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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
 
 
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LE BIBLIOTECHE DIGITALI EUROPEE TRA IL DIRITTO ALLA CULTURA E IL DIRITTO D'AUTORE
di Ornella Nicotra

La Commissione Europea ha pubblicato i risultati della consultazione on-line sull’iniziativa Biblioteche Digitali, lanciata dall’Unione Europea nel Settembre 2005 con l’obiettivo di rendere accessibile e usabile on-line il patrimonio culturale europeo. Con un totale di 225 risposte, hanno partecipato alla consultazione 180 organizzazioni appartenenti ai diversi settori coinvolti: biblioteche, archivi e musei (46%), editori e proprietari di diritti (19%), mondo accademico e universitario (14%). Complessivamente la proposta della Commissione Europea, contenuta nella comunicazione “i2010 le biblioteche digitali”, è stata accolta favorevolmente da tutte le parti interpellate. La questione che ha, invece, sollevato opinioni disaccordi è quella, spinosa, dei diritti d’autore, sulla quale si schierano da una parte le istituzioni culturali e, dall’altra, i proprietari dei diritti.

L’iniziativa Biblioteche Digitali si propone di digitalizzare entro il 2010 un totale di sei milioni tra testi, documenti e altri prodotti culturali e renderli accessibili via web attraverso due strumenti prioritari: il cofinanzimento di centri specializzati nella digitalizzazione e la creazione di un contesto normativo comunitario adatto a proteggere e rendere utilizzabili i diritti di proprietà intellettuale.

Dal punto di vista dello sforzo finanziario, la digitalizzazione delle collezioni analogiche, che, in alcuni casi, ha lo scopo di garantire la sopravvivenza del materiale analogico facilmente deteriorabile, é un processo costoso che richiede molta manodopera (digitalizzare un ora di materiale può costare dai 100 euro per il materiale audio ai 2000 per quello filmico). Necessita, inoltre, di un cospicuo investimento iniziale che, nella maggior parte dei casi, oltrepassa le possibilità finanziarie delle istituzioni che detengono le informazioni. Le iniziative di cofinanziamento promosse dall’Unione Europea riguardano ricerca tecnologica, accessibilità e conservazione. Sul fronte della ricerca l’Unione Europea ha implementato il programma IST (54 milioni di euro stanziati dal 2000) che supporta le organizzazioni culturali nella creazione di infrastrutture tecnologiche, programmi applicativi e know how. Nel campo dell’accessibilità del materiale culturale digitalizzato, i contributi europei hanno finanziato la fase iniziale del progetto TEL (The European Library) che promuove la cooperazione tra le biblioteche nazionali europee fornendo un unico portale d’accesso alle collezioni. Infine, nel settore della conservazione, il progetto comunitario PrestoSpace (9 milioni di euro stanziati dal 2004 al 2007) si propone di elaborare un insieme di strumenti per digitalizzare il materiale audiovisivo analogico.

Tuttavia, la cooperazione a livello europeo tra le istituzioni che operano all’interno dei diversi paesi membri non può funzionare in assenza di un comune riferimento legislativo, soprattutto in materia di diritto di proprietà intellettuale. La direttiva 2001/29/CE che armonizza taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, prevede che il materiale digitalizzato possa essere offerto on-line soltanto se di dominio pubblico o con il consenso esplicito dei titolari dei diritti. Di conseguenza una biblioteca digitale europea potrà ospitare, facendo un esempio nel caso della letteratura, soltanto le opere del primo ‘900 o precedenti, a seconda dell’anno di morte dell’autore. Sebbene, infatti, la direttiva contempli un’eccezione per gli atti di riproduzione specifici effettuati da biblioteche accessibili al pubblico, istituti di istruzione, musei o archivi, tale eccezione non é obbligatoria, ed è stata quindi applicata in modo diverso dai vari stati membri.

Proprio la consultazione recentemente pubblicata, in quanto discussione strategica con le parti interessate, servirà come base per una raccomandazione che la Commissione Europea presenterà entro la fine di quest'anno, che avrà a sua volta lo scopo di riesaminare il quadro relativo al diritto d'autore. Alla Commissione Europea spetta quindi il difficile compito di elaborare una soluzione di compromesso che medi tra gli interessi dell'industria e quelli delle istituzioni culturali. In futuro questo compromesso potrebbe essere la base di una proficua collaborazione che, mettendo in campo i finanziamenti privati e le competenze delle istituzioni culturali, abbia ricadute positive su entrambi i settori e, soprattutto, sulla diffusione e conservazione della cultura.

 

 

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