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Mentre Roma ha puntato su un festival di grande richiamo mediatico e Torino rilancia affidando il timone del suo Film Festival a Nanni Moretti, all’ombra del Duomo, in sordina, nasce l’Agenzia per il Cinema a Milano. Operativa dai primi di marzo, grazie al contributo della Provincia di Milano, si propone di diventare un luogo di confronto e di azione comune per «rafforzare, si legge in una prima dichiarazione programmatica, l’identità di Milano come città del cinema e dell’audiovisivo». Identità che si appoggia a numeri importanti. Da una ricerca sul mercato del lavoro emerge che nel 2005 in Lombardia gli occupati nel settore con contratti stabili erano il 39% del totale nazionale, a cui vanno aggiunti i lavoratori atipici. Nata dall’iniziativa di docenti di cinema, critici, addetti ai lavori e promotori di eventi di settore, l’agenzia funziona come un’associazione culturale a cui possono aderire persone fisiche, persone giuridiche ed enti pubblici. Vuole essere una mediatrice con l’esterno per costruire contatti fra i suoi membri e possibili investitori, editori televisivi e multimediali, distributori cinematografici e mettere in relazione, al suo interno, i vari soggetti professionali con i produttori, i filmaker e videomaker con i luoghi di visione e i festival.
In appendice alle varie e importanti iniziative per il sostegno del settore che sono o diventeranno dei riferimenti fissi per il pubblico e gli addetti ai lavori, non va dimenticato che il cinema sta cambiando e con esso i canali di distribuzione: l’esistenza di un film non è più legata solo al passaggio nelle sale, ci sono modi diversi di vivere l’audiovisivo che vanno dai festival fino all’acquisto in edicola. Rispetto al passato, il digitale ha abbattuto i costi di produzione, liberalizzando l’accesso dei giovani artisti e, allo stesso tempo, cambiando le modalità di distribuzione, rese più facili attraverso l’home video, dvd, broadcast e internet. Una delle conseguenze però è l’emorragia di spettatori dalle sale. Prima a risentirne è la produzione nazionale: su settanta lungometraggi italiani distribuiti nel 2006, solo 15 hanno superato il milione di Euro di incassi. Stravincono le commedie: il film più visto è stato Il mio miglior nemico di Carlo Verdone che al botteghino ha totalizzato 18.596.106 € seguito da Natale a New York di Neri Parenti con 18.104.789 € e da Notte prima degli esami, primo film di Fausto Brizzi con 12.463.111 €. La classifica continua con Eccezzziunale veramente – capitolo secondo… me, Il caimano, Anplagghed al cinema, Olé che si mantengono sopra i sei milioni di Euro per scendere direttamente ai tre milioni e rotti di La sconosciuta e Commediasexy. La terra, La stella che non c’è e Nuovomondo hanno realizzato circa due milioni di Euro, mentre Il regista di matrimoni, La rosa del deserto e N – io e Napoleone raggiungono la soglia del milione di Euro.
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