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A
Bruxelles la Commissione Europea presenta la "svolta"
nella direzione della condivisione dei servizi: si
tratta, infatti, di un nuovo portale che metterà insieme
esperienze, saperi e i software open source delle
PA degli stati membri.
OSOR,
Open Source Observatory and Repository, è il primo
segnale concreto dell’interesse tangibile della Commissione
per il modello di sviluppo aperto, implementabile
e condivisibile. Il progetto sarà curato da Unisys,
che investirà inizialmente 4 milioni di euro. Un importante
segnale di sviluppo per le applicazioni di e-government.
Unisys Belgium, società che fornisce servizi e soluzioni
di Information Technology, coordinerà i lavori del
Consorzio, di cui fanno parte anche il Maastricht
Economic Research Institute on Innovation and Technology,
il GOPA Cartermill e la Universidad Rey Juan Carlos.
OSOR,
nato come sviluppo del preesistente Open Source
Observatory, dovrebbe ricevere le prime caratterizzazioni entro
la fine dell’anno, diventando operativo nel 2007.
Questo progetto rappresenta il primo tentativo di
realizzare dei progetti in comune, mettendo a disposizione
competenze e conoscenze in alcune aree specifiche
di intervento: e-procurement (procedure e sistemi
per l'acquisizione di beni e servizi per la PA), interoperabilità
e formati dei documenti di identità elettronica.
Tra gli effetti più immediati ci sarà
la riduzione dei costi, dato che ciascuna amministrazione
potrà condividere le proprie risorse, riducendo, di
conseguenza, gli investimenti necessari per la ricerca
e lo sviluppo di piattaforme applicative. Su OSOR
verranno condivise non solo il codice sorgente ma
tutte le informazioni necessarie per l’uso dell’applicazione
e le relative licenze e contratti.
Non
unanime, tuttavia, il consenso. Per alcuni SourceForge
potrebbe essere utilizzato allo stesso scopo senza,
necessariamente, dover creare una iniziativa ad hoc.
La svolta open source della Commissione europea non
vuole, tuttavia, rimpiazzare software proprietari
con software liberi, ma sviluppare applicazioni open
source, basate sulla intelligenza collaborativa.
«L’interesse delle pubbliche amministrazioni nei confronti
dell’open source non nasce con il proposito di sostituire
gradualmente le soluzioni proprietarie» - come ha
sottolineato Karel De Vriendt, Head of the European
eGovernment Services Unit UE «Si fonda, piuttosto,
sull’esigenza di realizzare applicazioni personalizzate
basate su software open source e licenze libere, risultato
di una stretta collaborazione progettuale. La nuova
iniziativa OSOR dovrebbe diventare uno strumento privilegiato
per rendere più veloce e semplice la condivisione
dei software tra gli Stati membri».
Una volta rodato, il servizio si rivolgerà ad una
audience nelle PA comunitarie di almeno 100mila soggetti.
Una vera e propria svolta nell’ottica della condivisione
e dell’apertura all’innovazione.
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