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Anche i libri hanno ceduto alla seduzione della
cross-medialità. Il potere suggestivo dell’immagine si è
unito al fascino evocativo della scrittura dando vita a una
nuova modalità di presentazione del libro: il booktrailer. Si
pensava che i libri sarebbero rimasti fuori dalla invasione
multimediale. Fermi nel loro essere piacevolmente sequenziali,
difficilmente sarebbero diventati oggetto di contaminazione
tra media. Invece eccolo qui, il libro, oggetto e
soggetto di se stesso nella rappresentazione del suo contenuto
tramite immagini filmate.
Il booktrailer, a volte semplice trailer
sui contenuti, altre
filmato di certo valore artistico per il livello qualitativo
della realizzazione, è un video più o meno breve nato nel
mondo anglosassone come alternativa alla tradizionale
recensione scritta, che sicuramente diventerà un nuovo
genere. Credo si possa ipotizzare uno sviluppo simile a quello
dei videoclip, nati come brevi filmati per promuovere un brano
musicale, si sono trasformati in un genere artistico con
proprie forme stilistiche ed espressive, fino a decretare la
nascita di televisioni a tema musicale. Certo è che alcune
case editrici si sono già attivate e hanno cominciato a
presentare alcuni loro volumi con il booktrailer.
Ma è stata
la Keitai a capirne le potenzialità orientandosi sulla commercializzazione dei filmati promozionali per i libri.
Società nata nel 2006 con il preciso obiettivo di produrre e
distribuire contenuti per i nuovi media, si è lanciata nella
realizzazione di booktrailer
con l’uso di diverse tecniche filmiche (girati, filmati di
animazione, effetti speciali) e ha dato vita a un portale, www.book-trailers.eu,
nel quale sono pubblicati sia i video realizzati dalla società,
sia quelli inviati dagli utenti.
Il sito è un ottimo esempio
di come Internet abbia modificato radicalmente i modelli di
consumo e di come sia possibile usare l’interattività al
fine di valorizzare i propri contenuti. Tutto si gioca nella
chiarezza dell’home page, da dove risulta evidente il dna
del sito: presentare i libri tramite video. In evidenza
l’invito alle case editrici a usare questo prodotto
innovativo, quale nuova
forma di comunicazione promozionale per l'editoria, e
l’invito agli utenti a presentare le proprie realizzazioni,
nuovo valore mediale, giocato sull’autoproduzione che fa
sicuramente seguito al successo di Youtube, modello
aggregatore di un’esigenza latente nata col p2p e diventata
una delle modalità prevalenti di consumo di contenuti su
internet.
E infine il modello avanzato di interatttività
converge sul podcast, iscrivendosi al servizio è possibile
ricevere il trailer del libro sul proprio computer o sull’ipod,
il che fa pensare a un futuro in cui il nostro interesse per
un libro sarà indirizzato da quell’approccio emotivo che è
proprio delle immagini, ma in cui si dovrà rivisitare
un’ormai consolidata tradizione recensoria.
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