzione Nordisk (Nordisk 100), una sezione intitolata Cinema e Magia (dai trucchi di Méliès a di Segundo de Chomón fino alle “imprese” del mago Houdini), due importanti capitoli dedicati al cinema muto statunitense, con la retrospettiva completa dei film di Thomas H. Ince e la presentazione di una selezione dei cortometraggi animati della serie Silly Symphonies, oltre all’appuntamento fisso di ogni anno costituito da una sezione della monumentale produzione cinematografica di D. W. Griffith (The Griffith Project 10: I film realizzati nel 1919-1920).
Anche il cinema muto italiano ha qui tradizionalmente una propria ribalta, quest’anno, tra l’altro, con la presentazione del duplice restauro, realizzato a cura del Museo Nazionale del Cinema di Torino, di Cabiria, pietra miliare della cinematografia italiana dell’epoca del muto (regia di Giovanni Pastrone, didascalie di Gabriele D’Annunzio), nella versione muta originaria del 1913-14 e nella successiva versione sonorizzata del 1931.
Non ci dilungheremo qui su tutti i dettagli del programma (che molto più ricco di quanto sopra accennato), per i quali rimandiamo al sito del festival, www.cinetecadelfriuli.org/gcm/, dove è possibile navigare attraverso le singole sezioni, scaricare la programmazione giornaliera, e anche accedere integralmente al catalogo, che è scaricabile in formato pdf. Questo particolare ne rende particolarmente preziosa la consultazione, dal momento che, di ogni film in programmazione è presente una scheda filmografica e critica compilata con grande rigore scientifico dai curatori della relativa sezione e/o retrospettiva, con dati verificati sempre sulle copie (c’è sempre quindi un approccio filologicamente approfondito, con informazioni relative alla versione, alle procedure di restauro, alla provenienza, a lunghezza e durata, etc…, il tutto sempre in duplice testo italiano e inglese).
Vale la pena sottolineare come la stessa possibilità di accedere al catalogo ci sia anche per le edizioni precedenti del festival: l’archivio del sito permette infatti l’accesso ai cataloghi a ritroso fino al 1998, mentre, per quanto riguarda gli anni ancora addietro (la prima edizione risale infatti al 1982) è presente, nella sezione dedicata alle pubblicazioni edite dallo stesso festival, il link con la scheda del CD-Rom Le Giornate del Cinema Muto 1982-2001/ The Pordenone Silent Film Festival CD-Rom, Inventario dei film presentati nelle prime venti edizioni delle Giornate del Cinema Muto, che condensa 20 anni di cataloghi e che è possibile ordinare direttamente attraverso il sito alla Cineteca del Friuli.
Al di là dell’etichetta di festival per addetti ai lavori e per cinefili, le Giornate del Cinema Muto rappresentano una delle rare casse di risonanza e di promozione per una sezione di patrimonio cinematografico certamente di difficile accesso, ma non per questo obsoleta.
I film vengono sempre presentati curando al massimo il livello qualitativo, proiettati su grande schermo in copie ricostruite filologicamente e restaurate con le colorazioni originarie, sempre con accompagnamento musicale dal vivo e documentazione di grande rigore scientifico.
E osserviamo che ciò non rappresenta soltanto il corretto approccio metodologico, ma offre le migliori garanzie di accesso e godibilità anche ad un pubblico “medio” che voglia confrontarsi con un momento fondante del nostro comunicare per immagini.

 

 

>>top

Valid HTML 4.01!ricerca con google