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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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MultiMedia 30 aprile 2007 n. 26 
 

LA BIBLIOTECA DIGITALE: CONOSCENZE, COMUNICAZIONE E TECNOLOGIE

di Ornella Nicotra

Si è svolto a Roma, lunedì 16 aprile, il seminario La Biblioteca digitale: conoscenze, comunicazione e tecnologie promosso da SPACE in collaborazione con BAICR Sistema Cultura, rivolto a specialisti e addetti ai lavori del mondo degli archivi e delle biblioteche e ai nuovi professionisti della comunicazione digitale.
Madel Crasta, segretario generale BAICR, introduce i lavori di questa giornata diretta ad approfondire l’applicazione del concetto “digitale” alla biblioteca moderna. Sottolinea, in particolare, il nuovo impegno del bibliotecario chiamato a svolgere un’attività non più meramente descrittiva e diretta alla realizzazione di un catalogo, ma volta a ideare percorsi semantici e conoscitivi che aiutino l’utente a entrare in contatto con il contenuto del documento. L’applicazione delle regole, strumento indispensabile per il catalogatore, è infatti fondamentale ma non sufficiente: “Sotto tonnellate di standard, l’utente non riceve emozioni” spiega la dott.ssa Crasta “e si perde un’occasione di comunicazione. Comunicazione intesa come rapporto delle condizioni di incontro tra un cittadino del XXI secolo e gli eventi precedenti…”.
Stefania Pineider, esperta in didattica e comunicazione culturale, ha illustrato il tema della ricerca e del piano editorale - come selezione delle fonti da destinare a interventi di digitalizzazione - descrivendo il momento iniziale della sintesi creativa che si attua mediando tra suggestioni culturali e reperimento delle informazioni storico-didascaliche.
Vincenzo Giannoccaro, esperto di progetti tecnologici per la biblioteca digitale, ha affrontato argomenti tecnici relativi all’acquisizione di qualità delle immagini, ai metadati descrittivi, agli archivi digitali.
L’importanza della fruizione del patrimonio digitale emerge dalla relazione di Chiara Landi, bibliotecaria esperta per il digitale applicato ai beni documentali che, precisando che il digitale “può aiutare a dare un valore aggiunto, ma non si sostituisce alla consultazione in sede”, evidenzia la necessità di una sinergia tra il bibliotecario che conosce il documento, il tecnico che sa utilizzare gli strumenti più adatti, l’esperto in comunicazione che può proporre strumenti di valorizzazione per contestualizzare il documento sia nella sede in cui è conservato che nella sua dimensione storica. Le prime esperienze di digitalizzazione, poste come strumento di supporto per la consultazione e di tutela del documento originale, sono state poco valorizzate e si sono rivelate raramente fruibili dall’utente finale. Questo obiettivo è attualmente raggiungibile attraverso un OPAC evoluto che non contenga solo informazioni bibliografiche, ma offra nuove opportunità con il supporto di un leggio elettronico, strumento multimediale che realizza lo studio e l’analisi dei documenti digitali tramite “sfogliamento” interattivo delle pagine, zoom e visualizzazione di eventuali annotazioni e indici.
Massimiliano Guetta, museologo esperto in progettazione culturale, ha portato esempi di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecniche dell’animazione e della realtà virtuale.
Ha concluso i lavori Paola Velardi, Università La Sapienza di Roma, illustrando soluzioni di navigazione informativa che consentano un reale accesso al patrimonio e alle esperienze culturali.
Le relazioni del convegno sono consultabili all’indirizzo www.spacespa.it

 

 


 

 

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