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Il sostegno volontario ad una causa ha da
sempre un fondo di contraddizione con la necessità di denaro
per garantire il sostegno stesso. Questa antinomia non
risparmia la gratuità del sapere, uno
degli ideali maggiormente perseguiti nella rete sin
dalla sua prima concezione.
La notizia è vecchia
anche se è solo di pochi giorni fa, ma si sa nell’età
del web tutto ha preso velocità e, se la notizia poi riguarda
uno dei fari della rete, allora la velocità rasenta quella
della luce. Insomma, Wikipedia non chiuderà!
“Ti chiedo di sostenere Wikipedia con una
donazione”, firmato Jimmy Wales che, per chi non lo sapesse, è
il fondatore del wiki più famoso del mondo. Questa volta è
stato lui stesso in persona a
inviare il messaggio nella bottiglia del mare di Internet.
Ricordiamo un po’ di numeri. Wikipedia è
nella top ten dei siti più visitati
della rete; è presente on line in 250 lingue diverse per un
totale di 10 milioni di lemmi, di cui ben più di mezzo milione
nella lingua del si. Ogni tanto, a scadenze regolari,
viene messa in giro la voce che,
nel giro di pochi mesi, chiuderà. Poi, per incanto, appaiono
donazioni che salvano in extremis il nostro sapere universale.
È questo il modello che ha inaugurato
Wikipedia: open culture basata su
un sistema di donazioni. Se il
principio è quello della gratuità del sapere - open colture -
e ogni utente autorizzato lavora come volontario, le donazioni
a cosa servono? È la stessa contraddizione che
si incontra analizzando i
meccanismi che alimentano le associazione di volontari che
sostengono una causa umanitaria che ci portano una volta
all’anno ad acquistare piante o sacchetti di frutta di vario
tipo. In organizzazioni del genere c’è sempre un congruo
numero di persone che non agisce su
base volontaria, ma che lavora a fronte di uno stipendio, per
il quale si attinge dalle donazioni.
Ma andiamo a
leggere la lettera di ringraziamento di Jimmy Wales e
apprendiamo che da luglio sono state raccolte 125 000
donazioni per un totale di 4 milioni di dollari, più una
donazione data da sconosciuti benefattori per 2 milioni di
dollari. Prosegue con “queste entrate ci aiuteranno a
coprire il costo delle nostre spese di gestione per l'anno
fiscale corrente, che finisce il 30 giugno 2009”.
Ma quali sono queste spese? La
risposta ce la dà di nuovo Walese:
server, hosting, banda, lo staff costituito da ventitré
persone; lo sviluppo e il miglioramento del software open
source su cui si basano tutti i progetti Wikimedia;
organizzare eventi, ad esempio le Wikipedia Academies, corsi
in cui si impara come usare e modificare Wikipedia; il
sostegno ai volontari.
Insomma, se la gratuità totale del sapere
è utopia, allora sei milioni di dollari e sole ventitré
persone di staff per alimentare un
progetto così grande e in continuo sviluppo sembrerebbe, al
momento, la cosa che ci si avvicina più di tutte a tale
utopia.
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