MultiMedia 
Nuovi Media, Audiovisivi, Multimedialità,  Information Architecture      
Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
 
rivistarch.gif (8404 byte)

home
chi siamo
contattateci
associatevi
 
 

 
 Gli Annali articoli e saggi libri slides tesi documentazione normativa formazione english version
numeri precedenti  
MultiMedia Magazine  
  Primo piano

 

MultiMedia 15 gennaio 2009 n. 46

OPEN CULTURE E IL VILE DENARO

di Giulia Mezzabarba

Il sostegno volontario ad una causa ha da sempre un fondo di contraddizione con la necessità di denaro per garantire il sostegno stesso. Questa antinomia non risparmia la gratuità del sapere, uno degli ideali maggiormente perseguiti nella rete sin dalla sua prima concezione.

La notizia è vecchia anche se è solo di pochi giorni fa, ma si sa nell’età del web tutto ha preso velocità e, se la notizia poi riguarda uno dei fari della rete, allora la velocità rasenta quella della luce. Insomma, Wikipedia non chiuderà!

“Ti chiedo di sostenere Wikipedia con una donazione”, firmato Jimmy Wales che, per chi non lo sapesse, è il fondatore del wiki più famoso del mondo. Questa volta è stato lui stesso in persona a inviare il messaggio nella bottiglia del mare di Internet.

Ricordiamo un po’ di numeri. Wikipedia è nella top ten dei siti più visitati della rete; è presente on line in 250 lingue diverse per un totale di 10 milioni di lemmi, di cui ben più di mezzo milione nella lingua del si. Ogni tanto, a scadenze regolari, viene messa in giro la voce che, nel giro di pochi mesi, chiuderà. Poi, per incanto, appaiono donazioni che salvano in extremis il nostro sapere universale.

È questo il modello che ha inaugurato Wikipedia: open culture basata su un sistema di donazioni. Se il principio è quello della gratuità del sapere - open colture - e ogni utente autorizzato lavora come volontario, le donazioni a cosa servono? È la stessa contraddizione che si incontra analizzando i meccanismi che alimentano le associazione di volontari che sostengono una causa umanitaria che ci portano una volta all’anno ad acquistare piante o sacchetti di frutta di vario tipo. In organizzazioni del genere c’è sempre un congruo numero di persone che non agisce su base volontaria, ma che lavora a fronte di uno stipendio, per il quale si attinge dalle donazioni.

Ma andiamo a leggere la lettera di ringraziamento di Jimmy Wales e apprendiamo che da luglio sono state raccolte 125 000 donazioni per un totale di 4 milioni di dollari, più una donazione data da sconosciuti benefattori per 2 milioni di dollari. Prosegue con “queste entrate ci aiuteranno a coprire il costo delle nostre spese di gestione per l'anno fiscale corrente, che finisce il 30 giugno 2009. Ma quali sono queste spese? La risposta ce la dà di nuovo Walese: server, hosting, banda, lo staff costituito da ventitré persone; lo sviluppo e il miglioramento del software open source su cui si basano tutti i progetti Wikimedia; organizzare eventi, ad esempio le Wikipedia Academies, corsi in cui si impara come usare e modificare Wikipedia; il sostegno ai volontari.

Insomma, se la gratuità totale del sapere è utopia, allora sei milioni di dollari e sole ventitré persone di staff  per alimentare un progetto così grande e in continuo sviluppo sembrerebbe, al momento, la cosa che ci si avvicina più di tutte a tale utopia.

 

 

 

 

 

>>top

Valid HTML 4.01!ricerca con google