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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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progetti europei

 

MultiMedia 31 ottobre  n.  18

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE EUROPEA E' OPEN SOURCE

La Commissione Europea inaugura un progetto che permetterà alle PA degli stati membri di partecipare ai progetti open source e riadoperare il software. L’obiettivo è lo scambio di conoscenza e informazione

di Romina Toscano

 

A Bruxelles la Commissione Europea presenta la "svolta" nella direzione della condivisione dei servizi: si tratta, infatti, di un nuovo portale che metterà insieme esperienze, saperi e i software open source delle PA  degli stati membri.

OSOR, Open Source Observatory and Repository, è il primo segnale concreto dell’interesse tangibile della Commissione per il modello di sviluppo aperto, implementabile e condivisibile. Il progetto sarà curato da Unisys, che investirà inizialmente 4 milioni di euro. Un importante segnale di sviluppo per le applicazioni di e-government. Unisys Belgium, società che fornisce servizi e soluzioni di Information Technology, coordinerà i lavori del Consorzio, di cui fanno parte anche il Maastricht Economic Research Institute on Innovation and Technology, il GOPA Cartermill e la Universidad Rey Juan Carlos.

OSOR, nato come sviluppo del preesistente Open Source Observatory, dovrebbe ricevere le prime caratterizzazioni entro la fine dell’anno, diventando operativo nel 2007. Questo progetto rappresenta il primo tentativo di realizzare dei progetti in comune, mettendo a disposizione competenze e conoscenze in alcune aree specifiche di intervento: e-procurement (procedure e sistemi per l'acquisizione di beni e servizi per la PA), interoperabilità e formati dei documenti di identità elettronica.

Tra gli effetti più immediati ci sarà la riduzione dei costi, dato che ciascuna amministrazione potrà condividere le proprie risorse, riducendo, di conseguenza, gli investimenti necessari per la ricerca e lo sviluppo di piattaforme applicative. Su OSOR verranno condivise non solo il codice sorgente ma tutte le informazioni necessarie per l’uso dell’applicazione e le relative licenze e contratti.

Non unanime, tuttavia, il consenso. Per alcuni SourceForge potrebbe essere utilizzato allo stesso scopo senza, necessariamente, dover creare una iniziativa ad hoc. La svolta open source della Commissione europea non vuole, tuttavia, rimpiazzare software proprietari con software liberi, ma sviluppare applicazioni open source, basate sulla intelligenza collaborativa.

«L’interesse delle pubbliche amministrazioni nei confronti dell’open source non nasce con il proposito di sostituire gradualmente le soluzioni proprietarie» - come ha sottolineato Karel De Vriendt, Head of the European eGovernment Services Unit UE «Si fonda, piuttosto, sull’esigenza di realizzare applicazioni personalizzate basate su software open source e licenze libere, risultato di una stretta collaborazione progettuale. La nuova iniziativa OSOR dovrebbe diventare uno strumento privilegiato per rendere più veloce e semplice la condivisione dei software tra gli Stati membri».

Una volta rodato, il servizio si rivolgerà ad una audience nelle PA comunitarie di almeno 100mila soggetti. Una vera e propria svolta nell’ottica della condivisione e dell’apertura all’innovazione.

 

 

 

 

 

 

 

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