| Si è svolto a Roma, lunedì 16 aprile,
il seminario La Biblioteca digitale: conoscenze, comunicazione
e tecnologie promosso da SPACE in collaborazione con
BAICR Sistema Cultura, rivolto a specialisti e addetti
ai lavori del mondo degli archivi e delle biblioteche
e ai nuovi professionisti della comunicazione digitale.
Madel Crasta, segretario generale BAICR, introduce i
lavori di questa giornata diretta ad approfondire l’applicazione
del concetto “digitale” alla biblioteca
moderna. Sottolinea, in particolare, il nuovo impegno
del bibliotecario chiamato a svolgere un’attività
non più meramente descrittiva e diretta alla
realizzazione di un catalogo, ma volta a ideare percorsi
semantici e conoscitivi che aiutino l’utente a
entrare in contatto con il contenuto del documento.
L’applicazione delle regole, strumento indispensabile
per il catalogatore, è infatti fondamentale ma
non sufficiente: “Sotto tonnellate di standard,
l’utente non riceve emozioni” spiega la
dott.ssa Crasta “e si perde un’occasione
di comunicazione. Comunicazione intesa come rapporto
delle condizioni di incontro tra un cittadino del XXI
secolo e gli eventi precedenti…”.
Stefania Pineider, esperta in didattica e comunicazione
culturale, ha illustrato il tema della ricerca e del
piano editorale - come selezione delle fonti da destinare
a interventi di digitalizzazione - descrivendo il momento
iniziale della sintesi creativa che si attua mediando
tra suggestioni culturali e reperimento delle informazioni
storico-didascaliche.
Vincenzo Giannoccaro, esperto di progetti tecnologici
per la biblioteca digitale, ha affrontato argomenti
tecnici relativi all’acquisizione di qualità
delle immagini, ai metadati descrittivi, agli archivi
digitali.
L’importanza della fruizione del patrimonio digitale
emerge dalla relazione di Chiara Landi, bibliotecaria
esperta per il digitale applicato ai beni documentali
che, precisando che il digitale “può aiutare
a dare un valore aggiunto, ma non si sostituisce alla
consultazione in sede”, evidenzia la necessità
di una sinergia tra il bibliotecario che conosce il
documento, il tecnico che sa utilizzare gli strumenti
più adatti, l’esperto in comunicazione
che può proporre strumenti di valorizzazione
per contestualizzare il documento sia nella sede in
cui è conservato che nella sua dimensione storica.
Le prime esperienze di digitalizzazione, poste come
strumento di supporto per la consultazione e di tutela
del documento originale, sono state poco valorizzate
e si sono rivelate raramente fruibili dall’utente
finale. Questo obiettivo è attualmente raggiungibile
attraverso un OPAC evoluto che non contenga solo informazioni
bibliografiche, ma offra nuove opportunità con
il supporto di un leggio elettronico, strumento multimediale
che realizza lo studio e l’analisi dei documenti
digitali tramite “sfogliamento” interattivo
delle pagine, zoom e visualizzazione di eventuali annotazioni
e indici.
Massimiliano Guetta, museologo esperto in progettazione
culturale, ha portato esempi di valorizzazione del patrimonio
culturale attraverso le tecniche dell’animazione
e della realtà virtuale.
Ha concluso i lavori Paola Velardi, Università
La Sapienza di Roma, illustrando soluzioni di navigazione
informativa che consentano un reale accesso al patrimonio
e alle esperienze culturali.
Le relazioni del convegno sono consultabili all’indirizzo
www.spacespa.it
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