| La Commissione Europea
ha pubblicato i risultati della consultazione on-line
sull’iniziativa Biblioteche Digitali, lanciata dall’Unione
Europea nel Settembre 2005 con l’obiettivo di rendere
accessibile e usabile on-line il patrimonio culturale
europeo. Con un totale di 225 risposte, hanno partecipato
alla consultazione 180 organizzazioni appartenenti ai
diversi settori coinvolti: biblioteche, archivi e musei
(46%), editori e proprietari di diritti (19%), mondo
accademico e universitario (14%). Complessivamente la
proposta della Commissione Europea, contenuta nella
comunicazione “i2010 le biblioteche digitali”, è
stata accolta favorevolmente da tutte le parti interpellate.
La questione che ha, invece, sollevato opinioni disaccordi
è quella, spinosa, dei diritti d’autore, sulla
quale si schierano da una parte le istituzioni culturali
e, dall’altra, i proprietari dei diritti.
L’iniziativa Biblioteche Digitali si propone
di digitalizzare entro il 2010 un totale di sei milioni
tra testi, documenti e altri prodotti culturali e renderli
accessibili via web attraverso due strumenti prioritari:
il cofinanzimento di centri specializzati nella digitalizzazione
e la creazione di un contesto normativo comunitario
adatto a proteggere e rendere utilizzabili i diritti
di proprietà intellettuale.
Dal punto di vista dello sforzo finanziario,
la digitalizzazione delle collezioni analogiche, che,
in alcuni casi, ha lo scopo di garantire la sopravvivenza
del materiale analogico facilmente deteriorabile, é
un processo costoso che richiede molta manodopera (digitalizzare
un ora di materiale può costare dai 100 euro
per il materiale audio ai 2000 per quello filmico).
Necessita, inoltre, di un cospicuo investimento iniziale
che, nella maggior parte dei casi, oltrepassa le possibilità
finanziarie delle istituzioni che detengono le informazioni.
Le iniziative di cofinanziamento promosse dall’Unione
Europea riguardano ricerca tecnologica, accessibilità
e conservazione. Sul fronte della ricerca l’Unione Europea
ha implementato il programma IST (54
milioni di euro stanziati dal 2000) che supporta le
organizzazioni culturali nella creazione di infrastrutture
tecnologiche, programmi applicativi e know how. Nel
campo dell’accessibilità del materiale culturale
digitalizzato, i contributi europei hanno finanziato
la fase iniziale del progetto TEL (The
European Library) che promuove la cooperazione tra le
biblioteche nazionali europee fornendo un unico portale
d’accesso alle collezioni. Infine, nel settore della
conservazione, il progetto comunitario PrestoSpace
(9 milioni di euro stanziati dal 2004 al 2007) si propone
di elaborare un insieme di strumenti per digitalizzare
il materiale audiovisivo analogico.
Tuttavia, la cooperazione a livello europeo
tra le istituzioni che operano all’interno dei diversi
paesi membri non può funzionare in assenza di
un comune riferimento legislativo, soprattutto in materia
di diritto di proprietà intellettuale. La direttiva
2001/29/CE che armonizza taluni aspetti del
diritto d’autore e dei diritti connessi nella società
dell’informazione, prevede che il materiale digitalizzato
possa essere offerto on-line soltanto se di dominio
pubblico o con il consenso esplicito dei titolari dei
diritti. Di conseguenza una biblioteca digitale europea
potrà ospitare, facendo un esempio nel caso della
letteratura, soltanto le opere del primo ‘900 o precedenti,
a seconda dell’anno di morte dell’autore. Sebbene, infatti,
la direttiva contempli un’eccezione per gli atti di
riproduzione specifici effettuati da biblioteche accessibili
al pubblico, istituti di istruzione, musei o archivi,
tale eccezione non é obbligatoria, ed è
stata quindi applicata in modo diverso dai vari stati
membri.
Proprio la consultazione
recentemente pubblicata, in quanto discussione strategica
con le parti interessate, servirà come base per una
raccomandazione che la Commissione Europea presenterà entro la fine di
quest'anno, che avrà a sua volta lo scopo
di riesaminare il quadro relativo al diritto d'autore.
Alla Commissione Europea spetta quindi il difficile
compito di elaborare una soluzione di compromesso che
medi tra gli interessi dell'industria e quelli delle
istituzioni culturali. In futuro questo compromesso
potrebbe essere la base di una proficua collaborazione
che, mettendo in campo i finanziamenti privati e le
competenze delle istituzioni culturali, abbia ricadute
positive su entrambi i settori e, soprattutto, sulla
diffusione e conservazione della cultura.
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