| Qual’é
il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo Europeo
nel rinnovato contesto della convergenza mediatica e
dall’avvento della tecnologia digitale? Ha ancora senso
parlare di una missione sociale e culturale della televisione
pubblica, guardiano delle democrazie moderne, o dovremmo
piuttosto cominciare a considerarlo un dinosauro in
pericolo di estinzione di fronte all’emergere delle
nuove piattaforme e della modalità di fruizione
on-demand?
Le emittenti pubbliche
“fanno ancora la differenza” nel mondo della televisione
digitale, mobile e interattiva?
Con
“Making a Difference” (“Fare la differenza”) Christian
Nissen si propone di rispondere nella maniera più
esauriente possibile a questo attuale dilemma raccogliendo
i contributi di professionisti della televisione, accademici
e rappresentanti delle istituzioni garanti dei 25 Paesi
Membri allo scopo di avviare una riflessione tra esperti
del settore circa le sfide cruciali che affronta la
televisione pubblica nell’Europa dell’information technology
e delineare una possibile strategia di sopravvivenza.
Il libro si rivolge infatti al pubblico di lettori “addetti
ai lavori” dai quali dovrebbe partire la proposta di
rinnovamento: i professionisti coinvolti nei processi
decisionali del settore mediatico, i giornalisti e i
rappresentanti del mondo accademico.
Le
questioni affrontate dal libro sono varie quanto i punti
di vista dei suoi autori.
Il libro prende avvio
da un excursus storico che rintraccia negli anni d’oro
del servizio pubblico radiotelevisivo l’origine della
sua missione a servizio della società civile
e della moderna democrazia. Quindi analizza i cambiamenti
del mercato televisivo causati dall’avvento delle televisioni
commerciali e la nascita di quel modello dualista (pubblico-privato)
che oggi vacilla sotto il peso del nuovo mercato televisivo
della domanda instabile e frammentaria. Infine, passa
in disamina il rinnovato panorama mediatico caratterizzato
dell’espansione di Internet e dell’accesso on-demand
e analizza le importanti sfide che fronteggiano le televisioni
tradizionali e generaliste che si cimentano con nuove
piattaforme: in primis, la questione del diritto d’autore
nella trasmissione transfrontaliera della musica on-line
e nello sfruttamento degli archivi.
Oltre all’analisi che segue le tracce dello sviluppo
tecnologico, il libro contiene riflessioni di tipo economico,
giuridico e sociale. Affronta la questione della necessario
rinnovamento del quadro regolamentare comunitario alla
luce dell’imminente approvazione in prima lettura della
Direttiva sui servizi dei media audiovisivi; il delicato
rapporto tra il servizio pubblico e il governo, tra
indipendenza editoriale e dipendenza finanziaria; gli
aiuti di stato e, in generale, il problema del finanziamento,
nel contesto delle difficoltà finanziarie della
televisione generalista nel nuovo mercato caratterizzato
dall’accesso on-demand.
Tra gli autori del testo
anche il neo Direttore Generale della RAI, Claudio Cappon,
che presenta un’analisi sul tema della missione educativa
e formativa del servizio pubblico. Partendo dalla RAI
degli albori come esempio eccellente di “televisione
educativa”, rintraccia fenomeni ugualmente interessanti
nel servizio pubblico odierno che si re-inventa sfruttando
le potenzialità della tecnologia digitale. Un
esempio: la televisione interattiva come strumento di
T-governance.
Qual’é il futuro
del servizio pubblico televisivo nel contesto della
convergenza mediatica? La risposta che attraversa trasversalmente
i testi dei diversi autori sembra essere positiva. Partecipando
allo sviluppo digitale per affrontare l’aumento della
concorrenza la televisione pubblica di qualità
può ancora esercitare il proprio ruolo di protettore
del pluralismo culturale e sociale. |