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E' probabile che
ci troviamo di fronte alla rivoluzione dell'editoria. Da
adesso sarā possibile auto-pubblicare i propri libri a costo quasi
zero. L'idea č di Bob Young che ha partorito Lulu: libreria
virtuale dove si pubblica senza costi e senza minimi di ordine. Il
costo della stampa č a carico dell'acquirente, nel momento in cui
effettua l'acquisto.
Non poteva
venire in mente che a Young un'idea del genere. Imprenditore
canadese, fondatore di Red Hat, la societā che ha inventato
Linux. Probabilmente č ispirandosi al concetto di open source
che gli č venuto in mente di portare l'editoria a portata di tutti.
Mercato che segue solo logiche di vendita e pertanto riservato ai
pochi scrittori i cui titoli vendono al di lā della qualitā
dell'opera.
Non si cedono
neanche i diritti di sfruttamento economico, all'editore spetta il
20%, l'80% va all'autore. E pare che l'idea abbia giā riscosso un
notevole successo: nel settore Libri sono disponibili circa 9.200
titoli che riguardano la Fiction e la Letteratura, 2.300 la
Letteratura per bambini, 1.990 Religione e Spiritualitā, 1.783 la
Letteratura Fantasy. Arrivato di recente anche in Italia, Lulu sta
riscuotendo un notevole successo.
Il sistema si
basa su booksmart, un software che permette di pubblicare a
basso costo (25 euro per 40 pagine, 75 euro per 400), nel prezzo č
inclusa anche la vendita nelle librerie del web.
Lulu č un
esempio della direzione che sta prendendo il mercato
dell'auto-pubblicazione. Altri editori si sono affacciati sul web
con proposte similari: da Blurb, molto simile a Lulu, a Xlibris che
con il suo starters kit copre tutte le fasi di
produzione, dalla scelta della copertina alla bibliografia, a un
costo di 500 dollari.
Canale di
vendita delle auto-pubblicazioni sono gli scaffali di Borders,
mentre i grandi hanno cominciato a muoversi. Hanno capito che dietro
l'innocente sogno di veder pubblicato il proprio romanzo si
nascondono affari da miliardi di dollari, motivo per cui hanno
firmato accordi per stampare libri di esordienti per la
vendita on demand. E se big come Random House e Tim Warner
Publishing si sono lanciati nell'iniziativa, vuol dire che i miliardi ci sono sul serio.
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