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Venerdì
24 febbraio è stato presentato a Viale Mazzini
14 il libro di Matthew Hibberd Il grande viaggio della
BBC. Storia del servizio pubblico britannico dagli anni
Venti all'era digitale, primo volume della nuova collana
“Zone” edito da Rai Eri. http://www.eri.rai.it/
Alla presenza dei vertici aziendali sia
istituzionali (Presidente, DG) che operativi (Palinsesto
TV e Marketing), dell’autore Matthew Hibberd, di Enrique
Bustamante Ramirez, Università di Madrid e Membro
del Consiglio per la Riforma del servizio pubblico spagnolo
e di Ettore Bernabei, Presidente Lux Vide e curatore
della prefazione del volume, si è riflettuto
su un argomento di primaria importanza nel settore Audiovisivo
europeo e non solo: il servizio pubblico radiotelevisivo
e l’era digitale.
Importanti le domande sulla quarta di copertina
del volume: “Le nostre società democratiche possono
oggi fare a meno di un servizio pubblico radiotelevisivo?
A tre decenni dalla fine dei monopoli ha ancora senso
tenere in vita enti pubblici finanziati con il canone
o con i soldi dei contribuenti, in un ambiente caratterizzato
da decine se non centinaia di servizi e programmi promossi
e gestiti da gruppi privati?”
L’autore Matthew Hibberd è direttore
del master in Pubblic Relations Online, presso il Dipartimento
di Film and Media Studies dell’Università di
Stirling in Scozia (www.fms.stir.ac.uk), membro dello
Stirling Media Research Institute, Visiting Professore
al CICS (Centro Interdisciplinare sulla Comunicazione
Sociale) dell’Università Gregoriana di Roma,
nonché autore ed esperto di settore di riferimento
presso le istituzioni britanniche. Il quadro che ci
presenta della realtà britannica è quello
di un servizio radio televisivo che incassa con il solo
canone annualmente circa quattro miliardi e mezzo di
euro e il cui fatturato complessivo, per la sola BBC,
sfiora la somma dei fatturati Rai-Mediaset; di un servizio
pubblico che ha contribuito alla diffusione di principi
politici, di valori culturali, di strumenti educativi
di primaria importanza per l’affermazione dei principi
di cittadinanza e di democrazia. Un mercato, quello
britannico, che contempla una esperienza come quella
della British Broadcastin Corporation (BBC), ma anche
la presenza di altre emittenti terrestri – ITV e Channel
4 - gestite secondo criteri di servizio pubblico. Tutto
questo si è sposato nel corso degli anni alle
esigenze di un moderno mercato editoriale e ad una delle
piú fiorenti industrie radiotelevisive al mondo,
in un paese che è leader nella transizione tecnologica,
con due famiglie su tre collegate ad una piattaforma
televisiva e multimediale digitale.
E proprio a proposito dell’approdo finale,
ma non definitivo, del grande viaggio della BBC, l’era
digitale, Ettore Bernabei scrive nella prefazione del
volume, paragonando il sistema televisivo al sistema
scolastico, che “affinché un sistema televisivo
contribuisca allo sviluppo umano e civile (…) di una
società occorre che non vi sia nell’offerta e
nella possibilità di accoglienza dei programmi
discriminazione alcuna, né culturale, né
economica. (…) Solo rispettando tali requisiti potrà
essere salvaguardata la vita democratica nell’era digitale.”
Il prossimo
volume della collana “Zone” - analisi ZONE di approfondimento
ZONE di studio ZONE di sapere ZONE di conoscenza - avrà
come oggetto il sistema radiotelevisivo spagnolo. |
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